Fino a quando Agenzia Entrate può controllare documenti su bonus casa e detrazioni fiscali relative

L'Enea effettua controlli, sia documentali che attraverso sopralluoghi, per verificare la sussistenza delle condizioni necessarie per usufruire delle detrazioni.

Fino a quando Agenzia Entrate può contro

Documenti su bonus casa e detrazioni fiscali, fino a quando sono previsti controlli?

L'Agenzia delle entrate può contestare i presupposti alla base della detrazione fino allo scadere del termine di accertamento della dichiarazione dei redditi in cui è indicata l’ultima rata.

Arriva un'ondata di chiarezza sulle tempistiche dei controlli dell'Agenzia delle entrate su bonus casa e detrazioni fiscali.

Arriva grazie alla sentenza della Corte di Cassazione da cui emerge la differenza tra le differenti situazioni. Vediamo allora da vicino:

  • Documenti su bonus casa e detrazioni fiscali, fino a quando sono previsti controlli
  • Controlli Agenzia entrate ed Enea su bonus casa e detrazioni fiscali

Documenti su bonus casa e detrazioni fiscali, fino a quando sono previsti controlli

Grazie alla pronuncia 8500 del 2021 della Cassazione, l'Agenzia delle entrate viene a conoscenza dei tempi aggiornati per contestare i presupposti alla base della detrazione fino allo scadere del termine di accertamento della dichiarazione dei redditi in cui è indicata l’ultima rata.

Nel caso in cui i lavori di ristrutturazione casa siano in corso, le fatture, le ricevute dei bonifici e i documenti relativi alle detrazioni ordinarie vanno conservati fino al 31 dicembre del 2036. Se in ballo c'è invece il bonus casa al 110% oppure il sismabonus, i tempi sono ridotti ovvero di 10 anni e dunque fino al 2031.

In pratica per spese di ristrutturazione sostenute nel 2020 si può arrivare al 31 dicembre 2035. Le conseguenze sono anche su ipotesi di compravendite, cessioni dei crediti, lavori in condominio.

In pratica, nel caso di contestazione di un componente di reddito per ragioni diverse dall'errato computo del singolo rateo dedotto, la decadenza dell'Agenzia delle entrate della potestà di accertamento va riguardata in applicazione del termine per la rettifica della dichiarazione nella quale il singolo rateo di suddivisione del componente pluriennale è indicato e - spiegano testualmente le Sezioni Unite della Corte di Cassazione - non in applicazione del termine per la rettifica della dichiarazione che riguarda il periodo di imposta nel quale quel componente sia maturato o iscritto per la prima volta in bilancio.

La Corte ha fatto riferimento al riporto in avanti delle perdite di esercizi pregressi, quote di ammortamento dei beni materiali e immateriali, sopravvivenze attive rateizzate; alle spese che usufruiscono di detrazione decennale in rate costanti; ai crediti d'imposta con riconoscimento pluriennale.

Controlli Agenzia entrate ed Enea su bonus casa e detrazioni fiscali

Si ricorda che l’Enea effettua controlli, sia documentali che attraverso sopralluoghi, per verificare la sussistenza delle condizioni necessarie per usufruire delle detrazioni.

L’attestazione della congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati deve essere acquisita anche ai fini del bonus al 110%, indipendentemente dall’esercizio dell’opzione, da parte del contribuente, per lo sconto in fattura o per la cessione della detrazione. I fornitori e i soggetti cessionari rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito d’imposta ricevuto.

Nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo, l’Agenzia delle entrate procede - in base a criteri selettivi e tenendo conto della capacità operativa - alla verifica della sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione.

Qualora sia accertata la mancata integrazione dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta, l’Agenzia delle entrate provvede al recupero dell’importo corrispondente all’agevolazione non spettante nei confronti del soggetto che ha esercitato l’opzione, maggiorato degli interessi e delle sanzioni.

Stando a quanto approvato dal governo e confermato dalle Entrate, i tecnici abilitati rilasciano attestazioni e asseverazioni previa stipula di una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero delle certificazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle attestazioni o asseverazioni e comunque non inferiore all’importo di 500.000 euro, al fine di garantire ai propri clienti e al bilancio dello Stato il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il