Il Codice della Strada vale su tutte le strade o in alcune no. Tutti i casi 2021

Come notiamo sempre più spesso, anche la Corte di Cassazione viene spesso e volentieri investita incaricata di fare chiarezza sulla norme del Codice della Strada

Il Codice della Strada vale su tutte le

Codice della Strada è in vigore su tutte le strade italiane?

Tutte le norme contenute nel Codice della Strada sono valide non solo per le strade pubbliche, ma anche in quelle private aperte al pubblico. I casi sono numerosi: pensiamo ad esempio alle stazioni di rifornimento dei carburanti, alle aree davanti ai centri commerciali o agli spazi condominiali.

Sin dal primo giorno di scuola guida ci insegnano quanto sia importante il Codice della Strada. La raccolta delle disposizioni contenute al suo interno disciplinano il comportamento degli automobilisti e di tutti gli altri attori su strada, da pedoni ai ciclisti.

C'è però una domanda inevitabile a cui cercare una risposta: gli articoli del Codice della Strada si applicano proprio in ogni circostanza e a tutte le strade? Esaminiamolo in questo articolo:

  • Codice della Strada è in vigore su tutte le strade italiane o no
  • Applicazione del Codice della Strada secondo la Cassazione

Codice della Strada è in vigore su tutte le strade italiane o no

Dal punto di vista organizzativo, il Codice della Strada è composto da 8 titoli così strutturati:

  • Titolo I: Disposizioni generali (da articolo 1 a articolo 12)
  • Titolo II: Della costruzione e tutela delle strade (da articolo 13 a articolo 45)
  • Titolo III: Dei veicoli (da articolo 46 a articolo 114)
  • Titolo IV: Guida dei veicoli e conduzione degli animali (da articolo 115 a articolo 139)
  • Titolo V: Norme di comportamento (da articolo 140 a articolo 193)
  • Titolo VI: Degli illeciti previsti dal presente codice e delle relative sanzioni (da articolo 194 a articolo 224-bis)
  • Titolo VII: Disposizioni finali e transitorie (da articolo 225 a articolo 240)

Tutte le norme contenute sono valide non solo per le strade pubbliche, ma anche in quelle private aperte al pubblico. I casi sono numerosi: pensiamo ad esempio alle stazioni di rifornimento dei carburanti, alle aree davanti ai centri commerciali o agli spazi condominiali.

Conoscere l'ambito di applicazione del Codice della Strada è fondamentale anche e soprattutto per una ragione particolare ovvero per le conseguenze in ambito assicurativo nel caso di un sinistro.

A tal proposito, sebbene nelle aree private non si applicano le sanzioni previste per le infrazioni al Codice della strada, i 240 articoli sono indispensabili per individuare la responsabilità dei conducenti tutte le volte che avviene un incidente con conseguente richiesta di risarcimento danno.

Applicazione del Codice della Strada secondo la Cassazione

Come notiamo sempre più spesso, anche la Corte di Cassazione viene spesso e volentieri investita incaricata di fare chiarezza sulla norme del Codice della Strada e il loro campo di applicazione.

Tra le numerose sentenze ricordiamo quella in cui ha precisato che nel concetto di circolazione stradale è compresa anche la posizione di arresto del veicolo, sia in relazione all’ingombro determinato sugli spazi addetti alla circolazione, sia alle operazioni eseguite in funzione della partenza o connesse alla fermata, sia ancora con riguardo a tutte le operazioni che il veicolo è destinato a compiere e per le quali può circolare.

Secondo i giudici la conseguenza è presto detta: per l’operatività della garanzia per la Rc auto ovvero la polizza che tutti i proprietari di un veicolo devono sottoscrivere, è necessario il mantenimento da parte dell'auto delle caratteristiche che lo rendono tale sotto il profilo concettuale, quindi in relazione alle sue funzionalità, sia sotto il profilo logico che sotto quello di eventuali previsioni normative, risultando indifferente l’uso che in concreto si faccia dell’automezzo, sempre che rientri in quello proprio rispetto alle sue caratteristiche.

La stessa Corte di Cassazione rinvia all'articolo 2054 del Codice Civile, nella parte in cui viene messo nero su bianco che il conducente di un veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Di conseguenza, nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli. Dopodiché il terzo comma precisa che il proprietario del veicolo o l'usufruttuario o l'acquirente con patto di riservato dominio è responsabile in solido con il conducente, se non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il