Esiste la pensione di reversibilità quando muore chi prende la pensione di invalidità o no

Pensione di reversibilità quando muore chi prende la pensione di invalidità: cosa prevedono regole in vigore e a chi spetta

Esiste la pensione di reversibilità quan

Esiste la pensione di reversibilità quando muore chi prende la pensione di invalidità?

Stando alle leggi in vigore, non essendo la pensione di invalidità una vera e propria forma di pensione ma piuttosto un trattamento assistenziale erogato dall’Inps e non è reversibile. La pensione di invalidità si trasforma in pensione di vecchiaia nel momento in cui il soggetto matura i normali requisiti per la pensione e a condizione di cessare, chiaramente, l’attività e in tal caso la pensione percepita diventa pensione di reversibilità.
 

Quando una persona scompare e percepisce la pensione il trattamento è reversibile ai familiari superstiti, in percentuali definite dalla legge, e si parla di pensione di reversibilità. La pensione di reversibilità è un trattamento pensionistico erogato dall'Inps ai familiari superstiti della persona deceduta. La pensione di invalidità non è una vera e propria forma di pensione ma è un trattamento assistenziale erogato dall’Inps e non è reversibile. Vediamo di seguito se esiste la pensione di reversibilità quando muore chi prende la pensione di invalidità.

  • Pensione di reversibilità quando muore chi prende la pensione di invalidità esiste o no
  • Pensione di reversibilità ai familiari superstiti

Pensione di reversibilità quando muore chi prende la pensione di invalidità esiste o no

Stando alle leggi in vigore, non essendo la pensione di invalidità una vera e propria forma di pensione ma piuttosto un trattamento assistenziale erogato dall’Inps, non è reversibile. La pensione di invalidità si trasforma in pensione di vecchiaia nel momento in cui il soggetto matura i normali requisiti per la pensione e a condizione di cessare, chiaramente, l’attività e in tal caso la pensione percepita diventa pensione di reversibilità.

Il motivo per cui, dunque, la pensione di invalidità non è reversibile è che si tratta di un trattamento che viene erogato ad un soggetto in virtù della sua condizione invalidante, debitamente riconosciuta e certificata dallo stesso Inps, tra l’altro, per cui non si tratta di una vera e propria di pensione legata al versamento dei contributi.

Ciò non significa che quando muore una persona che percepisce la pensione di invalidità non esiste la pensione di reversibilità. Se, infatti, è vero che la pensione di invalidità non è reversibile è anche vero la pensione di di invalidità si trasforma in pensione di vecchiaia al compimento dell'età pensionabile sempre che ne sussistano i requisiti di legge e che il beneficiario abbia cessato l'attività lavorativa e in tal caso se il soggetto che arriva a percepire la pensione finale muore, allora la sua pensione è reversibile.

La reversibilità della pensione esiste anche quando muore una persona che percepisce la pensione di invalidità e non abbia maturato i requisiti per la pensione finale. In tal caso, infatti, ai superstiti spetta la pensione indiretta. 

In particolare, se una persona che prende la pensione di invalidità muore, senza essere ancora arrivata alla pensione, ma ha maturato almeno 15 anni di contributi versati in tutta la sua vita previdenziale o almeno 5 anni di contributo di cui almeno 3 versati nei cinque anni precedenti la morte, allora ai familiari superstiti spetta la pensione indiretta. 

Pensione di reversibilità ai familiari superstiti

Quando una persona che prende la pensione di invalidità matura i requisiti pensionistici e muore, ai familiari superstiti spetta la pensione di reversibilità che spetta in maniera diversa in base al rapporto di parentela. Se muore uno dei due coniugi, la pensione di reversibilità scatta in automatico per la moglie o il marito superstite, in misura differente a seconda della presenza e del numero di figli, e anche se la coppia è separata.

La pensione di reversibilità spetta, infatti, oltre che al coniuge superstite, anche ai figli, che siano legittimi, legittimati, adottivi, affiliati, naturali, legalmente riconosciuti, purché alla data del decesso del genitore siano minori di 18 anni, studenti di scuola media superiore di età compresa tra i 18 e i 21 anni, a carico del genitore, studenti universitari per tutta la durata del corso legale di laurea e comunque non oltre i 26 anni, inabili a carico del genitore senza limiti di età. 

Quando non ci sono né coniuge né figli, la pensione di reversibilità spetta ai genitori del lavoratore deceduto, purché abbiano almeno 65 anni di età e non siano titolari di pensione diretta o indiretta e, alla data del decesso, risultino a carico del figlio.


 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il