E' obbligatorio aprire un conto corrente dedicato se si ha partita iva o è facoltativo

Sia che si richieda un conto bancario per la gestione delle spese personali e sia per far confluire i ricavi da lavoro, occorre sempre un documento d'identità valido.

E' obbligatorio aprire un conto corrente

Si deve avere un conto corrente solo per la propria attività lavorativa?

Liberi professionisti, lavoratori autonomi, titolari di partita Iva non hanno l'obbligo di avere un conto corrente solo per la propria attività lavorativa. La proposta era stata avanzata solo pochi mesi fa per poi cadere nel vuoto di fronte alle proteste dei contribuenti che avrebbero dovuto affrontare nuove spese oltre che un onere burocratico aggiuntivo.

Esiste l'obbligo per le partite Iva di aprire un conto corrente dedicato in cui fare accreditare tutti i ricavi? Che si tratti di regime ordinario o di regime forfettario, si deve avere un conto specifico per la propria attività differente da quello personale?

Vediamo in questo articolo che se la proposta di obbligare lavoratori autonomi e liberi professionisti è andata a buon fine e qual è la situazione attuale. Di base ricordiamo che, facoltativo o obbligatorio che sia, l'adozione di un conto corrente dedicato permette di monitorare l'andamento finanziario del proprio lavoro, ma soprattutto di poetr affidamento maggiore chiarezza nel caso di accertamenti da parte dell'Agenzia delle entrate.

Gli uomini del fisco possono infatti verificare senza possibilità di sbagliare quali sono le entrate e le uscite e ridurre anche i tempi dell'accertamento. Altro punto a favore strettamente legato ai due aspetti precedenti è la possibile migliore gestione delle finanze con un controllo più precisi di accrediti e spese.

A proposito di verifiche fiscali, poter fare riferimento a un conto corrente dedicato mette al riparo il contribuente da possibili sanzioni per movimenti non giustificati.

E poi, anche e soprattutto se al conto possono accedere anche altre persone, la possibilità di distinguere tra le spese personali e familiari e quelle relative all'attività professionale riduce anche i rischi di incomprensioni e di equivoci tra le parti.

In ogni caso, sia che si richieda un conto bancario per la gestione delle spese personali e sia per far confluire i ricavi professionali, occorre sempre avere a portata di mano un documento d'identità in corso di validità e alcune informazioni personali. Analizziamo quindi

  • Si deve avere un conto solo per la propria attività lavorativa?
  • Apertura di un conto corrente dedicato per partita Iva?

Si deve avere un conto solo per la propria attività lavorativa?

Liberi professionisti, lavoratori autonomi, titolari di partita Iva non hanno l'obbligo di avere un conto corrente solo per la propria attività lavorativa.

La proposta era stata avanzata solo pochi mesi fa per poi cadere nel vuoto di fronte alle proteste dei contribuenti che avrebbero dovuto affrontare nuove spese oltre che un onere burocratico aggiuntivo.

Il mancato obbligo vale per tutti i lavoratori autonomi, i negozianti, i commercianti ma anche per tutti i professionisti tra geologi, ragionieri e periti commerciali, farmacisti, ingegneri e architetti liberi professionisti, geometri, periti industriali, commercialisti, psicologi.

E poi, infermieri, avvocati, veterinari, giornalisti, consulenti del lavoro, medici liberi professionisti, chimici, agronomi, notariato, biologi. Occorre comunque disporre di un conto corrente personale per il versamento delle tasse.

Apertura di un conto corrente dedicato per partita Iva?

Al di dell'obbligatorietà per le partite Iva di disporre di un conto dedicato, sono numerosi i vantaggi che possono derivare. Pensiamo ad esempio alla possibilità di fare uso di programmi specifici per semplificare le operazioni di controllo di entrate e uscite, alla digitalizzazione dei servizi, ai software che eseguono il lavoro di verifica fiscale o all'assistenza dedicata.

In ogni caso, per chi decide di aprirlo, le informazioni che chieste al momento dell'apertura sono più o meno le stesse. Per prima cosa è necessario presentare un documento di riconoscimento, sia esso il documento d'identità valido con foto, la patente di guida o il passaporto.

La banca potrebbe chiedere altre informazioni di base aggiuntive come l'attività svolta o il numero di telefono, ma si tratta di dati sempre a portata di mano.

Occorre però ricordare che in caso di apertura di un conto congiunto ovvero intestato a più persone, l'istituto di credito chiederà l'identificazione di tutte le persone coinvolte e le informazioni personali. Nella maggior parte dei casi non occorre invece il deposito di una somma iniziale, ma non è quasi mai consentito di andare in rosso ovvero in debito con la propria banca.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il