Diagnosi energetica (certificazione) per le aziende 2020-2021 quando è obbligatoria

Quando si parla di diagnosi energetica occorre sempre ricordare quali sono i requisiti minimi da rispettare, a iniziare dalla possibilità di consentire calcoli dettagliati.

Diagnosi energetica (certificazione) per

Quando è obbligatoria la diagnosi energetica?

L'obbligo della diagnosi energetica è previsto per le grandi imprese ovvero a quelle con cui elevato consumo di energia. Per grandi imprese si intendo quelle con oltre 250 dipendenti con fatturato maggiore di 50 milioni di euro o un bilancio anno superiore a 43 milioni di euro.

Ci sono alcuni obblighi burocratici a cui alcune imprese devono sottostare. Pensiamo ad esempio alla diagnosi energetica, valida anche per il biennio 2020-2021, ovvero quella certificazione che attesa il profilo di consumo energetico di un edificio, di una attività così da quantificare le possibilità di risparmio energetico e di ottimizzazione di costi e benefici.

Aumentare l'efficienza energetica significa consumare meno energia e di conseguenza risparmiare denaro. Vediamo quindi

  • Quando è obbligatoria la diagnosi energetica
  • Diagnosi energetica: sanzioni e controlli

Quando è obbligatoria la diagnosi energetica

In buona sostanza, la diagnosi energetica permette di avere una fotografia dell'andamento dei consumi e assumere eventualmente le misure necessarie per la loro ottimizzazione. A chi spetta l'obbligo della diagnosi energetica? Alle grandi imprese ovvero a quelle con cui elevato consumo di energia.

Per grandi imprese si intendo quelle con oltre 250 dipendenti con fatturato maggiore di 50 milioni di euro o un bilancio anno superiore a 43 milioni di euro.

Un'azienda è ad alta intensità energetica se entrambe le seguenti due condizioni sono soddisfatte in un anno solare: consumo di almeno 2,4 GW/h di elettricità o almeno 2,4 GW/h di energia diversa da quella elettrica e rapporto tra il costo effettivo dell'energia utilizzata e il totale dei ricavi di almeno il 3%.

In Italia esiste l'obbligo di condurre ogni 4 anni una diagnosi energetica per le imprese che accedono alla cosiddetta agevolazione per utenti energivori. La certificazione è rilasciata da:

  • una Esco ovvero una Energy service company, società che effettuano interventi finalizzati a migliorare l'efficienza energetica
  • un Ege, l'esperto in gestione dell'energia
  • l'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale

Ogni diagnosi energetica viene eseguita esaminando i consumi in ogni edificio, attività industriale o impianto che vengono misurati utilizzando strumenti innovativi e moderni.

L'analisi viene eseguita sull'intero ciclo di vita della macchina in modo da tenere conto dei risparmi realizzabili nel lungo periodo. In ogni caso questo obbligo non è previsto per le grandi imprese aderenti ai sistemi di gestione Emas e alle norme ISO 50001 o EN ISO 14001.

Quando si parla di diagnosi energetica occorre sempre ricordare quali sono i requisiti minimi da rispettare, a iniziare dalla possibilità di consentire calcoli dettagliati e convalidati per le misure proposte per fornire le informazioni sui potenziali risparmi.

In seconda battuta la certificazione deve essere proporzionata e rappresentativa della situazione energetica globale così da individuare vere opportunità di miglioramento. In ogni caso deve basarsi sull'analisi del ciclo di vita senza fare riferimento ai singoli periodi di ammortamento. La diagnosi energetica include l'esame dei profilo di consumo di energia di attività, edifici, impianti industriali e trasporto. Infine, deve essere basata su dati operativi aggiornati, tracciabili e misurati.

Diagnosi energetica: sanzioni e controlli

Nel caso di mancato rispetto dell'obbligatorietà di eseguire la diagnosi energetica, scatta una sanzione amministrativa da 4.000 a 40.000 euro a carico dell'impresa coinvolta. Se invece non sono rispettate le prescrizioni previste dalla normativa in vigore e non aggirabile, l'importo della sanzione si dimezza ovvero da 2.000 a 20.000 euro.

Ci pensa l'Enea, l'agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico, a effettuare i controlli del caso per l'accertamento della conformità della diagnosi energetica da parte delle imprese coinvolte. Non si tratta di un'attività facoltativa perché la stessa agenzia ha l'obbligo di verificare il comportamento di almeno il 3% delle aziende per cui è previsto questo obbligo.

Non solo, ma l'Enea controlla la totalità delle diagnosi degli auditor interni. Come informa la stessa Enea, questo obbligo ha portato a risultati rilevanti con l'esecuzione di oltre migliaia di diagnosi di siti produttivi effettuate in siti del comparto manifatturiero e del commercio.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il