In quali casi ci sono penalizzazioni per la pensione anticipata? Tutti i casi 2021 secondo leggi in vigore

Quota 100, opzione donna, ape social, lavoratori precoci: quali sono i casi in cui sussistono penalizzazioni per pensione anticipata

In quali casi ci sono penalizzazioni per

Quali sono i casi in cui sussistono penalizzazioni per pensione anticipata?

Andare in pensione anticipata con le diverse forme pensionistiche oggi disponibili, da quota 100 a opzione donna, ape social, contratto di espansione prevede, in generale, penalizzazioni sul calcolo della pensione finale dovute alle uscite prima, ma tutto dipende dai casi. Non è detto, infatti, che sussistano sempre tali penalizzazioni e per calcolarle eventualmente bisogna considerare diversi elementi.
 

Andare in pensione anticipata rispetto ai normali requisiti pensionistici è possibile optando per forme pensionistiche ancora in vigore che permettono di andare in pensione prima rispetto ai 67 anni di età e 20 anni di contributi richiesti per la pensione di vecchiaia. 

Ma non sempre è tutto oro quel che luccica: le possibilità di andare in pensione anticipata da una parte, permettendo a chi lavora da una vita di collocarsi finalmente a riposo, sono infatti spesso controbilanciate da penalizzazioni cui gli stessi pensionati andrebbero incontro andando in pensione prima piuttosto che aspettare il raggiungimento dei normali requisiti pensionistici. Vediamo allora di seguito in quali sono ci sono penalizzazioni per la pensione anticipata.

  • Casi 2021 in cui ci sono penalizzazioni per pensione anticipata
  • Penalizzazioni pensione anticipata quando non ci sono 


Casi 2021 in cui ci sono penalizzazioni per pensione anticipata

Le forme pensionistiche che permettono ancora quest’anno di andare in pensione anticipata sono quota 100 (a 62 anni di età e con almeno 38 anni di contributi), opzione donna (a 58 e 59 anni di età rispettivamente per lavoratrici dipendenti e autonome e con almeno 35 anni di contributi), e ape social (a 63 anni di età e con almeno 30 anni di contributi). Stando a stime e previsioni, ognuna di queste forme di pensione anticipata implica penalizzazioni.

Partendo dalla pensione con quota 100 le penalizzazioni sulla pensione finale non sono certe ma dipende dai singoli casi e diversi elementi da considerare come retribuzione che si percepisce, contributi accumulati, ecc. Considerando, infatti, che la quota 100 anticipa il momento dell’uscita di ben cinque anni rispetto ai 67 richiesti per la pensione di vecchiaia, è chiaro decidere di uscire prima con quota 100 implica 5 anni in meno di contributi e considerando che il calcolo della pensione finale si basa sul versamento dei contributi effettivamente versati dal lavoratore nel corso della sua vita lavorativa, meno contributi si sono versati e minore sarà l’importo di pensione.

Secondo alcuni calcoli effettuati, andare in pensione anticipata con quota 100 potrebbe implicare penalizzazioni sulla pensione finale tra il 9% e il 28% circa. Chi percepisce, per esempio, una retribuzione lorda annua di 50mila euro, se decide di andare in pensione con la quota 100 percepirebbe un trattamento mensile di 2.070, il 23,3% in meno rispetto all’assegno che percepirebbe andando in pensione di vecchiaia a 67 anni, cioè 2.700 euro.

Discorso diverso per opzione donna dove, in generale, le penalizzazioni per la pensione anticipata dovrebbero comunque risultare considerando che tutte le lavoratrici, sia dipendenti pubbliche e private sia autonome, che decidono di andare in pensione anticipa con opzione donna devono calcolare l’importo dela pensione finale solo con metodo contributivo, cioè considerando esclusivamente i contributi effettivamente versati dalla lavoratrice nel corso della sua vita professionale, da contributi obbligatori a contributi volontari, figurativi, da riscatto e da ricongiunzione. 

Secondo alcuni calcoli, andare in pensione anticipata con opzione donna potrebbe prevedere penalizzazioni mediamente fino al 25-30%, percentuale che potrebbe essere anche più alta, di quanto percepirebbe andando in pensione di vecchiaia a 67 anni di età e con 20 anni di contributi. 

Anche decidere di andare in pensione anticipata con ape social potrebbe prevedere penalizzazioni sulla pensione finale. L'Ape social prevede, infatti, erogazione del relativo trattamento per 12 mensilità e per un importo massimo di 1.500 euro al mese da calcolare in base alle diverse condizioni del richiedente e relativi requisiti. 

I 1.500 euro lordi mensili sono una cifra rivalutabile e non soggetto a integrazione al trattamento minimo previdenziale ed è in tal senso che l’ape social implica penalizzazioni.

Anche andare in pensione prima con il contratto di espansione prevede penalizzazioni sulla pensione finale che, secondo alcune simulazioni, infatti, si aggirano, in media, sul 16% per le fasce di reddito compreso tra i 30 e i 50mila euro, arrivando anche circa al 30%. Per esempio, per chi ha una retribuzione annua lorda di 30mila euro (1.650 euro di retribuzione netta mensile), andando in pensione anticipata con contratto di espansione avrebbe una penalizzazione di circa 120 euro mensili, che salgono a 145 euro circa per chi ha una retribuzione lorda annua di 40mila euro (per 2.050 euro mensili netti), e fino a 170 euro circa per chi ha una retribuzione annua lorda di 50mila euro lordi. 

Penalizzazioni pensione anticipata quando non ci sono 

Nessuna penalizzazione è, invece, prevista per la pensione anticipata di lavoratori precoci o per chi decide di andare in pensione anticipata contributiva (a 64 anni di età e con almeno 20 anni di contributi) con sistema di calcolo della pensione esclusivamente contributivo e che non abbia versamenti anteriori al 1996. 

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il