Dichiarazioni dipendenti alla Finanza in una verifica fiscale sono prove valide o no nel 2021

I militari della Guardia di finanza consegnano al contribuente copia dell'ordine di accesso sottoscritto dal dirigente dell'Ufficio che lo ha autorizzato.

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Verifica fiscale, le dichiarazioni dei dipendenti sono prove valide?

Le dichiarazioni del dipendente durante la verifica fiscale della Guardia di finanza, regolarmente riportate nel verbale redatto, hanno valore di confessione stragiudiziale.

Nel corso di un verifica fiscale da parte della Guardia di finanza può capitare che il dipendente sotto esame possa fornire dichiarazioni spontanee per spiegare la propria posizione.

Diventa allora interessante sapere se le sue parole possono essere utilizzate ai fini processuali ovvero se sono considerate prove valide. Che la questione abbia un peso rilevante è dimostrato della sentenze dei tribunale che si sono espressi sulla materia.

Punto di partenza della situazione è la consapevolezza del rigido protocollo che gli uomini della Guardia di finanza devono seguire nella fase di verifica fiscale.

Anche gli aspetti formali hanno il loro peso e in questo contesto si inseriscono le dichiarazioni dei dipendenti. Esaminiamo quindi:

  • Verifica fiscale, le dichiarazioni dei dipendenti sono prove valide o no
  • Gli step della verifica fiscale della Guardia di finanza

Verifica fiscale, le dichiarazioni dei dipendenti sono prove valide o no

Rientra tra i poteri della Guardia di finanza quello di effettuare verifiche per contrastare illeciti fiscali, per acquisire elementi da utilizzare per la determinazione delle basi imponibili, per quantificare la capacità contributiva del contribuente o per prevenire o reprimere trasgressioni alle norme tributarie e finanziarie. Durante le operazioni, il controllato ha il diritto a essere presente e a formulare spiegazioni, contestazioni o richieste.

Tutto quanto dice deve essere verbalizzato dai verificatori. Ebbene, le dichiarazioni del dipendente durante la verifica fiscale della Guardia di finanza, regolarmente riportate nel verbale redatto, hanno valore di confessione stragiudiziale.

Con questa definizione si intende la confessioni che non viene prodotta durante il procedimento giudiziale, ma al di fuori. Se la fa in modo diretto la parte o un suo rappresentante, vale come piena prova contro chi l'ha prodotta. Al contrario, se la fa un terzo, rappresenta un indizio che viene valutato dal giudice.

Se il dipendente non appone la propria firma sul verbale, l'atto e le operazioni di controllo non sono affatto vanificati. Si tratta di uno dei luoghi comuni da sfatare poiché l'azione delle Fiamme gialle va comunque avanti. Questo comportamento non compromette il verbale con la Guarda di Finanza che si limita a inserire la dicitura "la parte si rifiuta di firmare".

In questo contesto, il dipendente sotto verifica fiscale non può essere sottoposto a perquisizione personale. Allo stesso tempo, i militari della Guardia di finanza non possono aprire coattivamente plichi sigillati, borse, casseforti, mobili, ripostigli chiusi a chiave.

Possono farlo solo dietro autorizzazione del procuratore della Repubblica. Documenti e scritture contabili possono essere sequestrati solo quando non sia possibile riprodurle o farne constare il contenuto nel verbale.

Ma anche se il contribuente contesta il contenuto del verbale o rifiuta di sottoscriverlo. E anche se libri e i registri non possono essere sequestrati, gli uomini delle Fiamme gialle possono adottare le cautele necessarie per evitarne l'alterazione o la sottrazione. Oppure apporre nelle parti che interessano la propria firma o sigla con la data e il bollo dell'Ufficio. E infine eseguire o farne eseguire copie ed estratti.

Gli step della verifica fiscale della Guardia di finanza

In termini pratici, i militari della Guardia di finanza consegnano innanzitutto al contribuente copia dell'ordine di accesso sottoscritto dal dirigente dell'Ufficio che lo ha autorizzato.

Quindi informano il contribuente dei suoi diritti e doveri, e descrivono in un verbale di verifica tutte le operazioni di accesso eseguite. Dopodiché redigono ogni giorno il verbale di verifica, documentando l'attività svolta e verbalizzando le domande rivolte al contribuente e le risposte o dichiarazioni ricevute.

Poi compilano un processo verbale di accesso separato, se l'autorizzazione all'accesso è stata rilasciata dal procuratore della Repubblica. Infine, consegnano al contribuente copia dei processi verbali di verifica e di accesso.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il