Differenze tra BTP e Bot 2021. Ecco cosa cambia

Il rendimento dei titoli di Stato ha due componenti principali: interessi e plusvalenza. Gli interessi possono essere pagati tramite cedole o con lo spread di emissione.

Differenze tra BTP e Bot 2021. Ecco cosa

Btp e Bot, quali sono le differenze?

I Bot sono titoli a breve termine privi di cedole. I Btp sono titoli caratterizzati da cedole fisse semestrali e offrono la possibilità di scegliere tra durate predefinite.

I titoli di Stato sono emessi da dal Ministero dell'Economia e servono a finanziare le attività dello Stato quando le tasse riscosse dai cittadini non sono sufficienti. In altre parole, sono titoli emessi per coprire i debiti che un Paese utilizza per fornire i propri servizi. I titoli di Stato sono titoli finanziari che rappresentano un prestito, che consente a chi li sottoscrive di ricevere il rimborso dell'importo erogato più gli interessi.

Hanno una durata predeterminata al termine della quale viene restituito il capitale prestato. Gli interessi sono corrisposti tramite cedole periodiche che possono essere fisse o variabili, oppure tramite il metodo dello spread di emissione, ovvero la differenza tra il prezzo di emissione e quello di rimborso. Approfondiamo quindi nel dettaglio:

  • Btp e Bot, quali sono le differenze
  • Cosa cambia tra i vari investimenti

Btp e Bot, quali sono le differenze

I titoli di Stato a lungo termine ovvero i Btp sono titoli di Stato che possono avere una durata di 3, 5, 10, 15, 30 e 50 anni. In questo caso il rendimento è fornito tramite cedole fisse semestrali. I Btp Italia sono buoni del Tesoro con durata di 4, 6 o 8 anni, con cedole semestrali. L'acquisizione di titoli di Stato avviene tramite una banca o un intermediario finanziario, sia durante l'asta di emissione che successivamente, sul mercato secondario.

L'acquisizione di titoli di Stato durante l'asta di emissione richiede la prenotazione della quantità di titoli desiderata con un giorno di anticipo. È inoltre necessario tenere conto dell'importo minimo di acquisto, che è generalmente di 1.000 euro. I titoli di Stato già in circolazione o quelli venduti all'asta possono essere acquistati e rivenduti sul mercato secondario . In Italia i mercati in cui sono negoziati sono il Mot, gestito da Borsa Italiana Spa, e il Tlx, gestito da un gruppo di banche italiane.

L'acquisizione sul mercato secondario comporta il pagamento di una commissione all'intermediario che effettua l'operazione, superiore a quella pagata in asta. Inoltre, gli acquisti e le vendite vengono effettuati a un prezzo vantaggioso, con tutti i rischi e i vantaggi applicabili.

In generale, i rischi associati a un investimento in titoli di Stato sono bassi. In effetti, è difficile che un governo fallisca, e raramente i titoli di stato non vengono rimborsati in tutto o in parte ai sottoscrittori perché gli emittenti sono inadempienti

Cosa cambia tra i vari investimenti

Il rendimento dei titoli di Stato ha due componenti principali: interessi e plusvalenza. Gli interessi possono essere pagati tramite cedole o con lo spread di emissione. La plusvalenza è invece la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto, quando la vendita del titolo avviene sul mercato secondario. Per valutare un titolo di Stato sono importanti gli elementi certi del rendimento, ovvero le cedole, se a tasso fisso; la differenza tra il prezzo di acquisto o di sottoscrizione e il prezzo di rimborso, quando il titolo è detenuto fino alla scadenza, e quando il prezzo di rimborso è fisso e non indicizzato.

Gli elementi incerti sono invece le cedole se a tasso variabile, gli utili e le perdite derivanti dalla differenza tra il prezzo di acquisto o di sottoscrizione e il prezzo di vendita sul mercato secondario se il titolo non è detenuto sino alla scadenza, l'andamento del tasso di cambio se il titolo è denominato in valuta estera.

Il concetto di liquidità si applica anche ai titoli di Stato, così come a qualsiasi altra obbligazione e garanzia finanziaria. Questo termine considera sia la liquidità naturale che quella artificiale. La prima è la tendenza del titolo a generare flussi di cassa secondo scadenze prestabilite e dipende dalle caratteristiche del titolo.

Quest'ultima è la possibilità di essere venduta prima della sua naturale scadenza in un mercato secondario e dipende dalle caratteristiche del mercato in cui si opera. Le qualità che rendono liquido un mercato sono la profondità , l'ampiezza e l'elasticità, questioni tecniche che determinano quanto sia facile e veloce vendere sicurezza finanziaria in un determinato mercato.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il