Aumentano rischi cessione credito bonus 110%, potrebbe pagare tutto chi lo ha fatto

L'attenzione sul bonus al 110% continua a essere alta, anche in riferimento ai rischi che derivano dalla cessione del credito.

Aumentano rischi cessione credito bonus

Cessione del credito con bonus 110%, quali sono i rischi?

C'è un aspetto da mettere in luce in relazione al bonus 110% ed è la possibilità che l'iter vada storto ovvero che ci sia un passaggio procedurale imperfetto che rendere invalida la cessione del credito, ma solo a distanza di anni dai controlli. Con la conseguenza che il contribuente si ritroverebbe improvvisamente tagliato fuori dai programmi iniziali.

Il bonus ristrutturazioni al 110% è una delle agevolazioni fiscali che ha trovato maggiore riscontro tra i contribuenti italiani.

E non è affatto difficile comprendere le ragioni in quanto si tratta di una formula conveniente e che allo stesso tempo concede a chi ne usufruisce una triplice possibilità di scelta tra sconto in fattura, cessione del credito e detrazioni in dichiarazione dei redditi. Ma ci sono alcuni punti interrogativi da chiarire e più precisamente:

  • Cessione del credito con bonus 110%, quali sono i rischi

  • Nuove regole sulla cessione dei crediti nel 2022

Cessione del credito con bonus 110%, quali sono i rischi

I contribuenti che sostengono spese per gli interventi di ristrutturazione nell'ambito del bonus 110% possono optare per la cessione di un credito d'imposta corrispondente alla detrazione spettante. Destinatari sono altri soggetti, inclusi banche e altri intermediari finanziari.

C'è però un primo aspetto da mettere in luce ed è la possibilità che l'iter vada storto ovvero che ci sia un passaggio procedurale imperfetto che rendere invalida la cessione del credito, ma solo a distanza di anni dai controlli. Con la conseguenza che il contribuente si ritroverebbe improvvisamente tagliato fuori dai programmi iniziali.

C'è anche un altro aspetto da considera: l'opzione della cessione del credito può essere effettuata in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori che, con riferimento agli interventi ammessi al bonus al 110%, non possono essere più di due per ogni intervento complessivo.

Il primo stato di avanzamento deve inoltre riferirsi ad almeno il 30% e il secondo ad almeno il 60% dei lavori. I crediti d'imposta, che non sono oggetto di ulteriore cessione, sono utilizzati in compensazione attraverso il modello F24. Il credito d'imposta è fruito con la stessa ripartizione in quote annuali.

Nuove regole sulla cessione dei crediti nel 2022

Le nuove regole sulla cessione dei crediti hanno fissato una data spartiacque. Che si operi con sconto in fattura o meno conta poco: il credito potrà essere ceduto una sola volta.

Nel caso di adesione all’opzione dello sconto in fattura, le imprese e i professionisti possono cedere il credito una sola volta. Ma anche con la cessione diretta da parte del contribuente non è più possibile cedere nuovamente il credito fiscale.

Normativa alla mano, il contribuente deve richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione per tutti i bonus fiscali edilizi diversi dal Superbonus al 110%.

Per i casi in cui il bonus ristrutturazioni è utilizzato dal beneficiario direttamente in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi, tranne che nei casi in cui la dichiarazione è presentata direttamente dal contribuente attraverso la precompilata o tramite il sostituto d'imposta che presta l'assistenza fiscale. Deve quindi richiedere che un tecnico abilitato asseveri la congruità delle spese sostenute.

In questo contesto, l'Agenzia delle entrate, con riferimento alle agevolazioni e ai contributi a fondo perduto, ferma restando l'applicabilità delle specifiche disposizioni contenute nella normativa vigente, esercita i poteri previsti.

Con riferimento alle funzioni ricevute, per il recupero degli importi dovuti non versati, compresi quelli relativi a contributi indebitamente percepiti o fruiti ovvero a cessioni di crediti di imposta in mancanza dei requisiti, in base alle disposizioni e ai poteri di cui dispone e in assenza di una specifica disciplina, l'Agenzia delle entrate procede con un atto di recupero. Fatti salvi i diversi termini previsti dalla normativa vigente, l'atto di recupero è notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è avvenuta la violazione.

Fatte salve ulteriori specifiche disposizioni, con lo stesso atto di recupero sono irrogate le sanzioni previste dalle singole norme vigenti per le violazioni commesse e sono applicati gli interessi.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il