Entro quanto tempo un assegno deve essere depositato in banca. Esiste scadenza o no

Quali sono i tempi entro i quali un assegno deve essere depositato in banca e ulteriori chiarimenti: cosa c’è da sapere

Entro quanto tempo un assegno deve esser

Entro quanto tempo un assegno deve essere depositato in banca?

Stando a quanto previsto alle norme attualmente in vigore nel nostro Paese, esistono dei tempi da rispettare per il deposito di un assegno in banca che sono, in particolare, di 8 giorni dalla data di emissione se si tratta di assegno pagabile nello stesso Comune in cui è stato emesso e di 15 giorni dalla data di emissione se si tratta di assegno pagabile in un Comune differente da quello di emissione.

Esiste un termine di scadenza per depositare un assegno in banca? Quado si riceve un assegno può capitare di non avere urgenza di depositare l’assegno in banca per incassare i soldi, ma è bene sapere che esistono tempi da rispettare per il deposito di un assegno in banca. Vediamo se esiste e qual è la scadenza di deposito di un assegno in banca.

Esiste scadenza o no per depositare assegno in banca

Stando a quanto previsto dalle regole in vigore, esiste una scadenza per il deposito dell’assegno in banca. Generalmente, bisognerebbe depositare subito l’assegno in banca in modo da incassare la somma prevista, ma se per motivi imprevisti non si deposita subito l’assegno in baca bisogna rispettare determinate scadenze.

Il tempo entro cui un assegno deve essere depositato in banca è, infatti, di:

  • 8 giorni dalla data di emissione se deve essere depositato nello stesso Comune in cui è stato emesso (assegno su piazza);
  • 15 giorni dalla data di emissione se deve essere depositato e in un Comune diverso da quello di emissione (assegno fuori piazza);
  • 20 giorni dalla data di emissione se è pagabile in uno Stato diverso da quello in cui è stato emesso ma rientrante nei confini dell'Ue o appartenente al bacino del Mediterraneo;
  • 60 giorni dalla data di emissione se è pagabile in uno Stato diverso da quello in cui è stato emesso e appartenente ad un altro Continente.

La scadenza dei termini appena indicati non impedisce di chiedere anche dopo il pagamento dell'assegno ma è bene sapere che una volta scaduti i termini sopra riportati chi ha emesso l’assegno può ripensarci e chiedere alla banca di interrompere il pagamento del denaro, anche nel caso si tratti di assegno postdatato.

Se poi al momento del deposito dell’assegno e dell’incasso, non ci fossero soldi sul conto corrente di chi ha fatto l’assegno, il beneficiario può richiedere il protesto, atto di un Pubblico Ufficiale che attesta che il mancato pagamento dell’assegno, che può essere sia per indisponibilità di soldi sia per rifiuto di pagamento, e ottenere così il pagamento dovuto.

Ricordiamo a tal proposito che chi riceve pagamenti con assegno e desidera essere sicuro del pagamento può tranquillamente chiedere che venga emesso un assegno circolare, che assicura la presenza sul conto del denaro per coprire l’assegno rendendo impossibile il protesto di un assegno circolare.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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