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E' obbligatorio mettere la causale di un bonifico? No, ma conviene sempre (tutti i motivi)

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La causale non rappresenta un elemento essenziale che deve obbligatoriamente essere specificato, ma occorre prestare molta attenzione.
Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
E' obbligatorio mettere la causale di un bonifico? No, ma conviene sempre (t

Nella predisposizione di un bonifico è inevitabile che sorgono dubbi, tra cui quello relativo alla causale. La sua inclusione è obbligatoria? La preoccupazione di incappare nei controlli fiscali, considerate le tracce digitali dei movimenti bancari, è costante.

Oggi l'utilizzo di contanti per i trasferimenti di denaro è raro ed e sempre più diffuso è il ricorso a pagamenti tracciabili, in particolare attraverso bonifici. Sebbene questi ultimi siano comodi, trasparenti e pratici, potrebbero generare dubbi su come eseguirli correttamente. Approfondiamo in questo articolo:

  • Causale di un bonifico, la questione dell'obbligatorietà

  • Perché conviene inserire la causale di un bonifico

Causale di un bonifico, la questione dell'obbligatorietà

Quando si effettua un bonifico, è necessario inserire la causale? La risposta è negativa. La causale non è un elemento essenziale che deve obbligatoriamente essere specificato. Di conseguenza il pagamento può essere eseguito anche in assenza di questa indicazione.

Sebbene non sia obbligatoria, la causale risulta comunque utile non solo per monitorare i trasferimenti finanziari, ma anche per ricordare le motivazioni associate a quel particolare pagamento. Ricostruire i movimenti del conto corrente non costituisce solo un'esigenza personale, ma può risultare essenziale in caso di ispezioni da parte dell'Agenzia delle entrate.

Per fare un esempio pratico, in situazioni in cui l'Agenzia delle entrate richieda le motivazioni di uno spostamento di denaro e non vi sia chiarezza nelle finalità, l'assenza di una causale potrebbe essere un problema per il contribuente che ha effettuato il pagamento. In questi casi, specificare la causale può essere decisivo.

In caso di accertamenti, l'Agenzia delle entrate non è obbligata a accettare a occhi chiusi quanto il contribuente ha indicato nella causale come giustificazione del bonifico. Ad esempio, se utilizza la dicitura "Regalia" per un pagamento soggetto a tassazione al fine di eludere gli obblighi fiscali, la causale potrebbe rappresentare un'arma a doppio taglio.

Da un lato, vincola il contribuente se dichiara eventi sfavorevoli, ma d'altra parte, non vincola il fisco nel caso in cui si indichino eventi favorevoli al contribuente; in sostanza, la sola causale non è sufficiente a scagionare il contribuente da eventuali sospetti.

Perché conviene inserire la causale di un bonifico

La non obbligatorietà della causale nel bonifico è comprensibile alla luce di quanto abbiamo spiegato. Ma nel tempo questa informazione può risultare utile sia per il fisco sia per il contribuente, contribuendo a ricordare la motivazione del trasferimento di denaro.

Affinché la causale sia veramente utile, deve essere il più precisa possibile riguardo alle finalità del trasferimento finanziario. In certi contesti, una causale chiara e dettagliata potrebbe persino proteggere il contribuente da eventuali accertamenti fiscali. Ad esempio, consideriamo una donazione indiretta da parte di un padre al figlio per l'acquisto di una casa.

Se il bonifico del padre viene effettuato direttamente alla controparte venditrice, questo giustificherebbe l'ingresso di somme a un soggetto diverso da colui al quale l'immobile è stato venduto. Nel caso di una donazione indiretta effettuata dal conto corrente del padre a quello del figlio, il beneficiario può dimostrare che si è trattato di una donazione destinata all'acquisto di un bene per il quale non disponeva delle somme necessarie. La medesima attenzione va prestata nel caso dei giroconti, come abbiamo approfondito in questo articolo.