Entro quanto tempo massimo un amministratore di condominio deve rispondere? Tutti i casi 2021 per leggi attuali

Spetta ai singoli regolamenti condominiali stabilire tempo massimo entro cui un amministratore di condominio deve rispondere. Cosa prevedono leggi in vigore

Entro quanto tempo massimo un amministra

Entro quanto tempo massimo un amministratore di condominio deve rispondere?

Le leggi in vigore prevedono generalmente un tempo massimo entro cui un amministratore stabilito dai singoli regolamenti di condominio. Se i regolamenti di condominio non prevedono nulla in tal senso, si fa di solito riferimento alla norma generale relativa alla, diffida ad adempiere, che fissa un tempo massimo per una risposta a questi in 15 giorni, ma può essere deciso anche un altro termine. Non esiste, però, una normativa specifica sul tempo necessario entro cui un amministratore di condominio deve dare una risposta ad uno o più condomini. 

Entro quanto tempo massimo un amministratore di condominio deve rispondere? Sono diversi doveri e obblighi cui un amministratore di condominio, una volta nominato, deve assolvere per mantenere il suo ruolo e non essere revocato prima dal suo incarico.

Diversi i compititi spettanti all’amministratore di condominio, soprattutto in tema di gestione delle cose condominiali, riscossione delle spese condominiali spettanti a tutti i condomini senza alcuna esclusione ed esenzione, decisioni per lavori urgenti in condominio. Vediamo di seguito quando e come un amministratore di condominio è tenuto a rispondere a quesiti dei condomini.

  • Amministratore di condominio entro quanto tempo deve rispondere
  • Cosa succede se amministratore di condominio non risponde in tempi previsti 

Amministratore di condominio entro quanto tempo deve rispondere

Secondo quanto stabilito dalle leggi 2021 attuali, un amministratore di condominio deve, per legge, rispondere sia ai consiglieri e sia a qualsiasi condomino si rivolga a lui esponendo qualche quesito o richiesta.

Le leggi in vigore prevedono generalmente un tempo massimo entro cui un amministratore stabilito dai singoli regolamenti di condominio. Se i regolamenti di condominio non prevedono nulla in tal senso, si fa di solito riferimento alla norma generale relativa alla, diffida ad adempiere, che fissa un tempo massimo per una risposta a questi in 15 giorni, ma può essere deciso anche un altro termine.

Non esiste, però, una normativa specifica sul tempo necessario entro cui un amministratore di condominio deve dare una risposta ad uno o più condomini. 

Il rischio che un amministratore che non risponde entro un termine congruo se non stabilito dal regolamento di condominio ai consiglieri o condomini che a lui si rivolgono corre è quello di non essere riconfermato nel suo ruolo o essere diffidato in corso di nomina. 

Cosa succede se amministratore di condominio non risponde in tempi previsti 

Le mancate risposta parte dell’amministratore di condominio ai condomini nei tempi stabiliti dalla legge possono avere conseguenze risultando inadempimenti dell'amministratore di condominio nello svolgimento delle sue mansioni.

Ci sono, però, anche casi in cui se un amministratore di condominio non risponde nei tempi previsti, o non risponde per nulla, non rischia di incorrere in alcun problema. 

Per esempio, non sussiste alcun rischio per l’amministratore di condominio che non risponde nei seguenti casi:

  • per richieste inutili;
  • se un condomino fa domande o richieste già fatte e a cui l'amministratore ha già risposto;
  • se viene interpellato in situazioni di rapporti tra vicini, in cui non ha alcun dover e nè responsabilità.


 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il