Fondi perduti per partite iva e professionisti autonomi ci sono o no per coronavirus. E funzionamento

Dal punto di vista operativo non è necessaria la corsa al click. Il suggerimento è di preparare con attenzione la domanda per fondo perduto senza rischiare l'annullamento.

Fondi perduti per partite iva e professi

Ci sono i fondi perduti per partite Iva e professionisti autonomi?

Possono accedere ai fondi perduti i titolari di parita Iva che esercitano attività d'impresa, attività di lavoro autonomo o sono titolari di reddito agrario. Ma sono esclusi i professionisti e lavoratori dipendenti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria ovvero le casse previdenziali. Bisogna leggere con attenzione le categorie che possono beneficiare dell'agevolazione.

Nonostante l'avvio della procedura per la presentazione delle domande per accedere ai fondi perduti c'è ancora incertezza. Proprio così, nonostante la pubblicazione del decreto Rilancio e i successivi chiarimenti dell'Agenzia delle entrate, non tutti gli aspetti sono perfettamente definiti.

Ad esempio, professionisti e partite Iva sono ammessi a questa agevolazione? Senza alcune distinzioni oltre a quelle valide per tutti i richiedenti? Iniziamo dai punti fermi ovvero dalla possibilità di presentare dal 15 giugno le domande esclusivamente per via telematica per accedere alle somme previste e legate ai ricavi.

Destinatari solo coloro che hanno subito un calo del fatturato di oltre un terzo tra aprile 2019 e aprile 2020. Sono proprio questi i due mesi da comparare per rientrare nel novero dei destinatari.

Dal punto di vista operativo facciamo subito presente come non sia necessaria la corsa al click. Il suggerimento è quindi di preparare l'istanza con attenzione senza rischiare l'annullamento per un banale errore formale. Vediamo quindi tutti i dettagli tra

  • Partite Iva e professionisti, spettano i fondi perduti
  • Fondi perduti per coronavirus, il funzionamento

Partite Iva e professionisti, spettano i fondi perduti

A norma di legge, possono accedere ai fondi perduti i titolari di parita Iva che esercitano attività d'impresa, attività di lavoro autonomo o sono titolari di reddito agrario. Ma se la categoria dei beneficiari è ampia, lo è altrettanto quella degli esclusi.

A cominciare dai professionisti e lavoratori dipendenti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria ovvero le casse previdenziali. I fondi perduti non spettano a coloro la cui attività sia cessata alla data di richiesta del contributo o che l'hanno iniziato dopo il 30 aprile 2020, a meno che non si tratti di partite Iva aperte dagli eredi per la prosecuzione dell'attività dei deceduti.

Rimangono alla porta anche intermediari finanziari e società di partecipazione, coloro che ricevono il bonus professionisti o il bonus lavoratori dello spettacolo di 600 euro. Ma anche gli enti pubblici.

La prima condizione di base richiesta per accedere ai fondi perduti e da verificare prima di fare domanda sono il conseguimento di ricavi o compensi 20119 inferiore a 5 milioni di euro.

La seconda è la maturazione di almeno uno dei tre seguenti requisiti: fatturato o corrispettivi ad aprile 2020 inferiore ai due terzi di quelli di aprile 2019, avvio dell'attività dal primo gennaio 2019, domicilio fiscale o sede operativa in uno dei comuni colpiti da calamità con stato di emergenza alla data del 31 gennaio 2020.

In sintesi sono esclusi professionisti senza cassa, oltre a cococo e lavoratori dello spettacolo che ricevono le indennità di 600 euro (o fino a 1.000 euro) e anche al titolare di partita Iva che sia anche titolare di un reddito di lavoro dovrebbe essere precluso l'accesso ai fondi perduti.

Fondi perduti per coronavirus, il funzionamento

Ricordando come non sia previsto alcun click day, il funzionamento dei fondi perduti si basa sul calcolo della differenza tra il fatturato e i corrispettivi di aprile 2020 con gli importi di aprile 2019.

La quota si determina applicando una percentuale differente, ricordano che l'erogazione minima del contributo è di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per tutti gli altri.

Lo schema applicato è il seguente: 20% se i ricavi e i compensi del 2019 sono inferiori o pari a 400.000 euro; 15% se i ricavi e i compensi del 2019 superano i 400.000 euro ma non l'importo di 1.000.000 di euro; 10% se i ricavi e i compensi del 2019 superano 1.000.000 di euro ma non l'importo di 5.000.000 euro.

Ma attenzione perché per coloro che hanno iniziato l'attività tra gennaio e aprile 2019 e per coloro che hanno il domicilio o la sede operativa nei comuni colpiti da eventi calamitosi (così come spiegato nel paragrafo precedente), il calcolo dei fondi perduti è leggermente diverso.

Se la differenza tra fatturato e corrispettivi tra aprile 2020 e aprile 2019 è negativa, si applica la percentuale prevista in relazione alla soglia di ricavi e compensi e se il risultato è inferiore spetta l'importo minimo. Se la differenza è pari a zero o positiva spetta ugualmente la cifra di base.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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