Evasione fiscale nulla se si paga il dovuto prima della verifica e accertamento Guardia di Finanza

L'attività di verificare per scovare forme di evasione fiscale inizia con l'analisi dell'attività d'impresa, commercio, arte o professione.

Evasione fiscale nulla se si paga il dov

Se si paga il debito prima dell'accertamento l'evasione fiscale viene annullata?

Sì, secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione, se il contribuente versa al fisco quanto dovuto prima che scatti l'accertamento degli uomini delle Fiamme gialle, la contestazione viene a cadere.

Ci sono tanti modi con cui si concretizza l'evasione fiscale. Pensiamo ad esempio alla mancata emissione di uno scontrino o della ricevuta fiscale oppure con la messa in atto di articolate frodi fiscali. In pratica è il mancato pagamento delle imposte dovute allo Stato che si traduce di una sanzione una volta scoperti.

Una recente sentenza della Cassazione apre però nuovi scenari perché cancella l'evasione fiscale in caso di pagamento di quanto nascosto prima della verifica e dell'accertamento della Guardia di finanza.

Vediamo tutto nel dettaglio, ma è indispensabile conoscere le fasi del controllo fiscale che iniziano con l'iniziativa del contribuente che siano ad esempio la presentazione della dichiarazione dei redditi o il versamento di una imposta, per poi proseguire con il contrasto alle eventuali violazioni degli obblighi tributari per concludersi con l'avviso di accertamento.

In pratica è l'atto con cui viene formalmente notifica la pretesa tributaria al contribuente a seguito dell'attività di controllo. Vediamo quindi

  • Se si paga il debito prima dell'accertamento evasione fiscale annullata
  • Verifiche della Guardia di finanza per scoprire l'evasione fiscale

Se si paga il debito prima dell'accertamento evasione fiscale annullata

Dal punto di vista strettamente amministrativo, il controllo fiscale nel procedimento di contrasto all'evasione fiscale si sostanzia in 4 passaggi. Prima la definizione della programmazione dei controlli che gli uffici devono svolgere nell'anno. Poi si passa all'acquisizione e alla valutazione di tutti gli elementi capaci di giustificare la pretesa fiscale.

Quindi alla determinazione del contenuto e della tipologia dell'atto per poi provvedere alla formazione e all'emanazione. Infine all'attivazione delle procedure di notificazione dell'atto al contribuente.

Rispetto a questo percorso, la Corte di Cassazione ha fissato un importante principio: se il contribuente versa al fisco quanto dovuto prima che scatti l'accertamento degli uomini delle Fiamme gialle, la contestazione viene a cadere.

A tal proposito si ricorda che tra i compito dell'Agenzia delle entrate ci sono il controllo delle dichiarazioni e delle eventuali omissioni e la liquidazione delle imposte o delle maggiori imposte dovute. Ma anche il controllo dell'osservanza di tutti gli obblighi contabili e degli altri obblighi stabiliti normativamente ai fini imposte dirette e dell'Iva e l'irrogazione delle sanzioni ai contribuenti protagonisti di operazioni di evasione fiscale.

Verifiche della Guardia di finanza per scoprire l'evasione fiscale

L'attività di verificare per scovare forme di evasione fiscale inizia con l'analisi dell'attività d'impresa, commercio, arte o professione. Oppure con l'accesso rapido per ottenere dati, fatti e circostanze rilevanti rispetto agli obblighi tributari.

L'accesso mirato è invece finalizzato all'esame di fatti e circostanze rilevanti nei documenti contabili e nelle dichiarazioni fiscali, con la messa a rilievo di imposte non dichiarate. Tecnicamente nella fase dell'accesso gli uomini del fisco possono entrare in un'azienda, locale o negozio per effettuare un controllo, anche se il titolare non presta il suo consenso o si oppone all'esecuzione dell'attività in corso.

Al setaccio sono passate scritture contabili obbligatorie scritture la cui tenuta non è obbligatoria ma che sono comunque presenti, l'istituzione, tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie, la loro attendibilità. L'accertamento è il successivo atto amministrativo con cui l'ufficio notifica la pretesa tributaria al contribuente in seguito di un'attività di controllo.

In tutti i casi, gli atti devono essere accompagnati da una motivazione che descriva le ragioni di diritto che giustificano l'obbligazione tributaria a carico del contribuente.

In pratica deve sempre contenere tre elementi: il motivo per cui è stato emesso l'atto, le norme violate, il modo in cui è stata quantificata la pretesa tributaria. In caso contrario è destinato all'annullamento.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il