Eredità con debiti da pagare. Cosa e quanto devono pagare eredi

Cosa fare e cosa accade quando si riceve insieme ad una eredità anche un debito: come e chi deve ripagarlo e in che misura

Eredità con debiti da pagare. Cosa e quanto devono pagare eredi

Cosa accade se con l’eredità si ereditano anche debiti?

Nei casi in cui un eventuale erede accetta l’eredità di un familiare defunto, insieme ad essa potrebbe ereditare anche eventuali debiti di cui è responsabile nella misura della quota che gli spetta per eredità. Ogni erede è infatti responsabile di una quota di debito. Se non si accetta l’eredità, non si ha alcun debito da ripagare.

 

Quando scompare qualcuno la sua eredità passa in successione ai suoi eredi e se il defunto ha lasciato testamento non ci sono problemi di eredità perché lo stesso scomparso ha volontariamente lasciato e suddiviso i suoi averi tra i familiari mentre se non c’è testamento si parla di eredità legittima ed è la legge che stabilisce le quote di eredità che spettano agli eredi del defunto, in base all’asse familiare.

Come viene divisa l’eredità senza testamento

La legge, infatti, prevede che le quota di eredità o altri diritti nella successione spettino al coniuge, ai figli legittimi, ai figli naturali, agli ascendenti legittimi, specificando che i figli legittimati e adottivi sono equiparati ai figli legittimi. L’ articolo 565 individua tra gli eredi legittimi nei casi di eredità senza testamento figli, genitori, fratelli, sorelle, nipoti, nonno, altri parenti entro il sesto grado, per esempio i cugini, che sono parenti di quarto grado o i nipoti in linea retta dei cugini, parenti di sesto grado.

Se questo è l’asse ereditario che si rispetta per la successione dell’eredità senza testamento cosa accade se alla sua scomparsa il defunto lascia debiti? I debiti lasciati dalla persona scomparsa passano agli eredi, tocca a loro pagare?

Eredità e debiti: chi paga

Nel caso in cui una persona scompare lasciando debiti, gli eredi che accettano l’eredità si fanno carico anche dei debiti che vengono ugualmente divisi tra gli eredi stessi. La quota di debito che tocca pagare all’erede è pari alla quota di eredità ricevuta. Si hanno 10 anni di tempo per decidere se accettare l’eredità, rifiutarla o accettarla con beneficio di inventario. Nel caso in cui l’eredità non si accetti, allora non scatterà alcun debito nei propri confronti e quello che avrebbe dovuto essere l’erede non sarà tenuto al pagamento di nulla.

E’ bene chiarire, dunque, che un creditore che aveva debiti con il defunto non può pretendere che sia un unico erede a pagare l’intero debito, dovendo quest’ultimo essere ugualmente diviso tra tutti gli eredi in base alle loro relative quote. Si parla, come stabilito dal Codice Civile, di responsabilità parziaria o responsabilità per quote.

Proprio per recuperare il debito da tutti gli eredi coinvolti nella successione dell’eredità, il creditore deve presentare una richiesta per ogni erede. Solo l’Agenzia delle può chiedere il risarcimento di un debito interamente ad un solo erede che poi è libero di farsi restituire le rispettive quote dagli altri eredi. E’ bene sapere che in tal caso, non ricadono sugli eredi debiti accumulati, per esempio, per multe per violazione al codice della strada, per imposte come Imu o Tares, e cartelle esattoriali.

Se un erede non paga la sua quota cosa accade

Ciò che spesso ci si chiede nei casi in cui avuta un’eredità si ereditano anche debiti è cosa accade se un altro erede non paga la sua quota di debito: in tal caso, potremmo dire, che all’erede che provvede al pagamento della sua quota di debito non accade nulla e non sarà mai responsabile del pagamento dovuto da un altro erede.

I creditori, in tal caso, continueranno a rifarsi ed agire sempre nei confronti dell’erede che non paga la sua quota di debito e non possono mai rivolgersi agli altri eredi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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