Danneggiamento, quando è un reato o no. Esempi e diverse conseguenze legali

Quando il danneggiamento viene considerato reato penali e quali sono pene e sanzioni previste: informazioni e chiarimenti

Danneggiamento, quando è un reato o no. Esempi e diverse conseguenze legali

Quando il danneggiamento è reato?

Secondo quanto stabilito dal Codice Penale, il danneggiamento è reato quando compiuto consapevolmente da chiunque voglia distruggere, disperdere, deteriorare o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui, con violenza alla persona o con minaccia, cioè nel corso di manifestazioni pubbliche.

 

E’ il Codice Penale che definisce il danneggiamento, spiegando che può consistere o in comportamenti atti a distruggere, disperdere, deteriorare o rendere inservibile una cosa mobile o immobile altrui. Quando il danneggiamento diventa reato vero e proprio? Quali sono le conseguenze legali del danneggiamento?

Il danneggiamento secondo la legge

Stando a quanto previsto dall’articolo 635 del codice penale sul danneggiamento, commette reato per danneggiamento ‘chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui, con violenza alla persona o con minaccia, cioè nel corso di manifestazioni pubbliche’.

Tuttavia, sempre secondo la legge, non tutti i danneggiamenti che si compiono devono essere puniti con una sanzione penale. Di solito, infatti, il danneggiamento rientra nell’illecito civile e viene sanzionato con il risarcimento del danno, come accade nel caso in cui un inquilino danneggi gravemente l'appartamento di cui è stato affittuario e per cui deve pagare spese per le eventuali riparazioni necessarie.

Diventa, invece, reato vero e proprio, come sopra accennato da definizione, quando l’atto si compie con particolare violenza nei confronti della persona o con minaccia, o quando interrompe un servizio pubblico, o, ancora, quando viene commesso contro edifici pubblici o destinati a uso pubblico, come una chiesa, o contro cose presenti in stabilimenti pubblici e uffici, o contro cose di interesse storico o artistico o immobili situati nel perimetro dei centri storici.

Ma non solo: il danneggiamento costituisce un reato penale anche quando riguarda cose sottoposte a sequestro o pignorate, o cose destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza, o opere destinate all’irrigazione, o piantate di viti, di alberi o arbusti fruttiferi, o attrezzature e impianti sportivi.

Inoltre, perché il danneggiamento sia reato è necessario che il soggetto che ha compito il danneggiamento abbia agito con la precisa intenzione di arrecare un danno, sia stato cioè commesso con consapevole volontà di commettere un illecito. Chi, invece, compie un danneggiamento senza volerlo, non deve rispondere di alcun reato.

Sanzioni per danneggiamento penale

Chiunque commetta un danneggiamento inteso come reato vero e proprio può essere punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

La stessa pena vale chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili le seguenti cose altrui in relazione a:

  1. attrezzature e impianti sportivi danneggiamento lo svolgimento di relative manifestazioni;
  2. edifici pubblici o destinati a uso pubblico o all’esercizio di un culto;    
  3. opere per l’irrigazione;
  4. campi di viti, di alberi o arbusti fruttiferi, o su boschi, selve o foreste.

Chi commette un danneggiamento penale, in caso di condanna, può beneficiare della sospensione della pena se accetta di pagare il danno, cioè ripristinare il bene così come era prima di essere danneggiato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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