Dati personali sempre accessibili ad Agenzia Entrate e Finanza contro evasione fiscale con nuova legge Governo Draghi 2021

Il Garante della privacy non potrà più svolgere controlli preventivi per i trattamenti ad alto rischio di dati particolari, ad esempio quelli sanitari.

Dati personali sempre accessibili ad Age

Evasione fiscale, i dati personali saranno sempre accessibili?

Secondo le nuove norme del governo Draghi, sì se il controllo è necessario per l'adempimento di un compito svolto nel pubblico interesse o per l'esercizio di pubblici poteri a essa attribuiti.

La lotta all'evasione fiscale diventa più efficace. O meglio, sarà meno soggetta a vincoli e a rallentamenti amministrativi. Qualcuno ha definitivo il nuovo provvedimento adottato dal governo Draghi quello della no privacy. E in effetti si assiste a un allentamento delle rigide norme sull'utilizzo dei dati personali da parte di Agenzia delle entrate e Guardia di finanza.

Il punto è riuscire a trovare l'equilibrio tra l'interesse pubblico con le azioni di accertamento e la necessità di proteggere la riservatezza delle informazioni personali. Il tutto avviene nell'ambito del Piano nazionale ripresa resilienza contenente le misure per la digitalizzazione e l'interoperabilità delle banche dati fiscali. Approfondiamo allora la nuova legge del governo Draghi 2021 e in particolare:

  • Evasione fiscale, dati personali sempre accessibili e no privacy per i cittadini

  • Nuova legge governo Draghi 2021 e maggiori poteri ad Agenzia delle entrate e Finanza

Evasione fiscale, dati personali sempre accessibili e no privacy per i cittadini

La nuova legge del governo Draghi 2021 va al di là dei limiti normativi imposti dal Garante della privacy e dà il via libera all'incrocio delle banche dati in chiave di contrasto all'evasione fiscale.

La prima importante novità da segnalare è la concessione ad Agenzia delle entrate e Guardia di finanza ovvero alle pubbliche amministrazioni il trattamento dei dati comuni per fini pubblici.

Più precisamente, il semaforo verde viene acceso se il controllo è necessario per l'adempimento di un compito svolto nel pubblico interesse o per l'esercizio di pubblici poteri a essa attribuiti. A norma di legge, per amministrazioni pubbliche si intendono gli enti e gli altri soggetti che costituiscono il settore istituzionale delle amministrazioni pubbliche individuati dall'Istituto nazionale di statistica sulla base delle definizioni di cui agli specifici regolamenti comunitari.

Ecco quindi che la finalità del trattamento, se non prevista da norme di legge, viene indicata dalle pubbliche amministrazione. Infine, la terza importante novità da segnalare è che il Garante non può più svolgere controlli preventivi per i trattamenti ad alto rischio di dati particolari, ad esempio quelli sanitari.

In pratica la nuove legge cancella quell'articolo del Codice della privacy secondo cui con riguardo ai trattamenti svolti per l'esecuzione di un compito di interesse pubblico che possono presentare rischi elevati, il Garante può - sulla base di quanto disposto dal medesimo Regolamento e con provvedimenti di carattere generale adottati d'ufficio - prescrivere misure e accorgimenti a garanzia dell'interessato, che il titolare del trattamento è tenuto ad adottare.

Sulla questione si è già espresso Franco Pizzetti, ex Garante Privacy, professore emerito di diritto costituzionale all’Università di Torino, per cui la cosa più grave del decreto è aver tolto al Garante la possibilità di dare autorizzazioni specifiche per trattamenti, da parte della PA e per fini pubblici, che prevedono rischi elevati.

Nuova legge governo Draghi 2021 e maggiori poteri ad Agenzia delle entrate e Finanza

Basta allora leggere con attenzione l'articolo incriminato della nuova legge del governo Draghi 2021 per capire il potenziale impatto che avrà sia nella lotta all'evasione fiscale e sia alla tutela della privacy dei contribuenti.

Viene infatti stabilito che il trattamento dei dati personali da parte di un'amministrazione pubblica, comprese le Autorità indipendenti e le amministrazioni nonché da parte di una società a controllo pubblico o di un organismo di diritto pubblico, è sempre consentito se necessario per l’adempimento di un compito svolto nel pubblico interesse o per l’esercizio di pubblici poteri a essa attribuiti.

La finalità del trattamento, se non espressamente prevista da una norma di legge o, nei casi previsti dalla legge, di regolamento - viene messo nero su bianco - è indicata dall’amministrazione, dalla società a controllo pubblico o dall’organismo di diritto pubblico in coerenza al compito svolto o al potere esercitato.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il