Estensione permessi e benefici legge 104 a più familiari con nuova circolare INPS 2022

L'Inps conferma l'allargamento della platea dei beneficiari della legge 104. Ecco tutte le novità operative, ma resta ancora una importante esclusione.

Estensione permessi e benefici legge 104

Permessi e benefici legge 104, a chi sono stati estesi?

I permessi e i benefici legge 104 sono estesi anche ai familiari del partner dell'unione civile, ma non ai conviventi di fatto.

La novità è presto detta: i permessi e i benefici legge 104 sono estesi anche ai familiari del partner dell'unione civile. L'Inps ha reso noto le condizioni per accedere alle agevolazioni e alle opportunità previste dalla normativa anche in caso di assistenza ai parenti dell'unito civilmente.

Si tratta di un passo in avanti che allinea la normativa nazionale con quella europea. L'obiettivo è garantire parità di trattamento e superare le discriminazioni basate sull'orientamento in materia di occupazione, condizioni di lavoro e retribuzione. Vediamo da vicino le novità e dunque:

  • Permessi e benefici legge 104, a chi sono stati estesi

  • Congedo straordinario 2022, come cambia secondo l'Inps

Permessi e benefici legge 104, a chi sono stati estesi

Il documento di riferimento sull'estensione di permessi e benefici legge 104 a più familiari è la circolare 36 del 7 marzo 2022. Condizione di base fondamentale è l'assistenza a disabili in condizione di gravità.

In ballo c'è innanzitutto il diritto ai tre giorni di permessi mensili retribuiti in favore di lavoratori dipendenti che prestano assistenza al coniuge, a parenti o ad affini riconosciuti in condizioni di grave disabilità.

Ecco quindi la concessione del congedo straordinario in favore di soggetti con disabilità grave con tanto di fissazione di un ordine di priorità dei soggetti. Ed è il seguente:

  • il coniuge convivente o la parte dell'unione civile convivente della persona disabile in situazione di gravità

  • il padre o la madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente o della parte dell'unione civile convivente

  • uno dei figli conviventi della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell'unione civile convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti

  • uno dei fratelli o sorelle conviventi della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell'unione civile convivente, entrambi i genitori e i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti

  • un parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell'unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli o sorelle conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti

  • uno dei figli non ancora conviventi con la persona disabile in situazione di gravità, ma che tale convivenza instauri successivamente, nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell'unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli o sorelle conviventi, i parenti o affini entro il terzo grado conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti

Congedo straordinario 2022, come cambia secondo l'Inps

Anche con riferimento al congedo straordinario nel contesto della legge 104, il diritto per i lavoratori del settore privato va riconosciuto all'unito civilmente oltre che nel caso in cui in cui questi presti assistenza all'altra parte dell'unione, anche nel caso in cui rivolga l'assistenza a un parente dell'unito.

Allo stesso modo i parenti di una parte dell'unione civile avranno diritto ad assistere l'altra parte dell'unione. Resta fermo il limite del terzo grado di affinità e il requisito della convivenza con l'affine disabile grave da assistere. In questo contesto si segnala tuttavia l'esclusione per i conviventi di fatto.

Come previsto dalla normativa vigente, al solo fine di assicurare l'effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall'unione civile tra persone dello stesso sesso, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole coniuge, coniugi o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso. E ancora: la disposizione di cui al periodo precedente non si applica alle norme del codice civile non richiamate espressamente nella presente legge.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il