I diritti dei dipendenti privati e statali per le ferie estive secondo leggi e CCNL 2022

La parola conclusiva sul piano ferie spetta al datore di lavoro ma la fruizione del periodo di riposo non può essere negata. Anche nel periodo estivo.

I diritti dei dipendenti privati e stata

Ferie estive: quali sono i diritti dei dipendenti?

Nella scelta del periodo in cui assentarsi, il dipendente deve tenere conto degli equilibri generali ovvero delle esigenze organizzate e produttive del datore e delle scelte dei colleghi.

Il lavoratore non può dire rinunciare alla ferie e il datore non può dire no alla concessione. Ma quali sono i diritti dei dipendenti privati e statali per le ferie estive secondo leggi e Ccnl 2022 ovvero nel periodo storicamente più desiderato dagli italiani?

Di base occorre ricordare che le ferie sono un istituto individuale ovvero è il lavoratore a individuare il periodo più adatto. Tuttavia, il datore di lavoro può prevedere ferie collettive per tutti o per parte dei dipendenti. Ad esempio perché l'azienda o un reparto chiudono temporaneamente. Vediamo quindi in questo articolo:

  • Ferie estive: quali sono i diritti dei dipendenti

  • Leggi e Ccnl 2022 su ferie e diritti lavoratori

Ferie estive: quali sono i diritti dei dipendenti

Nel caso di contratto a tempo pieno e di impiego per l'intero anno solare, il lavoratore può fruire di 28 giorni di ferie. Due settimane vanno fruite preferibilmente in maniera consecutiva, le altre due nei successivi 18 mesi.

Nella scelta del periodo in cui assentarsi, il dipendente deve tenere conto degli equilibri generali ovvero delle esigenze organizzate e produttive del datore e delle scelte dei colleghi.

Se non vanno bene i giorni proposti, il lavoratore può proporre una nuova soluzione, magari con la collaborazione di altri colleghi, ma deve rispettare la decisione del datore che, a sua volta, non può disattendere le norme generali. In caso contrario, il lavoratore può agire in giudizio per il risarcimento del danno biologico ed esistenziale o pretendere il godimento dei periodi maturati ma non fruiti.

L'azienda può anche cambiare le ferie al dipendente una volta che sono state assegnate e concordate. Ma devono sussistere valide ragioni per il richiamo in servizio. Come esigenze di produttività e di organizzazione che si sono manifestate proprio in quel periodo. Oppure la contemporanea assenza improvvisa di altri colleghi, magari per un lutto o per un infortunio.

Il punto di riferimento per conoscere tutti i dettagli sulle ferie godute resta quindi la busta paga. L'ultima contiene la situazione aggiornata. Nella parte in basso sono presenti alcuni box relativi alle ferie ovvero al numero di giorni che spettano. Ciascun dipendente ha diritto a 26 giorni di ferie pagate che maturano in ratei mensili. Di conseguenza la formula da applicare è il rapporto tra 26 e 12.

Leggi e Ccnl 2022 su ferie e diritti lavoratori

La parola conclusiva sul piano ferie spetta al datore di lavoro ma la fruizione del periodo di riposo non può essere negata. In caso contrario scatta la mannaia delle ci sono le sanzioni. Sono applicate nel caso di mancata fruizione del periodo minimo delle ferie, o di quello più ampio previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro.

La normativa generale prevede infatti una sanzione amministrativa pecuniaria di base da 100 a 600 euro. Tuttavia se l'infrazione si riferisce ad almeno 6 lavoratori o è stata commessa dal datore di lavoro in almeno 2 anni, ecco che l'importo da corrispondere varia da 400 a 1.500 euro.

C'è infine un terzo caso, quello della violazione riferita ad almeno 11 lavoratori o che si è verificata in almeno 4 anni. La sanzione applicata è duplice: da una parte c'è quella pecuniaria da 800 a 4.500 euro e dall'altra c'è l'impossibilità di fruire della sanzione ridotta.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il