Elenco aiuti per chi assiste un familiare invalido 2019 di cui si può fare domanda INPS

I primi aiuti da segnalare per chi assiste un familiare invalido in base alla legge 104 sono i permessi retribuiti. Agevolazioni anche per gli invalidi civile.

Elenco aiuti per chi assiste un familiar

Non c'è solo la legge 104 a fissare gli aiuti per chi assiste un familiare invalido. Certo, si tratta dell'impianto normativo più noto e completo, anche perché è stato istituito nel 1992 e arricchito nel tempo fino al 2019 sia con nuove leggi e sia con importanti sentenze della Corte di Cassazione che, a secondo dei casi, hanno allargato o ristretto i perimetro delle agevolazioni e dei beneficiari.

Se la legge 104 si occupa dell'assistenza, dell'integrazione sociale e dei diritti delle persone con disabilità grave, a legge 118 si occupa dell'invalidità civile mentre la legge 68 si pone come finalità la promozione dell'inserimento e della integrazione nel mondo del lavoro delle persone con handicap. In tutti questi casi sono perciò previsti aiuti mirati per la cui ricezione occorre sempre fare domanda all'Inps con il certificato del medico che attesti la reale disabilità della persona richiedente sia essa il lavoratore stesso o il familiare che lo assiste.

Legge 104, aiuti per chi assiste un familiare invalido

Il primo aiuto da segnalare per chi assiste un familiare invalido in base alla legge 104 è il prolungamento del congedo parentale che spetta al genitore che assiste il figlio fino agli 8 anni di età purché in condizioni di handicap grave e in assenza di ricovero della persona assistita. Stessi requisiti nel caso dei permessi orari retribuiti per il genitore che assiste il figlio fino ai 3 anni di età e dei permessi giornalieri retribuiti per il genitore che assiste il figlio dai 3 ai 18 anni di età.

Nell'elenco delle agevolazione rientrano anche il congedo biennale retribuito, più conosciuto come congedo straordinario, e l'esenzione dal lavoro notturno per il dipendente che assiste la persona con handicap grave. Proprio il concetto di gravità è centrale per accedere agli aiuti e e alle facilitazioni previste. E tra queste rientra anche il diritto alla scelta della sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, naturalmente se sussistono le condizioni.

A questi aiuti di tipo lavorativo si aggiungono quelli tributari in base alla legge 104 che possono essere suddivisi in più categorie: per spese mediche, sanitarie e assistenziali, per auto, per la casa, per la telefonia. Sul primo versante sono previste l'applicazione di Iva agevolata e la detrazione dei costi sostenuti per protesi, carrozzine per disabili, piattaforme elevatrici, servoscala, montascale. Stessa cosa per l'acquisto di aiuti tecnici e informatici per facilitare l'autonomia e l'autosufficienza delle persone con disabilità.

Con specifiche indicazioni possono essere detratte anche le spese sanitarie e di assistenza, quelle per servizi domestici e quelle per assistenza personale. Aiuti anche per l'acquisto di un'auto con l'esenzione dalle imposte di trascrizione sui passaggi di proprietà, la cancellazione del pagamento del bollo auto, l'Iva agevolata e la detrazione dell'Irpef. Da segnalare che per le famiglie con un invalido civile o un anziano sopra i 75 anni è previsto il dimezzamento del canone mensile di abbonamento telefonico.

Invalidità civile e aiuti per chi assiste un familiare

Gli aiuti per l'invalidità civile sono invece fissati dalle legge 118. Caratteristica fondamentale è la percentuale di invalidità che apre le porte ad agevolazioni di natura assistenziale. In particolare, se maggiore del 33% si ha diritto a prestazioni protesiche e ortopediche da parte dell'Asl di residenza, se maggiore del 46% all'iscrizione nelle liste speciali dei Centri per l'impiego per l'assunzione agevolata al lavoro, se maggiore del 51% al congedo per cure, se maggiore del 67% all'esenzione dal ticket sanitario, se maggiore del 74% all'assegno mensile di assistenza e all'assegno sociale al compimento dei 65 anni,

E poi: se maggiore del 75% al versamento dei contributi lavorativi pari a due mesi per ogni anno di lavoro prestato come dipendente. Se l'invalidità è al 100% possono scattare (in base al reddito), la pensione di inabilità, l'indennità di accompagnamento, l'assegno sociale al compimento dei 65 anni.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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