I rischi che corre l'amministratore di sostegno. Tutti i casi 2022

Il ruolo dell'amministratore di sostegno è estremamente delicato, anche in relazione ai rischi che corre in relazione allo svolgimento della propria attività.

I rischi che corre l'amministratore di s

Amministratore di sostegno, quali rischi corre?

L'attività dell'amministratore deve essere così svolta con particolare cura, sapendo che potrebbe incorrere in reati commessi solo da chi ricopre un incarico di pubblico ufficiale. Tre in particolare: il peculato, l'abuso d’ufficio e il reato di falso.

Oneri e onori quando si parla dell'amministratore di sostegno. Perché da una parte siamo davanti a una figura che conserva molte facoltà nell'ambito dell'esercizio del compito di assistere chi non riesce a provvedere in tutto o in parte allo svolgimento delle funzioni della vita quotidiana. Dall'altra il rischio di commettere una irregolarità con tutte le conseguenze del caso è sempre dietro l'angolo. Di conseguenza il livello di attenzione va mantenuto costantemente elevato.

Possono chiedere la nomina dell'amministratore di sostegno il beneficiario anche se minore, interdetto o inabilitato; il coniuge; la persona stabilmente convivente; i parenti entro il quarto grado ovvero genitori, figli, fratelli o sorelle, nonni, zii, prozii, nipoti e cugini; gli affini entro il secondo grado tra cognati, suoceri, generi, nuore; il pubblico ministero. Approfondiamo meglio:

  • Amministratore di sostegno, quali rischi corre

  • Tutti i casi 2022 rischi amministratore di sostegno

Amministratore di sostegno, quali rischi corre

L'amministratore di sostegno va incontro a conseguenze in caso di atti dannosi o di negligenza. Il giudice tutelare può disporre i provvedimenti richiesti per la cura della persona e per la gestione del patrimonio, come la sostituzione dell'amministratore. Ma non può decidere sulla ammissibilità e sulla quantificazione dei danni conseguenti agli atti compiuti dall'amministratore o provocati dalla sua negligenza.

L'amministratore di sostegno deve rispondere dei danni causati al beneficiario o ai terzi, in base alle regole dettate in materia di tutela. La responsabilità dell'amministratore di sostegno è specifica e limitata agli atti e ai compiti affidatigli dal giudice tutelare nel decreto di nomina. Non solo, ma in caso di danno provocato da persona incapace di intendere o di volere, il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell'incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.

Nel caso in cui il danneggiato non abbia potuto ottenere il risarcimento da chi è tenuto alla sorveglianza, il giudice, in considerazione delle condizioni economiche delle parti, può condannare l'autore del danno a un'equa indennità.

Nel decreto di nomina, il giudice tutelare indica all'amministratore di sostegno il contenuto dell'attività che dovrà svolgere. Conferisce così poteri e facoltà da cui derivano obblighi e responsabilità. In buona sostanza si colloca sullo stesso piano del tutore con gli obblighi e le conseguenze penali che comporta.

L'attività dell'amministratore di sostegno deve essere così svolta con particolare cura, sapendo che potrebbe incorrere in reati commessi solo da chi ricopre un incarico di pubblico ufficiale. Quali? Tre in particolare: il peculato, l'abuso d’ufficio e il reato di falso.

Tutti i casi 2022 rischi amministratore di sostegno

Il peculato da parte dell'amministratore di sostegno consiste nell'appropriazione indebita di somme di denaro appartenenti al beneficiario. Ecco perché l'amministratore deve periodicamente predisporre il rendiconto in cui indicare e documentare le entrate e le uscite del beneficiario.

Per quanto riguarda l'abuso d'ufficio, l'amministratore di sostegno deve tener conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario.

Deve tempestivamente informare il beneficiario circa gli atti da compiere oltre che il giudice tutelare in caso di dissenso. In caso di contrasto o di negligenza nel perseguire l'interesse o nel soddisfare i bisogni o le richieste del beneficiario, il pubblico ministero può ricorrere al giudice tutelare che adotta gli opportuni provvedimenti.

L'amministratore di sostegno non è tenuto a continuare nello svolgimento dei suoi compiti oltre 10 anni, ad eccezione dei casi in cui tale incarico è rivestito dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dagli ascendenti o dai discendenti.

Infine, per quanto riguarda il reato di falso, il pubblico ufficiale che ricevendo o formando un atto nell'esercizio delle sue funzioni attesta falsamente che un fatto è stato da lui compiuto o è avvenuto alla sua presenza ovvero omette o altera dichiarazioni da lui ricevute, o comunque attesta falsamente fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità, va incontro alle pene stabilite dalle legge.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il