Domande e risposte più frequenti su assenza ingiustificata sul lavoro

Quando un dipendente è assente dal lavoro per un lungo periodo non è semplice che riesca a riprendere da dove aveva interrotto l'attività.

Domande e risposte più frequenti su asse

La questione dell'assenza ingiustificata continua a rimanere uno degli argomenti più spinosi nel mondo del lavoro. Il dipendente si espone infatti a una sanzione disciplinare, ma anche alla perdita di diritti acquisiti.

Ricapitoliamo domande e risposte più frequenti su assenza ingiustificata sul lavoro.

  • Assenza ingiustificata sul lavoro, che cosa è?

  • Quali sono le sanzioni disciplinari per assenza ingiustificata?

  • In che modo il datore deve sanzionare il lavoratore per assenza ingiustificata?

  • L'assenza ingiustificata incide sul Tfr?

  • L'assenza ingiustificata incide su ferie e permessi?

  • L'assenza ingiustificata incide sui giorni di malattia?

  • L'assenza ingiustificata incide sui giorni di permesso per la legge 104?

Assenza ingiustificata sul lavoro, che cosa è?

Se un dipendente non si presenta sul posto di lavoro nell'ora stabilita è tenuto a spiegare e a motivare la propria assenza.

Se il datore di lavoro considera inconsistente quanto sostenuto può decidere di applicare una sanzione disciplinare per assenza ingiustificata. Quest'ultima è infatti un illecito disciplinare. Il datore di lavoro ha il diritto di essere informato delle ragioni dell'assenza del dipendente.

Quali sono le sanzioni disciplinari per assenza ingiustificata?

Le sanzioni disciplinari per assenza ingiustificata più comuni sono il richiamo verbale o scritto, la multa, che non può essere superiore ad un certo importo retributivo, la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione entro certi limiti di giorni, il licenziamento.

Prima di adottare uno di questi provvedimenti, il datore di lavoro dovrebbe chiedere al dipendente il motivo della sua assenza.

In che modo il datore deve sanzionare il lavoratore per assenza ingiustificata?

Nel caso in cui decida di applicare una sanzione disciplinare, il datore deve inviare una lettera di contestazione e concedere 5 giorni di tempo al dipendente per la presentazione della proposta difesa ovvero per chiedere di essere ascoltato.

Quindi deve comunicare l'esito del procedimento disciplinare e irrogare la sanzione. Il dipendente può accettare il provvedimento oppure opporsi alla decisione entro 60 giorni inviando una Pec o una raccomandata all'azienda. E poi entro 180 giorni deve depositare il ricorso in tribunale.

L'assenza ingiustificata incide sul Tfr?

Il Tfr è il Trattamento di fine rapporto ovvero la somma corrisposta dal datore al dipendente al termine del rapporto di lavoro. Viene calcolato sommando per ciascun anno di lavoro una quota percentuale della retribuzione lorda, conteggiando un tasso di interesse.

In caso di assenza ingiustificata, l'azienda non può effettuare alcuna trattenuta in busta paga e quindi non viene meno il diritto al Tfr.

L'assenza ingiustificata incide su ferie e permessi?

Se il dipendente non si presenta al lavoro senza averlo concordato con il datore di lavoro si rende sanzionabile per assenza ingiustificata sul lavoro. Al di là delle decisioni che il datore può eventualmente assumere, secondo la normativa in vigore non maturano né le ferie previste per legge e né i permessi.

In ogni caso è raro che una sola assenza senza permesso sia tale da giustificare un licenziamento per giusta causa.

L'assenza ingiustificata incide sui giorni di malattia?

Nella decisione sull'eventuale applicazione di una sanzione disciplinare per assenza ingiustificata, il datore di lavoro è chiamato a valutare il contesto prima di prendere una decisione definitiva.

Se ad esempio è da ricondurre a una malattia, ecco che un eventuale provvedimento sanzionatorio è di lieve misura. Il dipendente conserva il diritto ai giorni di malattia.

L'assenza ingiustificata incide sui giorni di permesso per la legge 104?

L'assenza ingiustificata non fa venire meno il diritto alle agevolazioni previste dalla legge 104. Pensiamo ad esempio ai permessi che spettano ai lavoratori dipendenti per assistere un familiare con grave disabilità oppure al diritto al congedo straordinario.

Quest'ultimo è un periodo di aspettativa retribuita riconosciuto ai lavoratori che assistono un familiare portatore di handicap riconosciuto in situazione di gravità.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il