Diritto di recesso vale anche se il prodotto è stato utilizzato o no

Si parla di rottura unilaterale del contratto tra acquirente e venditore con la restituzione del prodotto e la sostituzione con un altro bene o il rimborso integrale della cifra spesa.

Diritto di recesso vale anche se il prod

Se il prodotto è stato utilizzato vale il diritto di recesso?

Anche sul prodotto già utilizzato vale il diritto di recesso. Questa regola non è però applicabile sulla totalità dei prodotti perché il diritto di recesso non può essere esercitato sui prodotti audio e video o software sigillati aperti dal consumatore e né sui beni confezionati su misura o personalizzati.

Hai comprato quel prodotto su cui da tempo avevi puntato l'attenzione, arrivi a casa, apri la scatola e finalmente lo utilizzi. A distanza di alcuni giorni ti accorgi però che non è esattamente come lo avevi immaginato, anche se funziona perfettamente e non ci sono danni o malfunzionamenti.

In questa circostanza è possibile restituire l'acquisto? Il ripensamento è ammesso anche nel caso in cui il prodotto è stato utilizzato o è necessario che venga restituito nelle stesse condizioni con cui è stato portato a casa.

A disciplinare questo aspetto è il diritto di recesso che altro non è la possibilità concessa al consumatore di tornare sui propri passi.

Può avvenire sia per oggetti mediamente costosi, come uno smartphone top di gamma, e sia per prodotti più economici come una maglietta o un paio di scarpe. In termini tecnici si parla di rottura unilaterale del contratto tra acquirente e venditore con la restituzione del prodotto e la sostituzione con un altro bene o il rimborso integrale della cifra spesa. Ma vale in tutti i casi? Scopriamolo insieme analizzando

  • Se il prodotto è stato utilizzato vale il diritto di recesso
  • Diritto di recesso, non sempre si può esercitare

Se il prodotto è stato utilizzato vale il diritto di recesso

Prima di scoprire se anche per i prodotti già utilizzati vale il diritto di recesso occorre un chiarimento necessario sul funzionamento di questo strumento.

Il cliente può recedere senza penalità entro 14 giorni dal ricevimento della merce. E non è chiamato a fornire alcuna giustificazione né in riferimento all'integrità del prodotto e né in relazione alle ragioni che l'hanno spinto alla restituzione.

Su queste basi, ecco che anche sul prodotto già utilizzato vale il diritto di recesso. Questa regola non è però applicabile sulla totalità dei prodotti perché il diritto di recesso non può essere esercitato sui prodotti audio e video o software sigillati aperti dal consumatore e né sui beni confezionati su misura o personalizzati.

A ogni modo, per recedere viene di solito chiesto al consumatore di inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno entro un tempo prefissato.

Diritto di recesso, non sempre si può esercitare

Al contrario di quanto si potrebbe immaginare, il diritto di recesso può essere esercitato solo in relazione ai contratti di compravendita di beni e servizi conclusi a distanza o all'esterno dei locali commerciali. Nel caso di vendita in negozio non può essere esercitato alcun diritto, a meno che non sia lo stesso venditore a concederlo di sua spontanea volontà.

In realtà sono anche tanti altri i casi in cui, indipendentemente dall'apertura della confezione o dall'utilizzo del bene, il diritto non è esercitabile. Pensiamo ad esempio ai contratti stipulati a distanza per i prodotti alimentari o di uso domestico corrente consegnati con scadenza regolare oppure ai servizi relativi all'alloggio, ai trasporti, alla ristorazione, al tempo libero nel caso in cui sia indicata una data o un periodo per la fornitura.

Insomma, non va dato nulla per scontato e lo steso vale per numerosi accordi raggiunti all'esterno dei locali commerciali.

Nessun recesso per prestazioni già eseguite, per costruzione, vendita e affitto di beni immobili, fornitura di prodotti alimentari o di utilizzo domestico corrente consegnati con scadenza regolare, assicurazione e strumenti finanziari.

A completamento del quadro ricordiamo che il recesso non è permesso neanche sull'acquisto di servizi di scommesse o lotterie, giornali, periodici e riviste, beni e servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni dei tassi del mercato finanziario non controllabili dal venditore.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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