Fatturazione elettronica come fare fattura tra aziende e società B2B

Come emettere fatture elettroniche e regole da seguire per invio fatture tra aziende: istruzioni e obblighi da rispettare

Fatturazione elettronica come fare fattura tra aziende e società B2B

Dal primo gennaio 2019 scatta l’obbligo della fatturazione elettronica tra tutti, tra aziende e tra privati titolari di partita IVA residenti in Italia e sempre dal prossimo anno scatterà anche l’obbligo, inizialmente fissato al primo luglio scorso, di emettere fatture elettroniche per cessioni di benzina o gasolio per motori.

La normativa sulla fatturazione elettronica obbligatoria prevede uno specificato file, XML (eXtensible Markup Language), caratterizzato da informazioni specifiche, in modo che la fattura realizzata possa essere emessa e ricevuta solo utilizzando il Sistema di Interscambio (SdI), gestito dall’Agenzia delle Entrate tramite l’ausilio di Sogei, e che i soggetti Iva dovranno utilizzare per trasmettere ai clienti le fatture elettroniche. Il formato della fattura elettronica deve essere XML e potrà contenere allegati (in forma binaria base 64) e la dimensione massima non deve superare i 5 MB.

Fatturazione elettronica: regole per fare fattura da azienda ad azienda

Quando si parla di fatturazione elettronica tra azienda e azienda si parla di fatturazione definita B2B, Business to business, e per l’invio di fatturazione telematica da un’azienda all’altra il processo da seguire prevede compilazione ed emissione della fattura elettronica in formato XML da parte dell’azienda mittente, passaggio dal controllo del SDI che ne verifica la correttezza di compilazione e in caso di esito positivo la fattura viene inviata all'azienda destinataria. Una volta terminato e andato a buon fine l'invio, l'azienda che ha inviato la fattura riceve conferma dell'avvenuta ricezione da parte dell'altra azienda.

Perché la fattura  elettronica risulti corretta dal passaggio del Sdi bisogna inserire tutti i dati richiesti, da quelli personali dell’emittente, cioè ragione sociale, Partita IVA, codice fiscale, indirizzo legale; ai dati del cliente, ai dati identificativi della fattura, cioè numero, data di emissione, importo per i beni e i servizi oggetto del pagamento; aliquota IVA, eventuali esenzioni applicate; causale; eventuali dati del contratto, se la fattura riguarda opere pubbliche o anche ad interventi lavori finanziati da contributi comunitari.

Se vi risultano dati omessi o dati riportati in maniera errata, per esempio se la descrizione del bene fornito o del servizio prestato non corrispondessero all’operazione effettuata, è necessario emettere una nota di variazione e compilare una nuova fattura elettronica da far passare nuovamente dal Sistema di Interscambio.

Fatturazione elettronica: cosa fare in caso di errori e come conservare le fatture

E’ possibile che una fattura elettronica inviata sia errata, cioè non sia diretta al destinatario, o che vi si riscontrino degli errori. Nel primo caso, è chiaramente possibile ignorare la stessa fattura ma anche segnalare l’errore al fornitore che ha inviato la fattura; se, invece, la fattura presenta errori nei contenuti, bisognerà intervenire con Note di Debito/Credito.

È possibile consultare le fatture elettroniche emesse e ricevute tramite il SdI all’interno di un’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate fino al 31 dicembre dell’anno successivo a quello della ricezione del file da parte del SdI. Inoltre, con riferimento sia alle fatture elettroniche emesse che ricevute, si può aderire a un accordo di servizio da sottoscrivere con l’Agenzia delle Entrate che permette di conservare gratuitamente le fatture elettroniche.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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