E' legale un testamento fatto in favore di chi mi curerà o è vietato per legge

Valido il testamento che si scrive in favore di chi si prenderà cura di me: cosa prevede la legge, regole e limiti stabiliti

E' legale un testamento fatto in favore

E’ legale fare testamento in favore di chi mi curerà?

Secondo la legge attuale e quanto previsto da una sentenza della Corte di Cassazione, è valido il testamento fatto in favore di chi mi curerà e non è vietato, ma se non scritto in maniera corretta, potrebbe essere considerato nullo. Perché sia considerato valido il testamento fatto in favore di chi mi curerà è necessaria l’identificazione certa della persona indicata rispetto alla formula ‘chi si prenderà cura di me’.
 
 

E’ legale fare un testamento in favore di chi si prenderà cura di me? Fare testamento, si sa, è una decisione che per molti rappresenta tranquillità perché fino a quando si è in vita e in condizioni di esprimere consapevolmente le proprie volontà secondo personali criteri, chiunque può decidere a chi affidare i propri beni e patrimoni una volta che non ci sarà più.

E’, bene, tuttavia, sapere che in tema di successione dell’eredità, la legge italiana è ben chiara e sia in presenza di testamento e sia in mancanza di testamento, prevede delle quote, cosiddette quote legittime, che stabiliscono la divisione di beni e patrimoni di un defunto in favore dei suoi familiari. Vediamo allora di seguito cosa accade nel caso in cui si faccia testamento in favore chi si prenderà cura del soggetto testatore. 

  • E' legale un testamento fatto in favore di chi mi curerà o è vietato 
  • Testamento in favore di chi si prenderà cura di me e quote legittime per eredità

E' legale un testamento fatto in favore di chi mi curerà o è vietato 

Secondo la legge attuale e quanto previsto da una sentenza della Corte di Cassazione  è valido il testamento fatto in favore di chi mi curerà e non è vietato, ma se non scritto in maniera corretta, potrebbe essere considerato nullo. Tutto verte sulla necessità di identificazione certa, innanzitutto, della persona indicata nel testamento rispetto alla formula ‘chi si prenderà cura di me’, il che significa che per essere valido il testamento fatto in favore di chi si prenderà cura di chi fa testamento, la sua identità deve essere certa.

In secondo luogo, perché sia considerato valido il testamento che si scrive in favore di ‘chi si prenderà cura di me’ è anche bene definire in maniera chiara il concetto del prendersi cura, se cioè si tratta di una cura fisica, economica, morale, medica. 

Secondo la Cassazione, dunque, è valido il testamento fatto in favore di chi mi curerà, se è chiaramente possibile risalire all’identità del soggetto beneficiario del testamento ripercorrendo a ritroso la situazione vissuta dal defunto non solo relativamente al momento si scrittura del testamento ma a tutto il periodo precedente la morte in relazione alle persone che si sono prese effettivamente cura di lui e delle sue esigenze.

Testamento in favore di chi si prenderà cura di me e quote legittime per eredità

Se è vero che si può fare testamento indicando come beneficiario di beni e patrimonio ‘chi si prenderà cura di me’, è anche vero che non bisogna dimenticare le quote legittime di eredità stabilire dalla legge. Nonostante la validità del testamento scritto, è infatti sempre valida la successione dell’eredità per quote, per cui pur lasciando specifici e determinati beni in favore di chi si curerà di me è bene sapere altri beni e patrimoni devono essere comunque divisi tra gli eredi legittimi secondo quote minime precise stabilite dalla legge a seconda del grado di parentela che unisce il defunto al familiare erede.


 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il