I figli rispondono dei debiti finanziari dei genitori se c'è di mezzo una fideiussione o una convivenza con pignoramento mobiliare.
I debiti dei genitori possono ricadere sui figli da vivi o da morti? La maggior parte dei figli non ha familiarità con la situazione finanziaria dei genitori fino a quando la mamma o il papà non hanno bisogno di aiuto per gestire le finanze o fino a quando non si avvia il processo di successione dopo la morte di uno di loro.
Ci si chiede, dunque, spesso se un genitore ha dei debiti, se può spettare ai figli ripagarli.
Prima della morte del genitore, i creditori non possono mai rivalersi sui figli, neanche se questi convivono.
Si tratta del caso in cui i figli fannno da garanti per un prestito o un mutuo che il genitore non è più in grado di pagare, per cui anche se il genitore è in vita, il debito viene riscosso dai figli.
La prima soluzione per evitare che eventuali debiti possano ricadere sui figli è certamente quella di saldarli da parte dei genitori prima ancora che possano gravare sugli stessi figli.
Per evitare di dover ripagare i debiti dei genitori, una volta morti, il modo migliore per i figli potrebbe essere certamente quella di rinunciare all'eredità.
In questo modo, non ereditano alcun bene ma neppure alcun debito. Si tratta, però, di una decisione per cui ne deve valere la pena, cioè se il valore dei debiti supera quello ddell'eredità, allora rinunciarci libera da eventuali pesi economici lasciati dai genitori.
I debiti di un genitore, ormai morto, possono ricadere sui figli solo, dunque, se accettano l'eredità.