I contratti migliori per assumere le donne con le agevolazioni previste nel 2021

Non possono sfruttare questa agevolazione per l'assunzione di donne le Regioni, le Province, i Comuni, le Città metropolitane, gli Enti di area vasta, le Unioni dei comuni.

I contratti migliori per assumere le don

Assunzioni donne, quali sono i contratti migliori?

Sono due le agevolazione da segnalare: la prima è la decontribuzione per l'assunzione a tempo indeterminato di donne, la seconda è il bonus per le cooperative che assumono donne vittime di violenza.

Assumere una donna nel 2021 è più conveniente per le aziende rispetto al passato. Non per tutte, ma solo per quelle che rientrano nei nuovi requisiti previsti dalla legge. L'obiettivo è infatti quello di incoraggiare l'occupazione femminile, troppo spesso immotivatamente indietro rispetto all'occupazione maschile.

Sono in particolare due le agevolazioni da segnalare: la prima è la decontribuzione per l'assunzione a tempo indeterminato di donne, la seconda è il bonus per le cooperative che assumono donne vittime di violenza. Vediamo quindi i dettagli:

  • Assunzioni donne, quali sono i contratti migliori
  • Chi può assumere le donne con le agevolazioni 2021

Assunzioni donne, quali sono i contratti migliori

Le categorie di donne che possono essere assunte con la nuova misura occupazionale sono quelle residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell'ambito dei fondi strutturali dell'Unione europea, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, indipendentemente dall'età.

Ma anche le lavoratrici che svolgono professioni o attività lavorative in settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, senza limiti di età.

Sono ammesse le donne di qualsiasi età, ovunque residenti, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi. E naturalmente quelle alla base del provvedimento: le donne con almeno 50 anni di età e disoccupate da oltre 12 mesi. In sintesi:

  • primo bonus assunzione di donne: decontribuzione al 100% nel limite di 6.000 euro annui per l'assunzione di donne disoccupate over 50 o prive di impiego e per 18 mesi in caso di assunzione o trasformazione a tempo indeterminato
  • secondo bonus assunzione di donne: decontribuzione al 50% senza tetto annuo per l'assunzione di donne disoccupate over 50 o prive di impiego e per 12 mesi in caso di assunzione con contratto a tempo determinato
  • sgravio per assunzione donne vittime di violenza: fino a 350 euro al mese per 12 mesi in favore delle cooperative sociali nel caso di assunzione con contratto di lavoro a tempo indeterminato di donne vittime di violenza di genere inserite in percorsi di protezione

Chi può assumere le donne con le agevolazioni 2021

Possono richiedere le facilitazioni fiscali per assumere donne nel 2021 con la doppia decontribuzione al 100% o al 50% gli enti pubblici economici e le ex Ipab trasformate in associazioni o fondazioni di diritto privato, in quanto prive dei requisiti per trasformarsi in Asp, ed iscritte nel registro delle persone giuridiche.

Via libera anche per gli enti che per effetto dei processi di privatizzazione si sono trasformati in società di capitali, anche se a capitale interamente pubblico, gli Istituti autonomi case popolari trasformati in base alle diverse leggi regionali in enti pubblici economici, le aziende speciali costituite anche in consorzio, i consorzi di bonifica, gli enti ecclesiastici, i consorzi industriali e gli enti morali.

Non possono sfruttare questa agevolazione per l'assunzione di donne nel 2021 le Regioni, le Province, i Comuni, le Città metropolitane, gli Enti di area vasta, le Unioni dei comuni, le Comunità montane, le Comunità isolane o di arcipelago e loro consorzi e associazioni. Ma neanche le Amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado, le Accademie e i Conservatori statali, nonché le istituzioni educative.

Semaforo rosso pure per gli Istituti autonomi per case popolari e gli Ater comunque denominati che non siano qualificati dalla legge istitutiva quali enti pubblici non economici. Restano ai margini anche l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, le aziende e le amministrazioni dello Stato a ordinamento autonomo, gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le Università.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il