Eredità dello zio senza moglie e figli, a chi va se non c'è testamento

Chi riceve l’eredità di uno zio senza moglie e figli tra fratelli, sorelle, nipoti e genitori: cosa prevede la legge per eredità con e senza testamento

Eredità dello zio senza moglie e figli, a chi va se non c'è testamento

Se uno zio senza moglie e figli muore a chi va l’eredità?

Nel caso di scomparsa di uno zio senza moglie e figli l’eredità va a fratelli e sorelle del defunto e solo se in loro mancanza va ai nipoti. Se però lo zio defunto ha lasciato testamento nominando anche i nipoti eredi, allora il patrimonio va diviso secondo le quote ereditarie previste dalla legge.

 

Nel caso di scomparsa di uno zio che abbia lasciato testamento e che non abbia moglie e figli, l’eredità viene divisa seguendo le regole della successione previste dalla legge italiane rispettando le quote legittime per gli eredi legittimari. Se, invece, lo zio scomparso senza moglie e figli non ha lasciato alcun testamento, allora l’eredità viene divisa in base alla successione legittima che prevede che, in mancanza di moglie e figli, l’eredità vada agli ascendenti, fratelli e sorelle e, in loro mancanza, ai nipoti.
 

A chi va l’eredità se muore uno zio senza moglie e figli?

Se con la morte con testamento, la successione segue le regole delle quote legittime per cui se la persona scomparsa ha solo i propri genitori, il testamento deve destinare almeno 1/3 del patrimonio ai medesimi; se la persona scomparsa lascia solo l’altro coniuge, il testamento deve destinare almeno la metà del patrimonio al medesimo; e se la persona scomparsa lascia i propri genitori e l’altro coniuge, il testamento deve destinare almeno 1/4 del patrimonio agli ascendenti e la metà dello stesso al consorte, le cose cono diverse con la scomparsa senza testamento.

Se uno zio, infatti, muore e non lascia testamento l’eredità, secondo la legge italiana, deve essere così divisa:

  1. intera eredità al coniuge superstite, in mancanza di altri parenti prossimi come genitori, fratelli e sorelle;
  2. per 2/3 all’altro coniuge e per 1/3 a fratelli e sorelle, se presenti, con quote divise in parti uguali;
  3. intera eredità a fratelli e sorelle, in mancanza di altri parenti prossimi;
  4. ai nipoti per 1/3 del patrimonio se il defunto non ha figli e ascendenti.

Beneficiano, dunque, dell’eredità di uno zio senza moglie e figli fratelli o sorelle del defunto e in loro mancanza o in loro rappresentanza i nipoti del defunto con divisione dell’eredità, nel caso fossero più nipote, in parti e quote stabilite dalla legge.

Quando l’eredità di uno zio defunto va ai nipoti

Nel caso di morte di uno zio senza moglie e figli, se il defunto ha lasciato un testamento nominando anche i nipoti come eredi, questi ultimi hanno il diritto a succedere in una quota percentuale del patrimonio che deve essere, per legge, ripartito tra gli altri eredi di comune accordo o con l’intervento del giudice.

Se uno zio muore e non lascia testamento, invece, l’eredità va ai nipoti solo se il proprio genitore, che sarebbe un fratello o una sorella dello zio defunto, sia già morta e lo zio non ha moglie e figli. Se, invece, in mancanza di moglie e figli dello zio, vi sono fratelli e sorelle, i nipoti non ereditano nulla e non ereditano nulla anche nel caso siano ancora in vita i genitori dello zio defunto o anche uno solo. In tal caso, infatti, l’eredità andrebbe per metà al genitore in vita e ai fratelli secondo la divisione in quote previste dalla successione legittima.

Il nipote è, dunque, destinatario dell’eredità dello zio solo se l’eredità sarebbe dovuta andare al proprio genitore ma è deceduto prima dello zio senza moglie e figli. E’ bene precisare che se il genitore del nipote, cioè fratello o sorella dello zio scomparso, eredita e rinuncia all’eredità, il figlio, cioè il nipote dello zio defunto, può accettare l’eredità.

Ricordiamo che se ci fossero debiti del defunto, se si rinuncia all’eredità si rinuncia anche ai debiti che non devono essere saldati dell’erede ma se si accetta l’eredità allora bisogna anche ottemperare al pagamento dei debiti eventualmente esistenti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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