Diritti lavoratori con mal di schiena secondo Ccnl e leggi 2021

Diritti lavoratori con mal di schiena secondo Ccnl e leggi 2021

Diritti lavoratori con mal di schiena se

Mal di schiena: quali sono i diritti dei lavoratori?

Se il mal di schiena è tale da impedire di lavorare viene considerato una malattia. Il dipendente ha quindi il diritto di rimanere a casa, ma ha il dovere di comunicare la situazione al datore di lavoro e all'Inps ovvero di inviare il certificato medico e allo stesso tempo di rispettare le fasce di reperibilità per le visite mediche. Collegato a questo diritto c'è il riconoscimento del periodo di comporto in cui non può essere licenziato.

Una delle più faticose situazioni con cui sono alle prese i lavoratori è il mal di schiena, sia che svolgano attività manuali e di movimento con il montaggio o il trasporto e sia di compiti sedentari che comportano di rimanere seduti per molte ore.

Non solo, ma il mal di schiena è molto diffuso, non è sempre legato all'età e in molte circostanze non c'è una causa scatenante. Non c'è dubbio che esercitare troppa forza sulla schiena, ad esempio sollevando o spostando oggetti pesanti, può causare lesioni.

Ma anche la ripetizione di determinati movimenti, soprattutto quelli che comportano la torsione o la rotazione della colonna vertebrale, può ferire la schiena. Allo stesso tempo l lavoro da scrivania può contribuire al mal di schiena, soprattutto se si ha una postura scorretta o si è seduti tutto il giorno su una sedia con supporto per la schiena inadeguato.

Naturalmente, anche fattori come l'invecchiamento, l'obesità e le cattive condizioni fisiche possono contribuire al mal di schiena. Insomma, non c'è un target ben preciso di dipendenti che soffrono di mal di schiena e di conseguenza è importante capire come si muove la legislazione generale e quindi:

  • Mal di schiena: quali sono i diritti dei lavoratori
  • Dipendenti con il mal di schiena, cosa fare

Mal di schiena: quali sono i diritti dei lavoratori

Che sia acuto e lieve, il mal di schiena può rendere difficile concentrarsi sul proprio lavoro. Molte professioni possono mettere a dura prova le spalle, ma anche il lavoro d'ufficio di routine può causare o peggiorare il mal di schiena.

Ecco dunque che se il mal di schiena è tale da impedire di lavorare viene considerato una malattia. Il dipendente ha quindi il diritto di rimanere a casa, ma ha il dovere di comunicare la situazione al datore di lavoro e all'Inps ovvero di inviare il certificato medico e allo stesso tempo di rispettare le fasce di reperibilità per le visite mediche.

I vari Ccnl (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici) riconoscono il periodo di comporto ovvero quella fascia temporale in cui il lavoratore può assentarsi senza rischiare il licenziamento. Si tratta di una disposizione utile, ad esempio, in caso di operazione chirurgica che comporta l'allungamento dei tempi di recupero.

Un altro diritto riconosciuto al dipendente è il risarcimento danni nel caso in cui il mal di schiena sia ricollegabile all'attività lavorativa e in ogni caso sulla base delle malattie professionali tabellari dell'Inail.

Riconosciuta anche la possibilità di chiedere l'assegnazione a un'altra mansione, ma non è affatto scontato che abbia esito positivo poiché è strettamente legata all'organizzazione aziendale interna.

Dipendenti con il mal di schiena, cosa fare

Il mal di schiena può affliggere le tue giornate lavorative. Tuttavia con un attento esame del proprio ambiente di lavoro è possibile affrontare le situazioni che potrebbero aggravare la situazione. In praatica alcuni semplici passaggi possono aiutare ad alleviare il mal di schiena dei dipendenti. Quando si è in piedi bisogna fare attenzione a bilanciare il peso in modo uniforme.

Per favorire una buona postura quando si è seduti, scegliere una sedia che supporti le curve spinali. Quindi regolare l'altezza in modo che i piedi siano appoggiati sul pavimento o su un poggiapiedi e le cosce siano parallele al pavimento. Rimuovere il portafoglio o il cellulare dalla tasca posteriore quando si è seduti per evitare di esercitare una pressione extra sui glutei o sulla parte bassa della schiena.

Chi è alle prese con il sollevamento di oggetti pesanti deve prestare attenzione alla sequenza di movimenti. E quindi sollevare i pesi con le gambe e contrarre i muscoli centrali e dunque non scaricare il peso sulla schiena. Tenere l'oggetto vicino al proprio corpo e mantenere la curva naturale della schiena. Ma se un oggetto è troppo pesante per essere sollevato in sicurezza basta chiedere a qualcuno di farsi aiutare.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il