Eredità in caso di convivenza con figli o senza figli secondo normativa 2019-2020

Cosa cambia nell’eredità tra conventi se ci sono o meno figli nati dalla coppia: regole e chiarimenti secondo normativa attuale

Eredità in caso di convivenza con figli o senza figli secondo normativa 2019-2020

Cosa prevede la normativa per eredità tra conviventi?

Stando a quanto previsto dalla normativa attuale, non è prevista alcuna successione ereditaria per i conviventi, nonostante si tratti di una convivenza di fatto formalizzata, sia con che senza figli. L’unica differenza in tal senso vale per i figli. Ai conviventi, infatti, non spetta l’eredità del convivente defunto a meno di un testamento scritto, mentre ai figli sì.

 

Con l’approvazione della Legge Cirinnà sono state riconosciute le convivenze di fatto come famiglie la cui formalizzazione avviene semplicemente registrando la convivenza al registro anagrafe del proprio Comune di residenza. Questa formalizzazione vale per le coppie che decidono di ufficializzare il loro rapporto senza convolare a nozze.

Registrare al registro anagrafe del Comune la convivenza di fatto significa rispettare poi diritti e doveri che tale formalizzazione implica anche se diversi da quelli ufficialmente previsti per due persone che si sposano. Cosa prevede la normativa 2019-2020 per l’eredità tra conviventi?

  • Eredità in caso di convivenza senza figli secondo normativa 2019-2020
  • Eredità in caso di convivenza con figli normativa 2019-2020

Eredità in caso di convivenza senza figli secondo normativa 2019-2020

La questione dell’eredità tra conviventi interessa non poche persone e si affronta chiaramente in maniera diversa rispetto all’eredità tra persone sposate. L’eredità di beni e patrimoni viene trasmessa ad altri soggetti individuati in base alle norme del diritto ereditario e che coinvolgono familiari e parenti più stretti. Gli eredi, generalmente, possono essere legittimi o testamentari nel caso in cui sia presente o meno un valido testamento.

Gli eredi legittimi sono individuati dalla normativa e sono coloro a cui spetta l’eredità se il defunto non ha lasciato testamento e sono:

  • coniuge;
  • discendenti;
  • ascendenti;
  • collaterali;
  • altri parenti sino al sesto grado;
  • lo Stato.

Stando a quanto previsto dalla normativa 2019-2020, se il defunto decide di disporre dei propri beni scrivendo testamento, comunque avrebbe limitata libertà considerando le norme relative alla quota di legittima che pur facendo testamento bisogna rispettare.

La quota di legittima è la parte di eredità che spetta di diritto agli eredi legittimari e che non può essere ridotta o annullata dalle volontà espresse in un testamento.

Non rientra tra gli eredi legittimi di un defunto il convivente: nonostante il riconoscimento di una serie di diritti per i conviventi, la normativa attuale non prevede disposizioni specifiche per l’eredità tra conviventi senza figli. I conviventi, soprattutto se senza figli, non hanno particolari diritti successori e nemmeno il contratto di convivenza registrato in Comune rappresenta una strada di accesso all’eredità del convivente.  

Dunque, nei casi di decesso di uno dei due conviventi, l’altro non ha alcun diritto ereditario, a meno che il defunto non abbia espresso le sue volontà tramite un testamento. In caso contrario, l’eredità andrà ai suoi familiari e parenti più prossimi.

Eredità in caso di convivenza con figli normativa 2019-2020

La situazione non cambia molto nel caso di eredità tra conviventi con figli. Nel caso di decesso di uno dei due conviventi genitori, al convivente superstite non spetterebbe comunque nulla di beni e patrimoni del convivente defunto.

L’eredità del convivente defunto spetta, invece, al figlio nato dalla convivenza che ha pieno diritto alla successione, ma non ha alcun diritto nei confronti dei parenti dei genitori e questo significa che la parentela si instaura solo in linea diretta per cui il figlio naturale di conviventi di fatto eredita solo dai genitori e dai nonni.

Il figlio legittimo nato, invece, nel matrimonio eredita da tutti i parenti fino al sesto grado di parentela. Un figlio naturale, però, se uno dei due genitori pur se conviventi decede gode di eguali diritti ereditari di un figlio legittimo.

Altra certezza è che nel caso di decesso di uno dei due conviventi, in presenza di figli, l’altro convivente mantiene il diritto a continuare a vivere nell’abitazione della convivenza. Nel caso di conviventi senza figli, il convivente superstite, nel caso di casa di proprietà del convivente defunto, deve lasciare l’immobile, altrimenti potrebbe essere accusato di appropriazione indebita perseguibile penalmente.

L’unica concessione fatta ai conviventi nei casi di decesso di uno dei due per quanto riguarda la casa di convivenza è che in caso di decesso del convivente proprietario della casa di abitazione della coppia il convivente superstite può continuare ad abitarvi per due anni o per un periodo pari alla convivenza se questa è superiore a due anni, ma comunque non oltre cinque anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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