Il contratto degli statali è davvero migliore di quello dei dipendenti privati? I pro e contro nel 2021

Dal punto di vista retributivo, secondo i dati raccolti dall'Osservatorio sui conti pubblici, gli stipendi pubblici in Italia sono in linea con quelle di altri Paesi europei.

Il contratto degli statali è davvero mig

Statali o privati, quale contratto è migliore?

Non c'è dubbio che il contratto degli statali offra maggiori garanzie rispetto a quello privato in termini di stabilità ma le retribuzioni sono predefinite con possibilità di crescita lente e ridotte.

Quante volte abbiamo sentito dire nei confronto di un dipendente pubblicato la frase "sei fortunato perché lavori sei uno statale"? Probabilmente tante perché, soprattutto alla luce delle cicliche crisi occupazionali che travolgono il settore privato, chi presta i propri servizi per lo Stato viene ritenuto un privilegiato.

Ma davvero il contratto degli statali è migliore di quello dei dipendenti privati? Prima di esaminare pro e contro di entrambi i contratti è importante fare una precisazione.

Per essere assunti dallo Stato ovvero lavorare negli uffici centrali o periferici dell'amministrazione pubblica è indispensabile partecipare e vincere un concorso pubblico e aver maturato alcuni requisiti di base a livello formativo. Approfondiamo quindi:

  • Statali o privati, quale contratto è migliore: pro e contro
  • Retribuzioni a confronto dipendenti statali o privati

Statali o privati, quale contratto è migliore: pro e contro

Non c'è dubbio che il contratto degli statali offra maggiori garanzie rispetto a quello privato in termini di stabilità ovvero del rinomato posto fisso. Da una parte il tessuto imprenditoriale italiano, per quanto diffuso soprattutto a livello medio e piccolo, non appare più così solido. Dall'altra, per quanto la rigidità è adesso maggiore, il licenziamento dagli uffici pubblici è molto meno frequente.

Il contratto degli statali è mediamente più sicuro rispetto a quello dei dipendenti privati (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici), ma d'altro canto, le retribuzioni sono predefinite con popolosità di crescita lente e ridotte. Approfondiamo comunque nel paragrafo successivo il capitolo sulle differenze di stipendio.

C'è poi un altro aspetto che viene spesso trascurato quando si valutano pro e contro del lavoro da statale o da privato. In entrambi i casi, la responsabilità richiesta è massima, ma il dipendente pubblico è comunque chiamato al rispetto dei doveri di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta

Retribuzioni a confronto dipendenti statali e privati

Dal punto di vista retributivo, secondo i dati raccolti dall'Osservatorio sui conti pubblici, gli stipendi pubblici in Italia sono in linea con quelle di altri Paesi europei ma superiori del 24% rispetto a quelli dei privati. Più esattamente, si legge nel report, lo stipendio medio lordo del dipendente pubblico è di 36.350 euro, quello del dipendente privato è di 29.260 euro.

Si tratta di cifre differenti da quelle elaborate dall'associazione artigiani e piccole imprese di Mestre secondo cui invece esiste una differenza tra lavoratori pubblici italiani e dipendenti statali degli altri Paesi europei. Non solo, ma per la Cgia la distanza di stipendio tra pubblico e privato è in fondo contenuta a circa 600 euro.

Infine, le retribuzioni reali degli statali sono svelate dall'Inps. Per amministrazioni centrali, magistratura e autorità indipendenti sono di 683 lavoratori a tempo determinato con retribuzione media di 48.225 euro, 205.766 lavoratori a tempo indeterminato con retribuzione media di 40.187 euro.

Per le amministrazioni locali di 49.875 lavoratori a tempo determinato con retribuzione media di 17.604 euro, 538.861 lavoratori a tempo indeterminato con retribuzione media di 29.746 euro. Cambiano quindi per forze armate, corpi di polizia e vigili del fuoco in quanto di mezzo ci sono 32.781 per lavoratori a tempo determinato con retribuzione media di 14.619 euro, 484.877 lavoratori a tempo indeterminato con retribuzione media di 44.699 euro.

Per la scuola parliamo di 340.862 lavoratori a tempo determinato con retribuzione media di 11.398 euro, 1.008.119 lavoratori a tempo indeterminato con retribuzione media di 29.083 euro. Dopodiché nel servizio sanitario sono impiegati 34.741 lavoratori a tempo determinato con retribuzione media di 28.180 euro, 649.824 lavoratori a tempo indeterminato con retribuzione media di 39.002 euro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il