Differenze tra liquidazione e fallimento di una azienda. Tutti i casi 2020-2021

Come funzionano liquidazione e fallimento di una azienda, tipologie di procedure e cosa cambia: cosa c’è da sapere e chiarimenti

Differenze tra liquidazione e fallimento

Quali sono le differenze tra liquidazione e fallimento di una azienda?

Sono diverse le differenze tra liquidazione e fallimento di una azienda anche se spesso i due termini si usano in maniera quasi uguale. La principale è la seguente: entrambe sono procedure legali, ma il fallimento riguarda generalmente le persone fisiche, quindi gli imprenditori di aziende e può essere richiesto sia dai creditori sia dall'azienda stessa debitrice, mentre la liquidazione è una procedura legale che riguarda la società in sé e che può essere avviata solo dai soci dell'azienda stessa, a meno che non si tratti di procedura di liquidazione avviata da autorità giudiziaria o amministrativa. 
 

Cosa significa liquidazione e fallimento di un’azienda? Quali sono le differenze tra liquidazione e fallimento di un’azienda? Spesso quando si parla di fallimento di un’azienda si parla in egual maniera di fallimento e liquidazione o c’è chi usa tali termini in maniera propedeutica. Eppure si tratta di due termini che hanno, invece, due diversi significati e che si riferiscono a due diverse procedure. Vediamo, dunque, quali sono le differenze tra liquidazione e fallimento di una azienda. 

  • Come avviene la liquidazione di una azienda
  • Casi 2020-2021 di liquidazione di una azienda
  • Fallimento di un’azienda cos’è
  • Liquidazione e fallimento di una azienda le differenze

Come avviene la liquidazione di una azienda

La procedura di liquidazione per lo scioglimento definitivo di un’azienda inizia quando i creditori approvano tale soluzioni e la stessa azienda passa nelle mani di un amministratore. Contestualmente viene nominato un liquidatore che si assume la responsabilità di tutelare l'interesse dei creditori, vende i beni dell'azienda e verifica i motivi del fallimento dell'azienda. 

I primi a ricevere i soldi sono i creditori garantiti, seguiti dai creditori non garantiti e infine dagli azionisti. Se dopo la vendita di tutte le attività, i soldi non bastano a ripagare tutti i creditori, il denaro viene diviso in proporzione sulle loro quote e rimborsato.

La procedura di liquidazione, dopo nomina di liquidatore o liquidatori e piano di rimborso dei debiti, si conclude con lo scioglimento della società tramite cancellazione dal Registro delle Imprese e deposito dei libri contabili e sociali. 

La decisione di liquidare una azienda nasce, infatti, per la necessità di rimborsare i creditori con la liquidità che si ottiene con la cessione dei beni e i provenienti dalle altre attività di carattere patrimoniale, per esempio la riscossione dei crediti. 

Casi 2020-2021 di liquidazione di una azienda

Sono diversi i casi 2020-2021 in cui è possibile avviare la procedura di liquidazione di una azienda e sono diversi i casi di procedura di liquidazione. Esistono, infatti, diverse tipologie di liquidazione che sono:

  • liquidazione volontaria, come sopra accennato, che viene cioè decisa dai soci che fanno parte dell'azienda dopo la dichiarazione di fallimento;
  • liquidazione giudiziale, che viene attivata su decisione dell'autorità giudiziaria;
  • liquidazione coatta amministrativa, che viene attivata solo per determinate tipologie di aziende come quelle assicurative, cooperative, bancarie, ecc, liquidate dall'autorità amministrativa proprio a causa di irregolarità amministrative o insolvenze.

Fallimento di una azienda cos’è

Il fallimento è una procedura legale che può essere richiesta dai creditori o dal debitore stesso, su iniziativa pubblica dal pubblico ministero, e la domanda di fallimento deve essere presentata sotto forma di ricorso al tribunale competente. Una volta avviata la procedura di fallimento, si possono avere diversi esiti che sono:

  • sentenza di dichiarazione di fallimento dell’azienda, se il tribunale ritiene fondati i motivi del ricorso;
  • un decreto che rigetta il ricorso, se il tribunale ritiene che non ci siano i presupposti per accogliere l’istanza di fallimento;
  • archiviazione del procedimento, se per esempio il creditore ricorrente ritira il ricorso perché è riuscito a soddisfarsi totalmente o parzialmente;
  • dichiarazione di incompetenza.

Quando il tribunale dichiara, con apposita sentenza, il fallimento dell’imprenditore, scaturiscono conseguenze patrimoniali, sull’imprenditore e di natura processuale. Inoltre, il fallimento deve essere riportato nel registro delle imprese del luogo dove l’imprenditore ha la sede legale o del luogo dove è stata avviata la procedura.

Precisiamo anche che la sentenza di dichiarazione del fallimento deve essere annotata nei registri pubblici immobiliari se nel fallimento sono stati coinvolti beni immobili o beni mobili registrati. Con il fallimento di una azienda, l’imprenditore perde completamente disponibilità e amministrazione di ogni diritto di titolarità su tutti i beni.

Liquidazione e fallimento di una azienda le differenze

Il fallimento è una procedura legale generalmente per le persone fisiche che per le aziende può essere richiesta sia dai creditori sia dall'azienda stessa debitrice proprio per trovare adeguate soluzioni ai problemi finanziari, mentre la liquidazione è una procedura legale che può essere avviata dai soci dell'azienda stessa, a meno che non si tratti di procedura di liquidazione avviata da autorità giudiziaria o amministrativa. 

Con l’attivazione della procedura di liquidazione, le attività di una società insolvente vengono vendute per pagare i debiti e la liquidazione segna lo scioglimento definitivo di una azienda, mentre quando si parla di fallimento non significa fine definitiva, ma un soggetto può riavviare una propria attività a seguito di fallimento.

Altra differenza tra fallimento e liquidazione è che il fallimento passa dal Tribunale e giudici competenti, mentre la liquidazione passa dal lavoro di liquidatori e cancellazione dell'azienda dal Registro delle Imprese alla Camera di Commercio senza necessità di rivolgersi a tribunali e giudici. 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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