Esonero da turni di notte per depressione. Quando può esserci. Tutti i casi 2020 previsti

Per lavoro notturno da cui può essere chiesto l'esonero si intende quello svolto tra le 22 e le 5, tra le 23 e le 6 e tra le 24 e le 7. Ecco come fare e quali sono le norme.

Esonero da turni di notte per depression

C'è la possibilità di dire no al lavoro notturno. Lo prevede l'articolata legislazione in vigore secondo cui alcune categorie possono chiedere ed essere formalmente esonerati dalle attività nelle ore notturne e tra queste rientrano anche le persone a cui è stata certificata la depressione.

Ma prima di vedere i casi possibili ovvero il funzionamento di questa opzione occorre intendersi sul significato di lavoro notturno.

Con questa definizione non si intende semplicemente lo svolgimento delle mansioni nelle ore differenti da quelle diurne perché è ricompresa una fascia oraria ben precisa così come una durata predeterminata. In particolare per lavoro notturno da cui può essere chiesto l'esonero si intende quello svolto tra le 22 e le 5, tra le 23 e le 6 e tra le 24 e le 7.

Non solo, per essere definito tale con tutte le conseguenze che comporta, occorre che almeno 3 ore del tempo di lavoro giornaliero sia svolto in modo normale e un'altra parte in base alle disposizioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro.

Fissati questi principi possiamo entrare nei dettagli del rapporto che c'è tra depressione ed esonero dai turni di lavoro notturno e quindi quando può essere richiesto. Vediamo tutto in questo articolo in cui analizziamo nei dettagli

  • Depressione ed esonero da turni di notte: quando può essere richiesta
  • Tutti i casi previsti di esonero da turni di notte per depressione

Depressione ed esonero da turni di notte: quando può essere richiesta

Con la depressione scatta la possibilità di richiedere l'esonero dal turno di lavoro notturno purché la malattia sia certificata nell'ambito della legge 104.

L'Inps riconosce infatti al lavoratore affetto da tale patologia una riduzione della capacità di lavorare e dunque una percentuale d'invalidità (approfondiamo tutti i casi possibili nel paragrafo successivo). L'esonero non è automatico perché occorre l'esplicita certificazione del medico di riconoscimento dell'idoneità al lavoro notturno che può essere parziale o totale.

La mancata obbligatorietà a lavorare tra le 22 e le 5, tra le 23 e le 6 e tra le 24 e le 7 (laddove previsto) scatta anche quando si è genitore di un figlio fino a 3 anni, di assistenza a un familiare con disabilità, si il solo affidatario di un figlio fino a 12 anni. In ogni caso occorre considerare le specificità contenute nel proprio contratto collettivo nazionale di lavoro.

Tutti i casi previsti di esonero da turni di notte per depressione

Condizione fondamentale affinché la depressione possa essere una ragione per l'esonero dal lavoro notturno in base alla legge 104 è la certificazione da parte del proprio medico curante e successivamente dalla commissione medica dell'Azienda sanitaria del proprio territorio.

Non tutte le forme di depressione danno diritto alle medesime facilitazione. La normativa in vigore individua infatti numerosi casi con l'associazione di percentuali differenti. Più precisamente, tutti i casi previsti di esonero da turni di notte per depressione sono i seguenti:

  • anoressia nervosa: invalidità riconosciuta dal 75 al 100%
  • depressione maggiore, episodio ricorrente: invalidità riconosciuta dal 61 all'80%
  • depressione maggiore, episodio ricorrente: invalidità riconosciuta del 100%
  • disturbi deliranti come paranoia, parafrenia, delirio condiviso, altri: invalidità riconosciuta del 75%
  • disturbo amnesico persistente indotto da sostanze: invalidità riconosciuta del 100%
  • disturbo bipolare I: invalidità riconosciuta dal 61 all'80%
  • disturbo bipolare I: invalidità riconosciuta del 100%
  • disturbo bipolare II e disturbo bipolare sai: invalidità riconosciuta del 75%
  • disturbo schizoaffettivo: invalidità riconosciuta del 100%
  • ritardo mentale di media gravità: invalidità riconosciuta dal 61 all'80%
  • ritardo mentale grave e profondo: invalidità riconosciuta del 100%
  • schizofrenia di tipo disorganizzato, catatonico, paranoide, non specificata: invalidità riconosciuta del 75%
  • schizofrenia di tipo disorganizzato, catatonico, paranoide, non specificata: invalidità riconosciuta del 100%
  • schizofrenia residuale: invalidità riconosciuta del 100%
  • schizofrenia residuale: invalidità riconosciuta del 75%

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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