Entro quanto si può stornare una fattura. Tempo massimo previsto possibile

Sono le note di credito o di debito ovvero le note di variazioni, a consentire di stornare una fattura. La procedura va seguita con molta attenzione.

Entro quanto si può stornare una fattura

Stornare un fattura: entro quanto tempo si può fare?

La possibilità di emissione di una nota di credito o di debito per stornare una fattura è legata al rispetto delle tempistiche ammesse, pari a un anno dall'operazione imponibile ai fini Iva. Oltre questo tempo, il contribuente non può effettuare alcuno storno della fattura.

In tutti i settori, compreso quello della compilazione di una fattura, sbagliare è umano. A qualunque lavoratore, professionista e azienda può capitare che arrivi il momento in cui si accorge troppo tardi di aver inviato una fattura sbagliata a un cliente. Oppure può succedere che è lo stesso cliente a richiedere una modifica per la presenza di un errore nell'importo, nell'intestazione o in qualunque altra parte del documento.

Dal punto di vista tecnico si parla di storno della fattura ovvero l'operazione di correzione o annullamento di una fattura emessa a un cliente tramite nota di variazione, sia essa di credito o di debito. Ma sempre nel rispetto dei tempi massimi previsti dalla normativa fiscale in vigore.

Si tratta di un'operazione perfettamente legale e corretta. In generale, le fatture non dovrebbero infatti essere eliminate, qualunque sia il regime fiscale adottato tra ordinario e forfettario.

Nel caso in cui vadano annullate o modificate, è di solito sufficiente una nota di variazione che permette di risolvere in modo efficace e legale il problema di una fattura. Vediamo quindi nel dettagli:

  • Stornare un fattura: entro quanto tempo si può fare
  • Nota di credito o di debito per stornare una fattura

Stornare un fattura: entro quanto tempo si può fare

Nel caso in cui una fattura vada annullata, la nota di credito o di debito rappresenta la via d'uscita nella maggior parte delle situazioni. Con l'emissione di una nota di credito, il contribuente storna l'importo in eccesso e l'Iva calcolata.

Con la nota di debito imputa al cliente l'importo mancante e la parte di Iva non calcolata. Supponiamo di aver fatturato a un cliente 500 euro ma il documento deve essere annullato. Anche la nota di credito che emettiamo per cancellarlo dovrebbe essere del medesimo importo. Dopo aver emesso la nota di credito al cliente, la fattura errata viene contrassegnata come pagata per bilanciare gli importi nella contabilità.

La nota di credito dispone di un numero univoco, proprio come la fattura ha il suo numero progressivo. È importante tenere presente che un numero di fattura non può essere riutilizzato, anche se è stata definitivamente annulla con una nota di credito. Quando si emette una fattura e ci si rende conto che deve essere annullata, bisogna tenere presente che sono previste alcune restrizioni legali, anche in riferimento ai tempi.

Tecnicamente, non si dovrebbe mai eliminare una fattura emessa ma utilizzare appunto una nota di credito per annullare la fattura. Poiché le fatture proforma non sono fatture ufficiali - devono essere sempre contrassegnate come tali e non hanno un numero di fattura - non è necessario creare una nota di credito per annullare o modificare una fattura proforma.

Una volta convertita una proforma in una fattura completa, tuttavia, dovrà essere annullata o modificata emettendo una nota di credito.

La possibilità di emissione di una nota di credito o di debito per stornare una fattura è legata al rispetto delle tempistiche ammesse, pari a un anno dall'operazione imponibile ai fini Iva. Oltre questo tempo, il contribuente non può effettuare alcuno storno della fattura.

Nota di credito o di debito per stornare una fattura

Sono quindi le note di credito o di debito ovvero le note di variazioni, a consentire di stornare una fattura.

La procedura va seguita con molta attenzione poiché le conseguenze per il contribuente sono di tipo pecuniarie. Più precisamente, per errori che riguardano importi o calcolo dell'Iva, la sanzione ca dal 100 al 200% dell'imposta non fatturata partendo da una cifra di base di 516 euro. La modifica prima della presentazione annuale della dichiarazione Iva riduce la sanzione al 10% dell'imposta non fatturata partendo da una cifra di base di 51,60 euro.

Nel caso di errori che non coinvolgono importi e calcolo dell'Iva, come ad esempio il mancato rispetto del numero progressivo della fattura, la sanzione ammonta da 258 euro a 2.065 euro. La modifica prima della presentazione annuale della dichiarazione Iva abbatte la multa a 25,80 euro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il