E' legale una raccomandazione per un posto di lavoro o è fuorilegge

Ben diverso è il caso di una lettera di referenza per un lavoratore. Le referenze dei dipendenti possono contenere informazioni riguardanti le capacità e le competenze.

E' legale una raccomandazione per un pos

Raccomandazione per un posto di lavoro, è legale?

La norma fondamentale in materia di assunzioni è estremamente chiara: la raccomandazione nel comparto pubblico è severamente vietata mentre nel settore privato la questione è più complessa. Di fatto il datore di lavoro conserva la facoltà di scegliere i dipendenti che vuole e non necessariamente devono essere i più preparati e più adatti.

Per qualcuno si tratta di un'abitudine tutta italiana, ma in realtà i casi di raccomandazione per un posto di lavoro sono un'abitudine registrata un po' ovunque. Il punto è però un altro: raccomandare qualcuno ai fini della sua assunzione è una pratica legale o no?

Quali sono - se ci sono - i rischi per chi lo fa e naturalmente per il raccomandato? Non solo, ma c'è anche una terza figura da considerare ed è il datore di lavoro (o il responsabile delle risorse umane nel caso delle aziende più strutturate) che scegliere deliberatamente un raccomandato.

Dalle nostre parti sono decenni che si parla di raccomandazione ovvero di carriere costruite grazie alla rete di relazioni e di amicizie anziché sul merito e sulle competenze. Il riferimento non va ai concorsi pubblici, dove evidentemente i rischi sono di altro tipo, come l'accusa di truffa, ma alla selezione di candidati per un posto di lavoro laddove non siano previsti prove di selezione per l'accertamento delle qualità del candidato. Vediamo quindi:

  • Raccomandazione per un posto di lavoro, è legale o no
  • Alternativa legale alla raccomandazione per un posto di lavoro

Raccomandazione per un posto di lavoro, è legale o no

La norma fondamentale in materia di assunzioni è estremamente chiara: la raccomandazione nel comparto pubblico è severamente vietata mentre nel settore privato la questione è più complessa. Di fatto il datore di lavoro conserva la facoltà di scegliere i dipendenti che vuole e non necessariamente devono essere i più preparati e più adatti ovvero, molto semplicemente, i più bravi.

Tuttavia non può prescindere da alcuni principi, come ad esempio il dovere di non pregiudicare i diritti degli altri lavoratori. E allo stesso tempo deve rispettare le norme sul cosiddetto buon costume. Pensiamo ad esempio a chi paga per ottenere una raccomandazione per un posto di lavoro.

Sebbene il Codice penale non preveda una norma specifica, la Corte di Cassazione parla di immoralità facendo riferimento all'articolo 2035 del Codice civile, secondo cui chi ha eseguito una prestazione per uno scopo che, anche da parte sua, costituisca offesa al buon costume non può ripetere quanto ha pagato. In pratica, se la raccomandazione non sortisce alcun effetto e il candidato non viene assunto per il posto di lavoro, il denaro speso non può essere restituito.

Alternativa legale alla raccomandazione per un posto di lavoro

Ben diverso è il caso di una lettera di referenza per un lavoratore. Le referenze dei dipendenti possono contenere informazioni riguardanti le capacità, il temperamento e la capacità di un dipendente di svolgere il ruolo offerto.

Possono essere forniti a titolo personale, da un collega o da un amico o da un datore di lavoro per conto dell'azienda che li ha impiegati. Il riferimento può essere scritto o fornito oralmente. Gli obblighi legali sono gli stessi indipendentemente dal metodo di consegna. Non vi è alcun obbligo legale di fornire un riferimento.

Un datore di lavoro può scegliere se desidera fornire un riferimento e quante informazioni inserire al suo interno. Possono però esserci occasioni in cui un datore di lavoro ha l'obbligo contrattuale di fornire un riferimento, ad esempio quando un accordo transattivo ha previsto un riferimento concordato.

In ogni caso è preferibile scegliere qualcuno che che abbia supervisionato professionalmente il lavoratore o che abbia operato a stretto contatto con lui.

Un manager, un supervisore o anche un collega di lavoro occasionale potrebbe essere in grado di riferire delle abitudini lavorative o delle competenze. Possono dire ad esempio che si è affidabile, amichevole, organizzato e un buon risolutore di problemi.

Altri riferimenti potrebbero includere qualcuno che è a conoscenza delle abitudini o abilità lavorative attraverso il lavoro di volontariato. Già, ma cosa fare se non si hanno ancora abbastanza referenze? Si potrebbe prendere in considerazione l'idea di frequentare un corso nel proprio campo di interesse. Se si partecipa alla lezione e si fa una buona impressione, l'insegnante potrebbe essere disposto a fare da riferimento.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il