Ferie diritti e doveri lavoratori dipendenti secondo leggi e contratti nazionali 2020

Le ferie sono un diritto di tutti i lavoratori, ma anche un dovere con leggi e contratti nazionali 2020 fissano anche l'obbligo di goderle entro un periodo di tempo ben preciso.

Ferie diritti e doveri lavoratori dipend

Le ferie per i lavoratori dipendenti sono un diritto, ma in qualche modo sono anche un dovere. Da una parte c'è infatti la Costituzione italiane che sancisce questo appuntamento irrinunciabili per i dipendenti, da cui consegue l'obbligo per il datore di concederle.

Ma dall'altra leggi e contratti nazionali 2020 fissano anche l'obbligo di goderle entro un periodo di tempo ben preciso. Insomma, il dipendente può e deve assentarsi per il periodo di riposo continuato maturato in base ai giorni di lavoro.

Per capire le ragioni di questa impostazione occorre comprendere il motivo che sta alla base dell'istituzione delle ferie che è il recupero delle energie mentali e fisiche dalla prestazione di lavoro, ma anche la cura delle relazioni personali.

Se queste sono le premesse significa che non ci sono e non ci possono essere distinzioni tra lavoratori. Le ferie sono un diritto di tutti, di chi ha sottoscritto un contratto a tempo determinato o indeterminato, di chi è impiegato mezza giornata o full time, di chi è assunto in prova e di chi lavora all'interno o all'esterno della sede d'ufficio in telelavoro. Vediamo quindi ogni dettaglio tra

  • Lavoratori dipendenti, diritti e doveri sulle ferie
  • Ferie, leggi e contratti nazionali 2020

Lavoratori dipendenti, diritti e doveri sulle ferie

Il primo aspetto da considerare è chi ha diritto alle ferie e come si maturano. Spettano ai lavoratori dipendenti ovvero quelli regolarmente assunti che possono così assentarsi senza vedere intaccato il proprio stipendio. Matura in dodicesimi in relazione ai mesi di servizio prestato.

In buona sostanza se un dipendente ha lavorato con contratto a tempo pieno per tutti e 12 i mesi dell'anno, naturalmente nel rispetto del limite settimane di ore di lavoro, ha diritto al numero massimo di giorni di ferie ovvero 4 settimane all'anno.

In merito alle modalità di fruizione, la normativa in vigore prevede il godimento di due settimane in maniera continuativa e altre due nell'arco dei successivi 18 mesi.

Ma se su queste norme c'è estrema chiarezza, sicuramente più combattuto all'interno delle imprese è il punto relativo a chi stabilisce quando andare in ferie. Il ruolo chiave è quello del datore di lavoro perché ha l'obbligo di concedere le ferie nel periodo temporale previsto ma non necessariamente deve accettare le richieste del lavoratore.

Deve infatti tenere conto delle esigenze produttive dell'azienda e delle ferie degli altri dipendenti. In pratica le ferie non possono essere negate ma devono essere approvate e concesse.

Laddove il lavoratore sceglie arbitrariamente il periodo delle ferie, non si coordina con le esigenze dell'attività d'impresa, l'eventuale assenza si configura come ingiustificata con applicazione delle sanzioni disciplinari previste, tra cui la più drastica è il licenziamento.

Ferie, leggi e contratti nazionali 2020

Come abbiamo accennato, non occorre fare riferimento alle sole leggi nazionali, ma anche ai singoli contratti collettivi nazionali di lavoro poiché possono contenere specificità in relazione ai diritti e ai doveri legati all'esercizio delle ferie.

A meno di accordi tra le parti, ad esempio non maturano nel corso di aspettative, sciopero, assenze non giustificate, sospensione per cassa integrazione a zero ore. Ma maturano anche con l'astensione obbligatoria della madre, il congedo di paternità, la malattia e perfino durante il periodo di fruizione delle stesse ferie.

Un altro aspetto che presenta numerose particolarità è quella della reperibilità del lavoratore in ferie con alcuni Ccnl che prevedono la possibilità per il datore di lavoro di richiamare il dipendente. Lo può fare solo se è espressamente previsto nel contratto o in caso di accordo tra le parti e in ogni caso se c'è una ragione valida.

In ogni caso il lavoratore conserva il diritto a godere in seguito il periodo di assenza non fruito. Allo stesso tempo, il datore di lavoro può cambiare il piano ferie, se non è ancora stato applicato, tenendo conto di nuove esigenze aziendali e purché ne dia comunicazione al lavoratore con un congruo preavviso.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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