Dopo la maternità il part time è un diritto o può essere rifiutato da azienda per leggi e CCNL 2021

Diritto per la lavoratrice dopo la maternità al part time: regole in vigore e limiti previsti da leggi e diversi Ccnl

Dopo la maternità il part time è un diri

Dopo la maternità il part time è un diritto o può essere rifiutato da azienda?

La possibilità di richiedere il passaggio da lavoro a tempo pieno a lavoro part time dipende innanzitutto dal Ccnl di occupazione e, in base ad esso, dai limiti eventuali previsti dalla legge. Stando, infatti, a quanto previsto dalle leggi e dal Ccnl 2021, il part time dopo la maternità è un diritto che non può essere rifiutato dalle aziende, in generale, ma nei limiti previsti dalle leggi  e soprattutto dai diversi ccnl in base ai settori di lavoro. 

La maternità è un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro valido per le donne in attesa di un figlio e della durata complessiva di cinque mesi. Si tratta di un periodo di astensione dal lavoro che può essere allungato con il congedo facoltativo e che prevede diverse tutele per la lavoratrice. Vediamo di seguito se dopo il periodo di maternità il part time è un diritto o può essere rifiutato da azienda per leggi e CCNL 2021.

  • Part time dopo maternità è un diritto o può essere rifiutato da azienda
  • Part time dopo maternità e tutele previste per la lavoratrice

Part time dopo maternità è un diritto o può essere rifiutato da azienda

La possibilità di richiedere il passaggio da lavoro a tempo pieno a lavoro part time è un diritto della lavoratrice ma dipende innanzitutto dal Ccnl di occupazione e, in base ad esso, dai limiti eventuali previsti dalla legge. 

Stando, infatti, a quanto previsto dalle leggi e dal Ccnl 2021, il part time dopo la maternità è un diritto che non può essere rifiutato dalle aziende, in generale, ma nei limiti previsti dalle leggi  e soprattutto dai diversi ccnl in base ai settori di lavoro

In particolare, dopo la maternità la lavoratrice può chiedere la trasformazione del contratto da tempo pieno a part time, se la riduzione dell’orario di lavoro non supera il 50%, e il datore di lavoro non può opporsi alla richiesta e deve trasformare il contratto entro 15 giorni dalla presentazione della domanda.

In base poi ai diversi Ccnl esistono regole e limiti da rispettare per la trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a part time. Il contratto commercio prevede, per esempio, l’obbligo per le aziende di concedere il passaggio da lavoro a tempo pieno a part time fino al massimo al 3% di tutti i lavoratori dell'azienda.

Nel caso di aziende con un numero di dipendenti compresi tra 20 e 33 è possibile concedere il part time dopo la maternità solo ad una lavoratrice, questo per esigenze lavorative e di organizzazione e gestione del lavoro. 

Part time dopo maternità e tutele previste per la lavoratrice

La donna lavoratrice in maternità è tutelata da diverse garanzie a livello lavorativo ed economico che valgono sempre, anche nel caso di trasformazione del rapporto di lavoro da full time a part time. In particolare, ha diritto a percepire sempre la retribuzione prevista in base al suo Livello di inquadramento a lavoro e nel caso del part time proporzionata in base alle ore di lavoro effettivamente poi prestate.

Il periodo della maternità concorre poi ai fini del calcolo dell’anzianità di servizio, di eventuali avanzamenti di carriera, per il calcolo dei contributi previdenziali ai fini pensionistici. 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il