Diritto alla riparazione 2021 diventa legge ufficiale. Che cosa prevede la normativa

Entra in vigore il primo regolamento sulla progettazione ecocompatibile che definisce gli standard per la riparazione e la vita utile dei prodotti.

Diritto alla riparazione 2021 diventa le

Che cosa è il diritto alla riparazione?

Stando a quanto previsto dall'Europa, i costruttori devono realizzare prodotto di elettronica rispettando il principio della durevolezza e allo stesso tempo devono mettere a disposizione le istruzioni per la riparazione e i pezzi di ricambio. La rottura o il guasto di un prodotto non può necessariamente comportare la sua sostituzione. L'iniziativa punta a ridurre l'impatto ambientale e a contenere l'obsolescenza programmata.

Che le nuove norme sul diritto alla riparazione fossero approvate non era affatto così scontato. Così come che a farsi carico fosse proprio l'Unione europea, particolarmente sensibile su questi temi. A rimanere coinvolti nella normativa 2021 sono tutti i produttori di televisori ed elettrodomestici ovvero di prodotto di elettronica.

L'Europa è uno dei mercati più grandi al mondo, il che significa che le nuove linee guida di progettazione dell'Unione europea e il diritto alla riparazione potrebbero costringere i costruttori di tutto il mondo a realizzare prodotti più durevoli. Approfondiamo quindi:

  • Che cosa è il diritto alla riparazione 2021
  • Stati e costruttori alle prese con nuova legge

Che cosa è il diritto alla riparazione 2021

Stando a quanto previsto dall'Europa con il Regolamento 341 del 2021, i costruttori devono realizzare prodotto di elettronica rispettando il principio della durevolezza e allo stesso tempo devono mettere a disposizione le istruzioni per la riparazione e i pezzi di ricambio.

La rottura o il guasto di un prodotto non possono necessariamente comportare la sua sostituzione. L'iniziativa punta a ridurre l'impatto ambientale e a contenere l'obsolescenza programmata.

In termini pratici, se un prodotto risulta difettoso, il consumatore può richiedere entro due anni la riparazione o la sostituzione senza spese. Nel caso di mancato seguito scatta il diritto al rimborso parziale o la risoluzione del contratto con la restituzione totale del prezzo in base alle condizioni del prodotto.

Entra in vigore il primo regolamento sulla progettazione ecocompatibile che definisce gli standard per la riparazione e la vita utile. I produttori di lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi e monitor devono garantire che i componenti siano sostituibili con strumenti comuni.

I manuali di istruzioni devono essere accessibili alle aziende specializzate e i produttori devono fornire i pezzi di ricambio entro 15 giorni. Il testo adottato propone nuove regole per la gestione dei rifiuti e la rimozione degli ostacoli legali che impediscono la riparazione, la rivendita e il riutilizzo. Ciò andrà a vantaggio anche del mercato delle materie prime secondarie.

Con oltre dieci milioni di tonnellate all'anno, i rifiuti elettronici sono il flusso di rifiuti in più rapida crescita in Europa. Anche le organizzazioni dei consumatori e dell'ambiente hanno accolto con cauto ottimismo la risoluzione del Parlamento europeo.

Il concetto chiave è quello di obsolescenza programmata che può essere ottenuta limitando la capacità di un prodotto di resistere alla normale usura, introducendo un modello sostitutivo di gran lunga superiore, progettando intenzionalmente un prodotto affinché cessi di funzionare correttamente entro un determinato periodo di tempo. L'obsolescenza programmata funziona contro la sostenibilità.

Ogni volta che un prodotto di consumo viene gettato nella spazzatura o scaricato in una discarica, danneggia il nostro ambiente a lungo termine.

Ogni volta che un prodotto obsoleto deve essere sostituito, le materie prime devono essere reperite. Pneumatici per automobili e telefoni cellulari sono esempi perfetti di obsolescenza programmata che lavora contro il nostro ambiente.

Stati e costruttori alle prese con nuova legge

Cellulari, computer e tablet non sono ancora stati regolamentati da una direttiva europea sulla progettazione ecocompatibile e costituiscono alcuni dei rifiuti di consumo più dannosi. A tal fine, i singoli Stati membri sono andati avanti con le proprie normative. Ma anche gli stessi costruttori si sono mossi in autonomia.

Pensiamo ad Apple che ha lanciato un programma di riparazione con cui le aziende possono ottenere parti, strumenti, formazione, guide di assistenza, diagnostica e risorse per eseguire una serie di riparazioni fuori garanzia.

Secondo un sondaggio Eurobarometro, il 77% dei cittadini dell'Unione europea preferirebbe riparare i propri dispositivi piuttosto che sostituirli; Il 79% pensa che i produttori dovrebbero essere legalmente obbligati a facilitare la riparazione dei dispositivi digitali o la sostituzione delle loro singole parti.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il