In quali casi un preventivo di lavoro o consulenza può essere modificato e si deve pagare di più

Modificare un preventivo di un lavoro o una consulenza, come, quando si può fare e quando non è possibile: cosa prevedono norme in vigore

In quali casi un preventivo di lavoro o

Quando un preventivo di un lavoro o consulenza può essere modificato e si deve pagare di più?

Secondo quanto previsto dalle leggi in vigore, in casi in cui è possibile modificare un preventivo sono o quando il preventivo è risultato di un errore, che può portare all'annullamento stesso del contratto, ben chiaro e riconoscibile, o nel caso di appalti, quando possono accadere eventi o circostanze imprevedibili che, rispetto a quanto inizialmente stabilito da un professionista nel relativo preventivo fatto, portano ad aumenti dei costi di materiali o manodopera che, di conseguenza, implicano aumenti nel costo complessivo del preventivo.
 

In quali casi un preventivo di un lavoro o consulenza può essere modificato e si deve pagare di più? Il preventivo di un professionista non è un contratto, per cui una volta scelto un professionista a cui far eseguire i lavori, gli stessi professionisti possono modificare l’iniziale preventivo fatto, sia aumentando i costi, se il cliente fa richieste anche diverse rispetto a quelle iniziali, sia riducendoli. In ogni caso, la differenza tra i costi finali e quelli fatti in preventivo non può essere elevata. Vediamo quando un preventivo di un lavoro o una consulenza si può modificare.

  • Preventivo di un lavoro o consulenza quando si può modificare e pagare di più
  • Quando un preventivo non può essere modificato


Preventivo di un lavoro o consulenza quando si può modificare e pagare di più

Stando a quanto stabilito dalle leggi attualmente in vigore, non essendo il preventivo un vero e proprio contratto ma solo una proposta contrattuale e quindi non essendo vincolante per le parti, può essere modificato, anche se la modifica significa pagare di più rispetto al prezzo inizialmente comunicato dal professionista.

Sono soprattutto due i casi in cui, per legge, è possibile modificare un preventivo, e prevedere aumenti, e sono i seguenti:

  • o quando il preventivo è risultato di un errore, che può portare all'annullamento stesso del contratto, ben chiaro e riconoscibile, per esempio se al posto di riportare una somma, per esempio, di 15mila euro di corrispettivo ad un professionista, per un lavoro da effettuare o altro servizio, si scrive 15 euro;
  • o in caso di appalti.

Nel caso di appalti, infatti, possono accadere eventi o circostanze imprevedibili che, rispetto a quanto inizialmente stabilito da un professionista nel relativo preventivo fatto, portano ad aumenti dei costi di materiali o manodopera che, di conseguenza, implicano aumenti nel costo complessivo del preventivo, allora la modifica può essere effettuata.

Tuttavia, è bene precisare che, per legge, una modifica di un preventivo di un lavoro o consulenza può avvenire e portare ad un pagamento maggiore di quanto inizialmente previsto solo per la differenza che eccede il decimo.

Quando un preventivo non può essere modificato

Se la legge ammette, dunque, la possibilità di modificare un preventivo fatto per un lavoro o una consulenza anche se ciò significare pagare di più rispetto a quanto inizialmente previsto, stando sempre alle leggi in vigore un preventivo diventa vincolante e non può più essere modificato dal professionista quando si pone come vero e proprio contratto e viene accettato dalla controparte.

Chi accetta, infatti, un preventivo che viene poi modificato può non pagare il costo maggiore eventualmente richiesto dall’altra parte e agire contro quest’ultima perché il lavoro o presti la consulenza secondo l’importo inizialmente preventivato senza alcuna modifica né alcun aumento. 
 





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il