Diritti delle coppie di fatto con leggi in vigore 2019

Quando per la legge si diventa una coppia di fatto e quali sono i diritti riconosciuti: tutto quello che c’è da sapere e chiarimenti

Diritti delle coppie di fatto con leggi in vigore 2019

Quali sono le coppie di fatto?

Stando a quanto stabilito dalle legge italiana, sono considerate coppie di fatto tutte quelle unioni che vengono formalizzate al registro dell’anagrafe del proprio Comune di residenza ma che non si uniscono in matrimonio anche civile.

 

L’approvazione della Legge Cirinnà del 2016 ha cambiato in parte gli assetti familiari italiani riconoscendo unioni civili e convivenze di fatto. Stando a quanto previsto dalla legge, le unioni civili possono intercorrere unicamente tra persone dello stesso sesso, mentre le convivenze di fatto, che vengono formalizzare al registro anagrafe del proprio Comune di residenza, valgono per le coppie che decidono di rendere formale il loro legame senza però unirsi in matrimonio.

Non esiste, stando alle leggi in vigore 2019, una specifica tutela giuridica per le coppie di fatto ma sono stati definiti dei criteri per cui riconoscere alcuni diritti anche alle coppie di fatto non unite in matrimonio. Quali sono i diritti previsti per le coppie di fatto?

Quali sono le regole per formalizzare la convivenza di fatto

Fermo restando che non è obbligatorio formalizzare una convivenza di fatto, chi decide invece di diventare ufficialmente una coppia di fatto per legge deve recarsi presso il proprio Comune di residenza e fornire una dichiarazione all’anagrafe.

La dichiarazione consiste nella conferma da parte dei due conviventi di essere una coppia di fatto e di abitare nella stessa casa. La dichiarazione viene sottoscritta di fronte all’ufficiale d’anagrafe o inviata tramite fax o per via telematica e permette ai dichiaranti di ottenere il certificato di stato di famiglia.

Una volta unita di fatto, la coppia convivente può anche decidere di sottoscrivere un contratto di convivenza, che consente e alla coppia di regolare i propri i rapporti patrimoniali.

Anche in questo caso, come per la formalizzazione dell’unione, i conviventi non sono obbligati a stipulare il contratto, ma se lo si fa si definiscono alcune regole di tutela perché il contratto di convivenza contiene:

  1. indicazioni sul luogo di residenza dela coppia convivente;
  2. modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune;
  3. eventuale gestione patrimoniale di comunione dei beni, che sussiste solo sotto esplicita richiesta dei conviventi.

E’ bene precisare che una volta redatto, il contratto di convivenza non può essere rescisso per particolari accadimenti a meno che uno dei due conviventi non ne faccia esplicita richiesta.

Diritti delle coppie di fatto: di quali godono e di quali no

Ma quali sono, dunque, i diritti di cui godono le coppie di fatto? Rientrano tra i diritti delle coppie di fatto:

  1. diritto di vivere nella stessa casa, perché se l’abitazione in cui è avvenuta la convivenza è di proprietà solo di uno dei due membri della coppia, pur finendo la relazione, non si può buttar fuori casa l’altro improvvisamente;
  2. diritto di affidamento dei figli, che segue le stesse procedure previste per separazione e divorzio di una coppia sposata;
  3. risarcimento del danno per violazione degli obblighi familiari, che si verifica quando uno dei due membri della coppia non provvede all’adeguata assistenza materiale e morale dell'altro;
  4. diritto a subentrare nel contratto di locazione, che si può vantare quando la casa in cui è avvenuta la convivenza è in affitto, uno dei due conviventi decede e il sopravvissuto può subentrare nel contratto fino alla sua naturale scadenza;
  5. diritto a nominare il convivente di fatto tutore, curatore o amministratore di sostegno, se l’altro membro della coppia venga dichiarato interdetto e inabilitato;
  6. diritto al risarcimento del danno per decesso, che si può vantare quando uno dei due conviventi decede per atto illecito compiuto da terzi, per esempio, in un incidente stradale, e il convivente superstite, esattamente come il coniuge unito il matrimonio, ha facoltà di chiedere un risarcimento;
  7. diritto reciproco di visita, assistenza e accesso alle informazioni personali in caso di malattia;
  8. diritti per extracomunitari che, come previsto con il matrimonio, anche nel caso di unione civile non possono essere espulsi se hanno accanto una donna incinta;
  9. maltrattamenti in casa, per cui anche nel caso delle convivenze di fatto, al pari del matrimonio, sussiste il reato di maltrattamenti in famiglia e il reato penale scatta anche per il convivente non unito in matrimonio.

Vi sono anche una serie di diritti riconosciuti dal matrimonio, anche civile, ma che non vengono riconosciuti nelle coppie di fatto, pur essendo adeguate alle coppie unite in matrimonio. In realtà, infatti, non sussiste una vera e propria eguaglianza. Le coppie di fatto, infatti, non godono di:

  1. pensione di reversibilità;
  2. obbligo di fedeltà reciproca;
  3. eredità del convivente in caso di decesso a meno che non sia presente un chiaro ed esplicito testamento;
  4. assegno di mantenimento nel caso di separazione della coppia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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