I fondi pensione possono fallire o non è possibile in Italia secondo leggi 2021

I fondi pensione negoziali sono istituiti dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavori nell'ambito della contrattazione nazionale, di settore o aziendale.

I fondi pensione possono fallire o non è

Fondi pensioni, è ammesso il fallimento?

Secondo la normativa vigente, i fondi pensioni non possono fallire. Questa certezza non esenta però il risparmiatore a effettuare la scelta con estrema attenzione. Significa verificare le proposte di investimento dei contributi, i rischi finanziari, le garanzie e i tipi di prestazioni, anche aggiuntive rispetto alla pensione.

Ci sono anche i fondi pensioni tra le opzioni di investimento che stanno riscontrando un interesse sempre maggiore e che si legano al dubbio sul possibile fallimento.

Lo sono per almeno tre ragioni. Innanzitutto per la loro varietà poiché il risparmiatore non deve necessariamente aderire a una sola opzione ma può scegliere tra un ventaglio più ampio.

In seconda battuta perché rispetto ad altri strumenti viene considerato più sicuro ovvero in grado di rispondere alle esigenze per cui viene proposto. Infine, a completamento dei motivi per cui l'interesse è in forte crescita ci sono le specifiche tecniche dei fondi pensioni, sia a livello normativo e sia fiscale. Esaminiamo quindi i dettagli ovvero vediamo nello specifico:

  • Fondi pensione, è ammesso il fallimento oppure no
  • Leggi 2021 comuni sul fallimento dei vari fondi pensione

Fondi pensione, è ammesso il fallimento oppure no

Per comprendere la normativa sul fallimento o meno dei fondi pensioni occorre fare riferimento alla natura di questo strumento. Rispetto ad altre opzioni di investimento si basano su un sistema a capitalizzazione individuale. Significa che non utilizza risorse di altri associati per il proprio finanziamento.

In seconda battuta, un altro principio di fondo è quello della contribuzione definita, secondo cui la maturazione della pensione finale è proporzionale ai contributi effettivamente versati. In qualche modo è quanto accade con il sistema delle pensioni in Italia basato sul contributivo. In definitiva, le pensioni non saranno maggiori dei contributi versati.

Sulla base di questi due concetti di fondo e tenendo conto della eventuale applicazione dell'amministrazione straordinaria e della liquidazione coatta amministrativa, secondo la normativa vigente, i fondi pensioni non possono fallire.

Questa certezza non esenta però il risparmiatore a effettuare la scelta con estrema attenzione. Significa verificare le proposte di investimento dei contributi, i rischi finanziari, le garanzie e i tipi di prestazioni, anche aggiuntive rispetto alla pensione, e non trascurare le regole aggiornate sui fondi pensione. In termini concreti, prima di aderire a un fondo pensioni bisogna consultare con attenzione la Nota informativa, il Progetto esemplificativo standardizzato e le Condizioni generali di contratto.

Leggi 2021 comuni sul fallimento dei vari fondi pensione

Non importa la tipologia dei fondi pensione perché in tutti i casi non è ammesso il fallimento. Succede con i fondi pensione negoziali ovvero quelle forme pensionistiche complementari istituite dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavori nell'ambito della contrattazione nazionale, di settore o aziendale.

Pensiamo ad esempio ai fondi pensione cosiddetti territoriali, istituiti in base ad accordi tra datori di lavoro e lavoratori appartenenti a un territorio o area geografica. Oppure ai fondi pensione aperti, istituiti da banche, imprese di assicurazione, società di gestione del risparmio e società di intermediazione mobiliare.

Nessuna possibilità di fallimento pure per i Piani individuali pensionistici di tipo assicurativo ovvero quelle forme pensionistiche complementari istituite dalle imprese di assicurazione.

E naturalmente non cambia il principio con i fondi pensione preesistenti ovvero le forme pensionistiche istituite prima della riforma della previdenza complementare. In ogni caso l'investitore può sempre controllare la propria posizione.

Anzi, è il fondo pensione a conservare l'obbligo di inviare ogni anno la comunicazione periodica con le informazioni sull'investimento previdenziale, come l'ammontare della posizione individuale, i contributi versati, i rendimenti conseguiti e i costi sostenuti.

Ma anche il progetto esemplificativo personalizzato con cui stimare la pensione complementare calcolata in base ai dati anagrafici, alla posizione maturata, alla retribuzione e alle opzioni di investimento.

Le informazioni permettono di controllare la regolarità dei versamenti e l'adeguatezza del percorso previdenziale. Allo stesso tempo, il risparmiatore può cambiare le scelte con l'aumento dei contributi o la destinazione altrove del proprio investimento.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il