In quali casi si può chiedere revisione e aumento assegno mantenimento per figli. Tutti casi 2021

In quali casi si può chiedere revisione e aumento assegno mantenimento per figli. Tutti casi 2021

In quali casi si può chiedere revisione

Quando si può chiedere revisione e aumento assegno mantenimento per figli?

Quando viene stabilito l’importo dell’assegno di mantenimento che un genitore deve obbligatoriamente versare ai figli a seguito di separazione e divorzio, non è detto che resti sempre immutato. E’, infatti, possibile richiedere una revisione dell’assegno di mantenimento ai figli e un aumento nei casi in cui le condizioni economiche del genitore obbligato al versamento migliorino in maniera notevole e nel caso di accordo tra i genitori stessi sull’aumento del mantenimento. 
 

L’assegno di mantenimento spetta ai figli minorenni e ai figli maggiorenni, sia genitori spostati e sia di genitori conviventi, fino a quando non diventano indipendenti da un punto di vista economico. L’assegno di mantenimento ai figli, infatti, deve essere corrisposto fino a quando non raggiungono una indipendenza economica tale da consentire loro di vivere in piena autonomia una vita dignitosa, per cui non decade al raggiungimento della maggiore età dei figli e deve continuare ad essere dato anche quando i figli diventano maggiorenni. 

L’importo dell’assegno di mantenimento ai figli viene determinato secondo regole ben precise stabilite dalla legge e sulla base di diversi parametri ma è bene sapere che una volta stabilitone l’importo non è detto che resti per sempre lo stesso.

E’ possibile, infatti, chiedere una revisione dell’assegno di mantenimento ai figli al verificarsi di determinate e specifiche situazioni. Vediamo quali sono i casi 2021 in cui è possibile richiedere la revisione dell’assegno di mantenimento ai figli.

  • Quando si può chiedere revisione e aumento assegno mantenimento per figli
  • Come stabilire importo assegno mantenimento per figli


Quando si può chiedere revisione e aumento assegno mantenimento per figli

E’ il giudice generalmente a definire l’entità dell’importo dell’assegno di mantenimento da versare ai figli a seguito di separazione e divorzio. Si tratta di una somma calcolata in maniera specifica ma che non significa debba obbligatoriamente rimanere fissa.

Di solito, se le condizioni economiche del genitore obbligato al versamento dell’assegno di mantenimento permettono una vita tranquilla, una volta stabilita la cifra da versare dovrebbe rimanere sempre la stessa ma esistono casi 2021 in cui è possibile chiedere una revisione dell’assegno di mantenimento per i figli.

Revisione che può essere al ribasso, cioè riducendo l’importo dell’assegno di mantenimento, se le condizioni economiche e lavorative del genitore obbligato al versamento peggiorano al punto tale di non permettergli più di sostenere una spesa mensile di quella specifica entità, o al rialzo.

Se, infatti, le condizioni economiche del genitore obbligato dal versamento dell’assegno di mantenimento subiscono un netto miglioramento, è possibile chiedere un aumento dell’assegno di mantenimento ai figli. E la richiesta in tal caso può essere avanzata sia dal genitore collocatario non obbligato al versamento sia dal figlio stesso nel caso in cui quest’ultimo abbia raggiunto o superato la maggiore età.   

Dunque, un aumento del reddito del genitore non convivente con i figli permette all’altro genitore di chiedere un aumento dell’importo dell’assegno di mantenimento, ma è bene sapere che non è detto che il giudice aumenti effettivamente il mantenimento. Tutto dipende da bisogni e interessi dei figli.

Un altro caso per cui si può chiedere un aumento dell’assegno di mantenimento ai figli è se c’è accordo tra gli ex coniugi sulla revisione del mantenimento, grazie a mutate condizioni che lo permettono, per dare di più ai figli. 

Come stabilire importo assegno di mantenimento per figli

Stando a quanto appena riportato, dunque, l’assegno di mantenimento ai figli può essere rivisto e si può stabilire un altro importo da erogare ai propri figli. Per il calcolo dell’assegno di mantenimento ai figli si prendono in considerazione diversi elementi che sono:

  • capacità economiche dei genitori;
  • esigenze dei figli per istruzione ed educazione, attività sportive o spese sanitarie;
  • tenore di vita di cui il figlio ha beneficiato quando i genitori erano ancora sposati;
  • tempi di permanenza presso ognuno dei due genitori.

Sulla base di questi elementi, l’assegno di mantenimento ai figli prevede è una somma fissa che ogni mese deve essere versata sul conto del genitore affidatario, fino al compimento del 18esimo anno di età, quando il figlio ormai maggiorenne può ricevere direttamente l’assegno.

E’ bene sapere, inoltre, che insieme alla somma fissa dell’assegno di mantenimento, il genitore non convivente deve pagare il 50% di costi eventuali previsti per le cosiddette spese straordinarie. Per esempio per visite mediche specialistiche, se il figlio ha necessità di mettere un apparecchio ai denti. In questi casi, la somma totale della spesa deve essere divisa tra i due genitori, per cui il 50% della spesa deve essere pagata dal genitore convivente e il 50% della spesa deve essere pagata dal genitore non convivente. 


 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il