Fondi di investimento o ETF cosa conviene di più. I pro e contro

Prima di investire occorre scegliere con attenzione i propri obiettivi finanziari e individuare di persona o con l'aiuto di un consulente gli strumenti più adatti per completare il proprio portafoglio.

Fondi di investimento o ETF cosa conviene di più. I pro e contro

Qual è la migliore strategia da seguire: puntare sui fondi di investimento o sugli ETF. Se i primi sono una sorta di cassa comune nella quale viene raccolto il denaro dei risparmiatori affinché tutti possano beneficiare di un servizio d'investimento professionale, gli ETF (Exchange Traded Funds) sono fondi d'investimento aperti negoziati in Borsa. Quale conviene tra i due? La risposta non è immediata e occorre tenere conto della personale posizione ovvero della quantità di denaro investito, della propensione al rischio, dell'orizzonte temporale. Prima di investire occorre scegliere con attenzione i propri obiettivi finanziari, individuare di persona o con l'aiuto di un consulente gli strumenti più adatti per completare il proprio portafoglio e ricordare sempre presente che il valore dell'investimento può aumentare o diminuire. Proprio quest'ultimo aspetto non va perso di vista perché spesso risparmiatori e investitori sottovalutano i rischi e gli aspetti fiscali. Studiamo allora nel dettaglio punti in comune e differenze tra queste due soluzioni finanziarie ed esattamente

Cosa conviene di più tra fondi di investimento o ETF

Fondi di investimento o ETF, quali sono i pro e contro

Cosa conviene di più tra fondi di investimento o ETF

Quando si parla di fondi di investimento occorre subito chiare che non si tratta di una formula a reddito fisso. Non è quindi possibile sapere in anticipo quale sarà il guadagno nei tempi prestabiliti. Il rendimento è legato all'andamento dei mercati finanziari e dei titoli nei quali è stato investito il capitale. Il fattore tempo è dunque decisivo perché se i prezzi sono alti, per ottenere un rendimento positivo è necessario più tempo rispetto a un investimento fatto quando i prezzi sono bassi. Conviene quindi investire nei fondi di investimento? Certamente lo è di più che lasciare i soldi inattivi sul conto corrente. Ma anche per diversificare gli investimenti ed evitare il rischio di entrare a prezzi alti alla vigilia di un ribasso. Basta un piccolo capitale - spesso anche di 100 euro - per scaglionare gli investimenti tra Paesi, settori economici e titoli differenti. E poi, i guadagni realizzati con i fondi d'investimento non devono essere inseriti nella dichiarazione dei redditi, senza dimenticare che entro pochi giorni dalla richiesta di disinvestimento è possibile incassare i guadagni.

Anche gli ETF sono uno strumento finanziario appartenente alla categoria del risparmio gestito, ma con alcune differenze rilevanti rispetto ai fondi di investimento. Sono infatti negoziati esclusivamente in Borsa come un'azione e l'obiettivo è di replicare l'indice di riferimento ovvero il benchmark con una gestione completamente passiva.

In pratica, il rendimento segue i movimenti del benchmark mentre i fondi di investimento, che hanno una gestione attiva, puntano a superare il benchmark di riferimento, ma senza alcuna garanzia. Oltre a realizzare la stessa performance dell'indice benchmark, l'ETF permette di prendere posizione in tempo reale sul mercato target con una sola operazione di acquisto.

In buona sostanza possono avere rendimenti maggiore ma con un rischio più elevato. Attenzione anche ai costi: gli ETF sono più convenienti poiché i costi di negoziazione sono quasi sempre gli stessi previsti per le azioni e sono quindi inferiori ai costi dei fondi in investimento per cui bisogna mettere in conto le spese di sottoscrizione, di gestione, di incentivo e le commissioni per la banca.

Fondi di investimento o ETF, quali sono i pro e contro

Sono diversi i vantaggi che i fondi di investimento per i mercati finanziari portano con sé. Pensiamo ad esempio al maggiore potere contrattuale che deriva dall'unione di capitali individuali per la creazione di un maxi-capitale collettivo.

Ecco quindi l'accesso a numerose fonti informative, ma soprattutto l'ampia possibilità di diversificazione del portafoglio titoli. In questo modo l'investitore riduce il rischio e incrementa le possibilità di guadagno. A patto naturalmente di affidarsi a gestori professionisti e con le competenze necessarie in grado di massimizzare il valore del capitale nel medio periodo.

Proprio questo è un aspetto centrale a cui prestare attenzione e che potrebbe rivelarsi un limite, oltre ai possibili costi nascosti dei fondi di investimento.

Può capitare che il consulente non fornisca l'assistenza desiderata nel tempo ovvero continua e proficua con la rimodulazione dei propri obiettivi nel tempo con le necessarie indicazioni sulla capacità di sopportare il rischio di eventuali perdite se le somme investite non sono sufficientemente alte.

Sono numerosi anche i pro degli ETF poiché permettono anch'essi di ottenere un'ampia diversificazione, di ridurre il costo del proprio portafoglio, di beneficiare di proventi periodici e di abbattere il rischio emittente.

Ma attenzione ai contro poiché sono applicate le commissioni di negoziazione al pari dell'acquisto di un titolo azionario e occorre verificare lo spread tra la domanda e l'offerta dell'ETF in relazione al movimento di mercato per evitare problemi di liquidità.

Provando a fare la sintesi confronto delle principali caratteristiche, il quadro è il seguente:

  • Accessibilità: gestore o distributori del fondo (fondo di investimento), qualsiasi banca, broker o piattaforma telematica di contrattazione (ETF)
  • Liquidità: non viene negoziato in borsa (fondo di investimento), elevata (ETF)
  • Trasparenza delle partecipazioni: mensile, trimestrale, semestrale (fondo di investimento), prezzi intergiornalieri e informazioni quotidiane sul portafoglio (ETF)
  • Tempi d'acquisto e di vendita: Net asset value calcolato una volta al giorno (fondo di investimento), in qualsiasi momento durante l'orario d'apertura del mercato (ETF)
  • Prezzo: NAV soggetto a oscillazioni che dipendono dai flussi d'acquisto e vendita (fondo di investimento), valutazione stabile in base ai titoli sottostanti (ETF)

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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