Fatture non pagate, cosa fare. Tutte le soluzioni

Quali sono le soluzioni per recuperare le somme non ancora riscosse di fatture non pagate: dalla lettera di sollecito al pignoramento

Fatture non pagate, cosa fare. Tutte le soluzioni

Le fatture hanno una data di scadenza per il pagamento?

Sì. Ogni fattura, una volta emessa, riporta i termini di pagamento che indicano il tempo entro il quale il cliente deve saldare la fattura. Se ritarda nel pagamento, scatta prima il sollecito per il pagamento stesso che se non viene ancora saldato può portare a decreto ingiuntivo prima e pignoramento dopo.

 

Lavorare emettendo fatture non garantisce sempre l’assicurazione del pagamento: accade spesso, infatti, che tra cliente e fornitore i pagamenti delle fatture non siano affatto irregolari e che spessi i clienti ritardino, e anche di molto nei pagamenti. Se i ritardi non costituiscono un grande problema perché, come si suo dire, l’importante è pagare, i problemi iniziano a sorgere quando i pagamenti delle fatture non vengono effettuati.

E se il debitore non paga spontaneamente il creditore deve sollecitare il pagamento e sono diverse le strade che si possono intraprendere. Vediamo quali sono e quali sono tempi di pagamento e prescrizione delle fatture.

Lettera di sollecito fattura non pagata: procedura

Per sollecitare il pagamento di fatture non pagate è possibile inviare al debitore una lettera di sollecito, appunto, dove riportare il numero, la data della fattura e l’importo dovuto. E’ bene precisare che in questi casi la semplice mail ha poco e nulla valore legale, meglio inviare una Pec o, ancor più preferibile, una lettera a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento.

Nella lettera di sollecito bisogna indicare anche un termine entro il quale deve essere effettuato il pagamento dovuto, solitamente 10 giorni dal ricevimento della lettera, e specificare che in caso di reiterato mancato pagamento, si procederà per vie legali rivolgendosi ad un avvocato. L’avvocato, infatti, manda un sollecito, intimando al cliente di pagare e specificando che decorso un termine dal ricevimento della lettera procederà con l’esecuzione forzata.

Decreto ingiuntivo per fatture non pagate

Dopo la lettera di sollecita di pagamento, se il debitore continua a non pagare l’importo dovuto della fattura, l’avvocato può chiedere un decreto ingiuntivo al tribunale e, una volta divenuto esecutivo, costituirà un titolo valido per procedere al pignoramento.

Il decreto ingiuntivo è un provvedimento giudiziale che ordina al debitore di pagare la fattura ancora non pagata. Stando alle ultime notizie, il decreto ingiuntivo richiesto per fatture non pagate deve essere emesso dal giudice entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta.

E ciò significa che chi ha il debito da pagare, una volta avuto il decreto ingiuntivo, ha relativamente poco tempo per pagare quanto dovuto. Il debitore ha, infatti, quaranta giorni di tempo per pagare l’importo riportato sul decreto ingiuntivo, a partire dalla data in cui gli è stato notificato il provvedimento del giudice.

Dal decreto ingiuntivo al pignoramento: quando scatta

Se il debitore non paga la somma dovuto nemmeno dopo aver ricevuto il decreto ingiuntivo, il creditore notifica il precetto, l’ultimo invito a saldare il pagamento dovuto entro un tempo massimo di ulteriori dieci giorni trascorsi i quali, se ancora il pagamento non è stato effettuato, si può procedere con il pignoramento dei beni del debitore.

Tocca al creditore scegliere il tipo di pignoramento dei beni del debitore, optando tra beni mobili, immobili o crediti vantati verso terzi, come stipendio, pensione, conto in banca.

Fattura non pagata: tempi prescrizione

Anche per le fatture non pagate esiste un termine di prescrizione che è di 10 anni per tutti i contratti conclusi con aziende e di tre anni per i professionisti come avvocati, notai, medici, commercialisti, ingegneri.

Per le fatture non pagate, dopo 5 anni vengono prescritte se si tratta di pagamenti periodici almeno una volta all’anno o ogni mese o ogni semestre, come nel caso delle bollette del telefono.

Quando scade una fattura e pagamenti

Le fatture prevedono scadenze di pagamenti e i termini di pagamento indicano il periodo entro il quale il cliente deve saldare il pagamento dovuto. Le stesse fatture, una volta emesse, riportano la data di scadenza, cioè l'ultima data utile per saldare il pagamento e mantenersi così regolari nei pagamenti senza correre il rischio di incorrere nei problemi che potrebbero derivare dal mancato pagamento della fattura stessa.

I termini di pagamento per le fatture verso la P.A. sono stati modificati e fissati a 30 giorni, che in alcuni casi salgono anche a 60 giorni, entro i quali la Pubblica Amministrazione deve saldare le fatture. Pena prevista, una sanzione con interessi di mora sul ritardo e provvedimenti giudiziari.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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