Foto su Instagram possono essere prese, scaricate e utilizzate o è vietato

Nessun problema a pubblicare solo i contenuti di cui si ha diritto di gestione. Sono tutte quelle personalmente scattate con il proprio smartphone o la fotocamera.

Foto su Instagram possono essere prese,

Non si tratta della volontà di usare una foto pubblicata su Instagram da un nostro amico a scopi di monetizzazione. Ma semplicemente per aumentare la propria popolarità e ricevere consenso, senza fini di lucro. Il profitto, insomma, è di altro tipo.

Questo è però un punto cruciale: è possibile scaricare e utilizzare le immagini Instagram pubblicate da un altro utente senza autorizzazione? La questione solleva un problema importante: la facilità di condivisione sui social media, combinata con una mancanza di conoscenza delle norme sul copyright.

In buona sostanza significa che il lavoro di altre persone viene spesso utilizzato senza il loro permesso. Sappiamo di certo che da una regola di base non si sfugge e il suo rispetto permette di rimanere alla larga da problemi ovvero pubblicare solo i contenuti di cui si ha diritto di gestione.

Sono tutte quelle personalmente scattate con il proprio smartphone o la fotocamera oppure quelle che includono contenuti appartenenti a qualcun altro, ma di cui si ha evidentemente ottenuto l'autorizzazione dal creatore originale.

Insomma, la posta in gioco è elevata e in caso di violazione del diritto d'autore la giustificazione sulla mancata conoscenza delle norme non funziona come valida difesa. Vediamo i dettagli tra

  • Possono essere usate le foto su Instagram
  • Foto su Instagram, quando possono essere prese e scaricate

Possono essere usate le foto su Instagram

Anche se i nostri amici o qualunque iscritto permettono di vedere i propri contenuti e li etichettano come Pubblici, non significano affatto che siamo di dominio pubblico e che chiunque possa utilizzarli. L'etichetta è riferita al solo concetto di visibilità e non di utilizzo.

Pubblico significa che chiunque sulla piattaforma può visualizzare e interagire con il contenuto. Non è una rinuncia a tutti gli altri diritti per quell'immagine ovvero non è concesso scaricarla e utilizzarla a propria volta per fini commerciali o meno. Senza autorizzazione si sta violando il diritto d'autore di qualcun altro.

Ci sono alcune volte in cui - in base alla foto stessa e alle sue origini - non è così, ma la stragrande maggioranza delle foto che si vedono su Instagram hanno una fonte unica ed è la stessa persona che pubblica l'immagine. Non solo, ma secondo la normativa italiana, il diritto d'autore è conservato fino a 70 anni dopo la propria morte.

E non è necessario che venga esplicitamente inserita la dicitura di foto protetta da copyright. Chi condivide una foto su Instagram è il detentore dei diritti, anche se ha concessa una licenza molto ampia a Instagram per utilizzarla e diffonderla secondo l'algoritmo e i meccanismi che regolano il funzionamento della piattaforma.

Ecco quindi che nel caso di utilizzo non autorizzato scatta il risarcimento del danno patrimoniale e morale per violazione del diritto d'autore.

Foto su Instagram, quando possono essere prese e scaricate

Le foto sono protette del copyright sin dall'inizio e la diffusione dei social media, Instagram incluso, con la moltiplicazione di contenuti, non ha cambiato le regole di base. A differenza del recente passato, è semplicemente molto più facile per le persone violare le norme sul diritto d'autore.

In linea teorica sarebbe possibile condividerle, così come avviene per altre piattaforme social, ma Instagram non ha implementato questa funzionalità. Non solo, ma non consente di scaricarla né sul proprio computer e né su smartphone.

Il solo modo è effettuare lo screenshot dello schermo oppure utilizzare un'app di terze parti sviluppata con questo scopo. Anche questa è una segnale evidente della scelta di impedire la diffusione di foto altrui. Il solo modo per usare le foto su Instagram pubblicate da altre persone è ottenere l'autorizzazione esplicita a farlo da parte dell'autore dello scatto.

In definitiva è consentito pubblicare solo i contenuti di cui si hanno i diritti nel senso che sono stati personalmente creati o, se appartengono a qualcun altro, occorre il via libera del creatore originale.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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