Diffamazione non è più un reato penale dal 2020 con nuova sentenza Corte Costituzionale

Cosa è cambiato per il reato di diffamazione 2020 da penale a illecito civile: cosa prevede nuova sentenza della Corte Costituzionale

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Diffamazione non è più un reato penale?

No. Dal 2020 la diffamazione non è più un reato penale perché, come stabilito da una recente sentenza della Corte Costituzionale, rientra, anche nella sua forma aggravata, tra i reati talmente lievi da non poter essere nemmeno puniti con la pena detentiva minima dei 15 giorni di reclusione.

La diffamazione rappresenta un atto di ostilità e umiliazione nei confronti della reputazione altrui i dialoghi e conversazioni con altre persone. Per essere considerato diffamazione, l’atto deve essere compiuto in presenza di due o più persone e ovviamente in assenza della vittima. Non sussiste diffamazione se si parla male di una persona con un’altra.

Negli ultimi tempi, tuttavia, quanto precedentemente previsto su e per la diffamazione è cambiato e le novità non prevedono più che la diffamazione sia reato penale. Vediamo cosa è cambiato.

  • Diffamazione non più un reato penale dal 2020
  • Cosa fare se si è vittime di diffamazione

Diffamazione non più un reato penale dal 2020

Una nuova sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito che dal 2020 la diffamazione non è più reato penale ma rappresenta solo un illecito civile. La Corte Costituzionale, con una recente sentenza, ha osservato che vi sono alcuni atti che possono essere considerati di diffamazione ma talmente lievi da non poter essere nemmeno puniti con la pena detentiva minima dei 15 giorni di reclusione, motivo per il quale la diffamazione non è più considerata reato penale per particolare tenuità del fatto.

La Corte Costituzionale ha escluso dai reati penali tutti quei reati punibili con una pena detentiva fino a massimo 5 anni e con sanzioni e per la diffamazione, stando a quanto previsto dal Codice penale, è prevista la reclusione fino a un anno, che può arrivare fino a 3 anni per diffamazione aggravata, o una multa fino a 1.032 euro. L’esclusione della diffamazione dai reati penali riguarda anche la diffamazione aggravata.

Cosa fare se si è vittime di diffamazione

Se si è vittime di diffamazione, per agire contro la persona colpevole dell’atto, bisogna presentare una querela alla polizia o ai carabinieri, che può poi sfociare in una causa civile da avviare insieme al proprio avvocato.

Se la diffamazione avviene online, su web, per esempio su social network come su Facebook, o Instagram, la querela può essere presentata alla polizia postale e per il suo deposito non è necessaria la presenza dell’avvocato. Le dichiarazioni della vittima della diffamazione vengono, infatti verbalizzate dalle autorità che si occupano poi di trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica.

La diffamazione permette alla vittima di chiedere anche un risarcimento del danno, mentre chi si rende colpevole di diffamazione può d’ora in poi essere al massimo citato in una causa civile.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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