In quale settori azionari conviene investire o meglio evitare nel 2022? Le analisi degli esperti

Negli ultimi anni, i titoli growth hanno registrato performance del mercato azionario molto più elevate rispetto ai cosiddetti titoli value che sono più ciclici e meno valutati.

In quale settori azionari conviene inves

Dove conviene investire in azioni nel 2022?

Secondo gli esperti sono interessanti anche i valori del lusso, da giocare in maniera selettiva, attraverso l'effetto scarsità e le notevoli barriere all'ingresso nel settore.

Mai come quest'anno a dominare è l'incertezza negli investimenti azionari. In vista del 2022, i dubbi sono maggiori delle certezze. Il clima economico è piuttosto cupo.

Si prevede che la volatilità continuerà ad affliggere i mercati finanziari quest'anno. Ma alcuni titoli, dalle grandi aziende alle piccole e medie imprese, potrebbero beneficiare appieno della ripresa. Con un potenziale di guadagno molto interessante. Approfondiamo in questo articolo:

  • Dove conviene investire in azioni nel 2022

  • Consigli esperti su dove (non) investire

Dove conviene investire in azioni nel 2022

Per cercare di sfruttare al meglio un mercato azionario il cui potenziale è diminuito, possiamo anche adottare visioni settoriali e abbiamo anche recentemente osservato forti rotazioni da un settore all'altro.

Con crescenti preoccupazioni, alcuni investitori si sono recentemente riposizionati su titoli di rendimento come immobili o utilities ovvero titoli di servizi di pubblica utilità. Ma attenzione alle valutazioni eccessive che preferisce valori più ciclici nell'industria o beni di consumo durevoli. Tuttavia, non dobbiamo abbandonare gli stock di crescita.

Mentre la crescita economica rallenta, dobbiamo trovare titoli che abbiano la capacità di aumentare il loro fatturato, e quindi i loro profitti. I titoli tecnologici che beneficiano dell'innovazione dirompente si pagano 20 volte i profitti, ma, soprattutto nei semiconduttori, hanno ancora la prospettiva di aumentare i profitti l'anno prossimo.

Nella sanità troviamo titoli growth più difensivi, sostenuti da trend come l'invecchiamento della popolazione ma anche la concentrazione del settore.

Interessanti anche i valori del lusso, da giocare in maniera selettiva, attraverso l'effetto scarsità e le notevoli barriere all'ingresso nel settore. Il lusso è l'equivalente in Europa di ciò che la tecnologia è negli Stati Uniti.

La soluzione giusta per bilanciare il portafoglio? Una combinazione di settori in crescita, investimenti selettivi in settori ciclici che offrono valutazioni più ragionevoli, come l'industria automobilistica o alcuni titoli in fase di ristrutturazione economica.

Negli ultimi anni, i titoli growth hanno registrato performance del mercato azionario molto più elevate rispetto ai cosiddetti titoli value che sono più ciclici e meno valutati. I titoli di crescita, e in particolare la tecnologia, sono stati favoriti dalla globalizzazione. Ma negli ultimi mesi, indubbiamente legati alla guerra commerciale in corso, il valore ha riguadagnato terreno in borsa, in particolare negli Stati Uniti. Questo cambiamento di tendenza spinge a guardare ai titoli bancari.

Consigli esperti su dove (non) investire

Probabilmente l'errore numero uno e più frequente è investire in azioni richiede compostezza e un certo distacco. Spesso è consigliabile porsi obiettivi di gestione sia al rialzo che al ribasso: vendere sistematicamente un titolo oltre una plusvalenza o minusvalenza del 30%, ad esempio. Naturalmente, questo consiglio non è necessariamente applicabile nel contesto di un calo complessivo delle attività.

Così come avere una linea troppo grande, un portafoglio troppo focalizzato su un settore produrrà gli stessi effetti negativi. Ad esempio, gli investitori che hanno riempito il proprio portafoglio con immobili dovrebbero fare attenzione ad eventuali tensioni sui tassi di interesse che penalizzerebbero la loro attività e il loro andamento in borsa.

La pubblicazione dei risultati, trimestrali o annuali, è spesso un momento clou nella vita borsistica dell'azienda. Rivelano il livello della sua attività e la sua redditività, indicatori importanti su cui si basano gli analisti per stabilire il loro modello di valutazione e quindi la loro raccomandazione sul titolo.

Il rischio però è la brutta sorpresa: i risultati non corrispondono alle aspettative e il titolo precipita. Anche i numeri online possono essere deludenti se analisti e investitori si aspettavano di meglio. Mettersi davanti a una pubblicazione significa correre il rischio di ricevere immediatamente una perdita e diverse sessioni di declino se la pubblicazione è accolta male.

Anche se la Banca Centrale Europea potesse ancora una volta permettere alle banche, grandi erogatrici di dividendi, di ripartirli, il rendimento atteso delle azioni sarà comunque deludente nei prossimi mesi, a causa delle perdite annuali registrate. Se il rimbalzo economico sarà confermato, pagamenti eccezionali o anticipi potrebbero tuttavia essere decisi entro la fine del 2021.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il