Google, Amazon, Facebook, Instagram dovranno comunicare ad Agenzia Entrate guadagni utenti per nuova legge 2021

Stando a quanto precisato nella nuova direttiva europea, l'economia della piattaforma digitale ostacola la tracciabilità e l'individuazione di eventi imponibili da parte del fisco.

Google, Amazon, Facebook, Instagram dovr

Cosa prevede la nuova legge sui guadagni sui social?

Il principio di fondo è molto semplice: le informazioni sugli utenti che utilizzano la Rete come fonte di guadagno saranno inviate in automatico all'Agenzia delle entrate.

Da ora in poi sarà difficile tenere nascosti i guadagni online, anche effettuati attraverso i vari Google, Amazon, Facebook e Instagram.

Se fino a questo momento c'è chi ha provato a non dichiarare i ricavi all'Agenzia delle entrate, con l'entrata in vigore della nuova legge comunitaria, questo comportamento sarà di fatto impossibile e controproducente.

Saranno infatti le stesse piattaforme online a comunicare le informazioni. E non si tratta di un atto facoltativo bensì di un vero e proprio obbligo di legge. Analizziamo cosa è cambiato ovvero:

  • Guadagni sui social comunicati al fisco, la nuova legge
  • Cosa prevede la nuova legge e tempi di applicazione

Guadagni sui social da comunicare al fisco, la nuova legge

C'è una sigla che tutti i frequentatori del web per motivi di lucro dovranno conoscere ed è Dac7.

Si tratta infatti della direttiva europea che regolamenta lo scambio di dati tra le amministrazioni fiscali dei vari Paesi europei (l'Agenzia delle entrate nel caso dell'Italia) e i grandi nomi del web, da Google ad Amazon, da Facebook a Instagram. Il principio di fondo è molto semplice: le informazioni sugli utenti che utilizzano la Rete come fonte di guadagno saranno inviate in automatico all'Agenzia delle entrate. I tempi sono stretti ma non imminenti.

Gli Stati membri dell'Unione europea, Italia inclusa, sono chiamati a recepire la direttiva entro la fine del 2022 che entrerà ufficialmente in vigore il primo gennaio 2023.

I dati che devono essere obbligatoriamente comunicati dalle piattaforme del web all'Agenzia delle entrate sono corrispettivo totale versato o accreditato per ogni trimestre e numero di attività per le quali è stato versato o accreditato l'importo; informazioni relative al conto e al suo titolare, anche se diverso dal venditore; codice fiscale del venditore o luogo e data di nascita se persona fisica.

E ancora: nome, sede legale e codice fiscale della piattaforma; identificativo del conto finanziario, se conosciuto dalla piattaforma; numero di registrazione dell'attività del venditore; eventuali diritti, commissioni o imposte trattenute dalle piattaforme; Stato membro in cui è residente il venditore; eventuale numero di partita Iva.

Cosa prevede la nuova legge e tempi di applicazione

Stando a quanto precisato nella nuova direttiva europea, l'economia della piattaforma digitale ostacola la tracciabilità e l'individuazione di eventi imponibili da parte delle autorità fiscali e porta a una diminuzione del gettito fiscale.

La nuova direttiva mira a porre rimedio alla conseguente sottostima dei redditi e a limitare l'onere amministrativo degli operatori della piattaforma digitale introducendo un obbligo di segnalazione standardizzato. Questo regime dovrebbe sostituire gli obblighi di rendicontazione nazionali che sono già stati introdotti da alcuni Stati membri dell'Unione europea.

Le piattaforme sono generalmente definite come qualsiasi software, compreso un sito web o una parte di esso e le applicazioni, comprese le applicazioni mobile, accessibile dagli utenti e che consente ai venditori di essere collegati ad altri utenti allo scopo di svolgere un'attività rilevante, direttamente o indirettamente, a tali utenti.

Le attività considerate rilevanti sono l'affitto di beni immobili, compresi i beni immobili residenziali e commerciali, nonché qualsiasi altro bene immobile e posti auto, i servizi personali, la vendita di merci, il noleggio di qualsiasi mezzo di trasporto.

Il corrispettivo è definito come un compenso in qualsiasi forma, al netto di qualsiasi commissione o tassa trattenuta o addebitata dall'operatore della piattaforma di segnalazione, che viene pagato o accreditato a un venditore in relazione all'attività rilevante, il cui importo è noto o ragionevolmente conoscibile dall'operatore della piattaforma. G

li Stati membri dovrebbero attuare il Dac7 nella loro legislazione nazionale entro la fine del 2022. La prima segnalazione dovrebbe riguardare l'anno di reddito 2023 e dovrebbe essere presentata dalle piattaforme entro il 31 gennaio 2024.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il