Entro quanto tempo massimo si può correggere una fattura pagata o no nel 2020-2021

La fattura è un documento fiscale complesso anche perché contiene una lunga serie di informazioni da indicare con cura per evitare di correggerla.

Entro quanto tempo massimo si può correg

Fattura già pagata, entro quanto tempo si può correggere?

La partita Iva può correggere e inviare la fattura elettronica relativa a un'operazione effettuata e saldata se non è stata inviata al Sistema di interscambio dell'Agenzia delle entrate. Se la fattura già pagata è stata già trasmessa allo Sdi ci sono 5 giorni a disposizione.

La gestione della contabilità e degli oneri amministrativi è un altro compito sulle spalle delle partite Iva. Anzi, è proprio una di quelle attività da seguire con estrema attenzione perché gli errori possono essere pagati a cari prezzo.

Anche se la fatturazione elettronica ha introdotto maggiore chiarezza e semplificazione nella gestione delle procedure, porta con sé elementi di complessità rispetto alla tradizionale fattura cartacea. Pensiamo ad esempio al caso della correzione di una fattura dopo che è stata pagata.

In questa circostanza occorre tirare in ballo il Sistema di interscambio Sdi dell'Agenzia delle entrate che risponde ai requisiti di leggibilità, integrità e autenticità, e agire in tempi stretti. La procedura può essere articolata e necessita di attenzione e solerzia che potrebbero mal conciliarsi con la necessità di agire tempestivamente:

  • Fattura già pagata, entro quanto tempo si può correggere
  • Compilare correttamente la fattura per non correggerla

Fattura già pagata, entro quanto tempo si può correggere

Nel contesto di questa procedura, è possibile correggere e inviare la fattura elettronica relativa a un'operazione effettuata e saldata se non è stata inviata al Sistema di interscambio dell'Agenzia delle entrate.

Diverso è il caso se la fattura già pagata è stata invece già trasmessa allo Sdi, ma è stata scartata per la presenza di un errore. In questo caso la partita Iva ha a disposizione 5 giorni per la rettifica e l'invio con il medesimo numero e la stessa data riportata nella fattura originaria.

Il terzo caso è invece quello della fattura già pagata con errori di contenuto e non formali, come l'indicazione di un importo errato in relazione ai beni o servizi venduti o erogati, ma accettata dal Sistema di interscambio dell'Agenzia delle entrate. La fattura non può essere corretta ma la partita Iva può emettere una nota di variazione in aumento oppure in diminuzione rispetto all'importo indicato nella fattura.

Compilare correttamente la fattura per non correggerla

La fattura elettronica è la sola modalità di emissione accettata dalla pubblica amministrazione. La fattura è un documento fiscale complesso anche perché contiene una lunga serie di informazioni da indicare con cura.

Si tratta della data di emissione, del numero progressivo che la identifichi in modo univoco e della ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti.

Ecco quindi il numero di partita Iva del soggetto cedente o prestatore, la ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti, e il numero di partita Iva del soggetto cessionario o committente ovvero, in caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell'Unione europea, numero di identificazione Iva attribuito dallo Stato membro di stabilimento; nel caso in cui il cessionario o committente residente o domiciliato nel territorio dello Stato non agisce nell'esercizio d'impresa, arte o professione, codice fiscale.

La fattura contiene anche la natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell'operazione, i corrispettivi ed altri dati necessari per la determinazione della base imponibile, compresi quelli relativi ai beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono, i corrispettivi relativi agli altri beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono.

Infine, spazio all'aliquota, ammontare dell'imposta e dell'imponibile con arrotondamento al centesimo di euro, alla data della prima immatricolazione o iscrizione in pubblici registri e numero dei chilometri percorsi, delle ore navigate o delle ore volate, se trattasi di cessione intracomunitaria di mezzi di trasporto nuovi.

E infine all'annotazione che è emessa, per conto del cedente o prestatore, dal cessionario o committente ovvero da un terzo.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il