Il paradosso della riforma fiscale, single guadagnano 400-500 euro in più delle famiglie

Come e quando un single può paradossalmente guadagnare più di famiglie dopo nuova riforma fiscale 2022: casi, calcoli ed esempi concreti

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Quanto guadagnano i single più delle famiglie dopo riforma fiscale?

Secondo quanto previsto dalle leggi in vigore e all’indomani della nuova riforma fiscale, guadagni maggiori o minori possono essere registrati da famiglie o da single in base a redditi da calcolare per applicazione della relativa aliquota Irpef e presenza, o meno, di figli in famiglia e numero di figli e valore Isee del nucleo familiare, nonché detrazioni da reddito da lavoro da calcolare.
 

Quanto guadagnano i single più delle famiglie dopo riforma fiscale? La riforma fiscale di quest’anno sta cambiando i numeri di stipendi e pensioni percepite da famiglie italiane e single. Si parla di generali aumenti degli importi soprattutto per determinate fasce di reddito. 

Si potrebbe pensare che tra riforma delle aliquote Irpef, nuove detrazioni per redditi da lavoro e debutto del nuovo assegno unico per i figli 2022, che riunisce tutte le misure fino ad oggi in vigore per famiglie con figli, i maggiori aumenti siano appannaggio delle famiglie. E invece non è sempre così ed è il grande paradosso della nuova riforma fiscale.

  • Single che guadagnano più delle famiglie secondo nuova riforma fiscale
  • Quali sono i casi in cui single guadagnano più delle famiglie

Single che guadagnano più delle famiglie secondo nuova riforma fiscale

La riforma fiscale 2022 ha rivisto sistema della tassazione con nuove aliquote Irpef passate da cinque a quattro, nuove detrazioni per redditi da lavoro, nuovo assegno unico per i figli destinato, chiaramente, solo alle famiglie e coppie con figli. 

Gli stipendi di tutti cambiano quest’anno, innanzitutto, per effetto della revisione delle aliquote Irpef che sono passate da cinque a quattro. Erano, infatti:

  • del 23% per redditi inferiori a 15 mila euro;
  • del 27% per redditi compresi tra 15mila e 28mila euro;
  • del 38% per redditi compresi tra 28mila e 55mila euro;
  • del 41% per redditi compresi tra 55mila e 75mila euro;
  • del 43% per redditi superiori ai 75mila euro.

Da quest’anno le quattro aliquote da considerare ai fini Irpef sono le seguenti:

  • del 23% per redditi fino a 15.000 euro; 
  • del 25% per redditi tra 15.000 e 28.000 euro; 
  • del 35% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro; 
  • del 43% per redditi oltre i 50.000 euro.

Alla revisione delle aliquote Irpef si aggiungono le nuove detrazioni per redditi da lavoro. Sono, infatti, aumentate quest’anno le detrazioni per i redditi da lavoro dipendente sopra gli 8mila euro e per quelli assimilati fino a 5.500 euro e, in particolare:

  • per i redditi fino a 15 mila euro, è prevista una detrazione di 1.880 euro;
  • per redditi compresi tra 15mila e 28mila euro la detrazione si calcola sommando a 1910 il prodotto tra 1190 e la differenza di 28mila euro ed il reddito complessivo divisa 13mila euro;
  • per reddito compresi tra 28mila e 50mila euro, infine, la detrazione si calcola moltiplicando 1910 per la differenza tra 50mila e il reddito complessivo divisa per 22mila;
  • per redditi superiori ai 50mila euro la detrazione non spetta.

A queste novità fiscale si aggiunge, dal mese di marzo, l’importo dell’assegno unico spettante alle famiglie che certamente contribuisce ad aumentare i guadagni delle famiglie. Non è detto, però, che tra riforma fiscale e assegno unico siano le famiglie ad ottenere maggiori guadagni. Paradossalmente, infatti, ci sono casi in cui i single guadagnano decisamente di più delle famiglie.

Quali sono i casi in cui single guadagnano più delle famiglie

I guadagni dei single rispetto alle famiglie italiane non sono sempre più alti, chiaramente. E’, infatti, logico che la somma di due redditi da lavoro, di marito e moglie cioè, unito all’importo di assegno unico per i figli, spettante però solo alle famiglie con figli, sia maggiore rispetto al singolo guadagnano di una persona ma non è sempre così.

Molto, se non tutto, dipende dallo scaglione di reddito in cui rientrano famiglie e single e dal valore Isee delle famiglie con figli in base al quale è fissato lo specifico importo di assegno unico spettante. In generale, come si evince dalle nuove aliquote Irpef, se per il primo scaglione di reddito Isee non cambia poi molto a livello fiscale, considerando che l’aliquota Irpef di calcolo delle tasse resta la stessa, per cui non si prevedono aumenti particolari, se non per nuove detrazioni spettanti, per cui il risparmio si attesa in tal caso di circa il 10%, molto cambia, invece, per secondo e terzo scaglione di reddito. 

In questi casi, infatti, l’aliquota Irpef si abbassa e aumentano le detrazioni. Si passa, infatti, da 27% e 38% ad aliquota del 25% per redditi tra 15.000 e 28.000 euro e del 35% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro. E’ in questi casi che un single può guadagnare più di una famiglia: i lavoratori dipendenti con reddito fino a 30mila euro possono, infatti, arrivare a risparmi fino al 50% sulle tasse da pagare e ottenere, così, contestuali importanti aumenti in busta paga fino a 400-500 euro. 

Se, invece, prendiamo il caso di una famiglia con redditi complessivi fino a 15mila euro, diciamo fermi sui 14mila euro, considerando le detrazioni e un assegno unico per figli diciamo di 205 euro, somma tra importo spettante di assegno unico come fissato dall’Inps per famiglie con un solo figlio di 175 euro più 30 euro di maggiorazioni per entrambe i genitori che lavorano, si arriva ad aumenti di circa 300 euro, meno dunque del single del caso precedente.

Chiaramente, come accennato, guadagni maggiori o minori possono essere registrati da famiglie o da single in base a redditi da calcolare per applicazione Irpef e presenza, o meno, di figli in famiglia e numero di figli e valore Isee del nucleo familiare. 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il